Il borsino granata

Il borsino granata

Rispetto al Toro del girone di andata questo del ritorno certe partite anziché vincerle le pareggia. Certamente non si tratta di una precisa scelta del mister Ventura (qualcuno ritiene che invece sia proprio l’allenatore genovese a voler “amministrare” la situazione) poiché bastava vederlo e sentirlo davanti ai taccuini dei giornalisti a fine partita per rendersi conto di quanto fosse…

di Redazione Toro News

Rispetto al Toro del girone di andata questo del ritorno certe partite anziché vincerle le pareggia. Certamente non si tratta di una precisa scelta del mister Ventura (qualcuno ritiene che invece sia proprio l’allenatore genovese a voler “amministrare” la situazione) poiché bastava vederlo e sentirlo davanti ai taccuini dei giornalisti a fine partita per rendersi conto di quanto fosse deluso ed arrabbiato per non aver finalizzato certe importanti occasioni avute, non tanto quelle non trasformate per bravura del portiere pugliese quanto quelle fallite in contropiede soprattutto nel finale per egoismo e mancanza di freddezza e cinismo da parte degli attaccanti (Antenucci soprattutto) sotto porta. Così, dicevamo, anziché tre punti che sarebbero valsi una minifuga quasi decisiva a sei giornate dal termine del campionato (e con una partita e mezza da recuperare) è arrivato un punticino che ha fatto storcere il naso a diversi tifosi, preoccupati che certi mezzi passi falsi possano compromettere tutto l’ottimo cammino, quasi sempre in testa alla classifica, sin qui fatto. Preoccupazioni legittime per chi conosce la labilità atavica ed insita nel dna granata ma certamente superabili proprio con la vicinanza e l’affetto che gli stessi tifosi non dovranno far mancare nei prossimi decisivi turni casalinghi che potranno decretare definitivamente il trionfo di questo progetto Cairo – Petrachi – Ventura e riportare la compagine granata laddove la Storia impone. Senza peraltro dimenticare che quelle stesse partite di cui sopra, compresa quella di Bari, fino ad un anno fa non solo non si vincevano come accaduto in questo girone di andata ma si perdevano proprio…

CHI SALE:

DARMIAN      gli capita un indiavolato Stoian che spesso lo mette in difficoltà anche perché poco aiutato dai compagni. Lui però è sempre attento e concentrato e sventa in più occasioni i pericoli che giungono dal rumeno e dall’ex Garofalo. Nel p.t. rischia anche un infortunio ma resiste.
PARISI        è più forte delle aggressioni, degli insulti, dei fischi. Solo in avvio si fa beffare da Stoian in area, poi pian piano prende le misure facendo bene dietro e creando uno dei maggiori pericoli della partita per Lamanna con un calcio di punizione teso e ben indirizzato. Dimostrazione di grande carattere.
IORI         anche lui, come Parisi col quale condivide le responsabilità nella medesima azione iniziale di Stoian, inizia maluccio. Poi però si riprende regalando ad Antenucci e Vives degli assist smarcanti in profondità e gestendo bene il pallone.
BIANCHI        al netto dei falli fatti e subiti, gioca una partita discreta e generosa che non viene impreziosita dal gol solo per la bravura di Lamanna che respinge una sua conclusione spettacolare in girata. Si muove molto seppur non servito adeguatamente ed anzi è lui che cerca di imbeccare Antenucci con un bel tocco in area.
GLIK       rischia qualcosa solo quando non oppone resistenza a Stoian che lo beffa con una finta entrando pericolosamente in area. Per il resto è attento e riesce ad avere la meglio sugli avversari senza grossi patemi ed a proporsi in area avversaria laddove, forse, subisce anche un fallo da rigore.
D’AMBROSIO       entra negli inediti panni di mediano per aiutare Darmian a contenere le sfuriate di Stoian e difatti, dopo il suo ingresso, il rumeno non si vede più. Alla fine ha anche una buona occasione in area ma si fa trovare impreparato. Gode comunque dell’importante fiducia del mister.

STABILI:

OGBONNA       disputa la solita partita accorta imbavagliando gli attaccanti avversari e risultando provvidenziale quasi senza accorgersene. La consueta calma gli consente di uscire da situazioni ingarbugliate seppur pressato. In costante crescita.
BENUSSI        non deve compiere alcun intervento ed al termine della partita di lui ci si ricorda soltanto per un rinvio sbagliato che poteva causare guai e per un’ammonizione evitabile per proteste al crepuscolo. Resta un portiere da valutare ma la sensazione è che difficilmente potrebbe essere titolare in serie A.
VIVES        nella consueta posizione di centrocampista sinistro con licenza di allargarsi ed accentrarsi a seconda delle circostanze, disputa una partita di contenimento e si fa vedere in area avversaria solo quando sciupa un bell’invito di Iori. Nel finale è invece lui ad imbeccare bene D’Ambrosio e quest’ultimo a sbagliare.
ANTENUCCI         la cosa più bella gli riesce quando serve Bianchi con una pregevole giocata di tacco in area. Ma il limite di questo giocatore è proprio questo: se gli riesce una cosa bella finisce per specchiarsi troppo a scapito della concretezza come quando nel finale fa l’unica cosa da non fare buttando via la vittoria.
STEVANOVIC       inutile sottolineare come il giovane serbo non sia al top come qualche mese fa. Non prova e non gli riesce alcun dribbling, un po’ meglio del solito nei cross ma non è incisivo e gradualmente scompare fino all’inevitabile sostituzione.
SGRIGNA      il suo ingresso non regala chissà che ma almeno tenta il tiro in porta dal limite, una situazione che ha già tolto le castagne dal fuoco in più di una partita quest’anno. E poi è l’unico ad impegnare Lamanna nella ripresa con un tiro a giro non troppo efficace.

CHI SCENDE:
BASHA        dopo un inizio di campionato brillante è calato in un torpore preoccupante da qualche mese. Corre e fraseggia di meno, rischia di più come in occasione dell’intervento su Stoian in area. Per di più il suo modesto contributo in interdizione mette nei guai Darmian e Ventura è costretto ad avvicendarlo.

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