Il Torino è sempre più squadra

dal nostro inviato a Norcia

Valentino Della Casa

Quando il gioco si fa duro, non dovrebbe essere a Luglio. Infatti per il Toro l’approccio alla partita era stato inteso in questa maniera, non altrettanto, evidentemente per il Casarano. La squadra allenata da mister Toma (per lui positiva parentesi con il Gallipoli, in passato), infatti, ha disputato una partita molto aggressiva,…

di Redazione Toro News

dal nostro inviato a Norcia
Valentino Della Casa

Quando il gioco si fa duro, non dovrebbe essere a Luglio. Infatti per il Toro l’approccio alla partita era stato inteso in questa maniera, non altrettanto, evidentemente per il Casarano. La squadra allenata da mister Toma (per lui positiva parentesi con il Gallipoli, in passato), infatti, ha disputato una partita molto aggressiva, cercando di arrivare sempre prima sul pallone, attaccando gli spazi e, a volte, anche le gambe degli avversari.

Avversari che spesso si ritrovano doloranti, vedi Iunco, vedi Di Cesare (per lui nulla di grave), vedi Bragança. Ma torniamo alle considerazioni della gara. Vanno da subito dette due cose importantissime: il Casarano aveva una settimana di allenamento in più nelle gambe; il Toro la mattina di ieri aveva svolto una dura sessione di esercizio fisico.

Evidente, dunque, che l’undici allenato da mister Lerda non potesse essere particolarmente brillante, ma grintoso sì. E infatti lo è stato molto. Altrettanto si può dire sulla disciplina tenuta in campo. Squadra sempre tendenzialmente corta, molte le sovrapposizioni sulle fasce (a proposito, da notare, lì davanti, come i mancini giochino a destra e viceversa, per permettere di accentrarsi e andare al tiro come per il goal di Lazarevic). Un po’ in ritardo è apparso il centrocampo (voglioso Zanetti, acerbo Cofie, convalescente Gorobsov, soldatino Sauemel), per il semplice fatto che ancora (e di questo il mister un poco ha mostrato il proprio rammarico) mancano le due pedine titolari.
Il lavoro di Petrachi non si discute. Ma il tempo comincia a stringere, e la tattica non può più aspettare. In settimana, però, potrebbero esserci interessanti novità, proprio in tal senso.

Buono anche l’approccio della difesa (Di Cesare ha la stoffa del leader), così come (tornando all’attacco) quello di Bianchi, più abile nell’aprire varchi per i compagni che sotto porta (ma vale anche per lui il discorso della stanchezza collettiva). Incontro dunque da prendere con le pinze per il risultato, ma non per la compattezza di una squadra che si annuncia pronta a eseguire alla lettera i dettami tattici del proprio allenatore. E anche questo, in fin dei conti, è un ottimo segnale.

Così come lo è la vicinanza dei tifosi alla squadra: tantissima gente sugli spalti per queste amichevoli, qualche contestazione al presidente ma soprattutto tanto amore per tutti. E specialmente per il Capitano che (a parte  piccole incomprensioni poi anche chiarite) viene circondato dall’affetto della gente, e lo ricambia.

(Foto: M. Dreosti)

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