Josef Martinez: “Questo Toro può lottare per le due competizioni”

Josef Martinez: “Questo Toro può lottare per le due competizioni”

Esclusiva TN / L’attaccante dal ritiro della nazionale venezuelana: “Vogliamo rialzare subito la testa, dopo la sconfitta di Napoli. Copa America? Voglio guadagnarmela qui in granata”

di Mario Gago

Josef Martinez, attaccante del Torino e della nazionale venezuelana, ha le idee chiare: “Questa squadra può dire la sua  tranquillamente in campionato e in Europa League, ci serve solo il tempo e la tranquillità giusta“. Il “Brigante Vinotinto”, intercettato in esclusiva da Toro News a Madrid, dove era impegnato con la sua nazionale nello stage organizzato alla “Città sportiva di Las Rozas” – luogo dove di solito si allena la nazionale spagnola – ha confessato ai nostri microfoni un primissimo obiettivo personale: “Lavorare ed impegnarsi al massimo, per meritarsi un posto in campo e aiutare la squadra a vincere, segnando gol che portino punti“.

Dopo questi primi mesi, sembra che il processo di adattamento sia stato completato. É così?

“Diciamo di sì, anche se non si finisce mai di imparare. Sarei presuntuoso a dire di essere già arrivato. Detto ciò mi trovo molto bene qui a Torino e sto lavorando per meritare più chance possibili in campo. Per ora va bene così, sarebbe prematuro pensare ad altri traguardi. Le cose van fatte un passo alla volta”. 

É tanto diverso il campionato in Svizzera, rispetto a quello che vediamo oggi in Italia?

“Assolutamente sì, il campionato italiano è veramente tattico e complesso. In Svizzera tutto era diverso. Sapevo che il cambiamento sarebbe duro da assimilare, ma il calcio è così, ti devi adattare in fretta se vuoi che l’allenatore ti metta in campo. Giorno dopo giorno mi sento sempre più sicuro”.

Con Ventura stai giocando come seconda punta. È li dove ti trovi meglio?

“Ho giocato tutta la vita in quella posizione, è il mio ruolo naturale. Penso che quella sia la posizione dove posso dare di più, dove posso mettermi nel miglior modo al servizio della squadra. É anche vero Ventura in questo momento ha una  disposizione tattica un po’ diversa, le piace giocare con due punte più vicine: uno più avanti e un altro che accompagna il collega di reparto. Ultimamente non è andato tutto per il verso giusto e vogliamo subito cambiare marcia dopo la brutta sconfitta a Napoli, già domenica contro l’Udinese”. 

A questo Toro, però, mancano i gol?

”Serve tempo, non siamo partiti al meglio, ma ci servono fiducia e serenità. Per il resto non credo che ci sia un problema di gol, anzi. Quagliarella si è sbloccato e all’inizio sentivamo molta più pressione addosso, mentre ora non è più così. Sono molto contento per Fabio che è riuscito a segnare sempre nelle ultime partite. La strada è quella giusta, continueremo a lavorare al massimo, per arrivare al traguardo”.

Potrà questa rosa lottare in Europa senza dimenticarsi del campionato?

”Dopo della vittoria contro il Copenaghen, qualcosa è cambiato. La strada è leggermente più in discesa, perché abbiamo messo delle solide basi per andare a conquistare il passaggio del turno. Di conseguenza credo che questo Toro possa reggere tranquillamente entrambe le competizioni, la squadra lo sta dimostrando. Possiamo dire la nostra in campionato e in Europa”. 

Titolare nell’ultima partita di Europa League, quando l’esordio da titolare in Serie A?

”Queste sono scelte e dichiarazioni che spettano al mister, per me l’importante è allenarmi per farmi trovare pronto in qualunque momento. Per il resto, come tutti, sono qui per giocare e accumulare esperienza in campo. È il mio primo anno in Italia e non devo avere fretta, quando avrò l’occasione, la sfrutterò aiutando al massimo la squadra”. 

Con chi meglio, Quagliarella o Amauri?

”Tutte due, non fa differenza. Mi trovo molto bene a giocare con Fabio e allo stesso modo mi trovo bene con Amauri. Come dicono tutti, ciò che conta è giocare”.

In questa rosa siete tanti giocatori a parlare spagnolo, questa cosa vi ha unito a livello di spogliatoio?

”Diciamo che tutti cerchiamo di parlare il più possibile l’italiano. Per il resto è vero, siamo in tanti. Ci sono Ruben Pérez, Juan Sanchez Miño, Gastón Silva… e anche Bruno Peres. Ma in generale siamo un grande gruppo, molto unito. Siamo tutti molto disponibili e in squadra si respira un gran clima”.

In nazionale, ti hanno chiamato per la stage in Madrid in vista della Copa América che si disputerà in Cile quest’estate. Ci sarà anche il Venezuela, speri in una convocazione? 

‘Vivo questa esperienza in maniera molto positiva, anche qui mi sto inserendo sempre di più nel gruppo e con i compagni c’è sempre più confidenza. Qui in Spagna abbiamo usufruito di un impianto di primo livello, davvero notevole. Di sicuro anche questo serve a continuare il mio processo di crescita, per meritarmi una convocazione e fare un grande torneo quest’estate in Cile”.

 

 

 

 

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