L’alfabeto granata: il 2019 del Toro dalla A… alla Z

L’alfabeto granata: il 2019 del Toro dalla A… alla Z

L’alfabeto del Toro / Il 2019 è volto al termine e con l’inizio dell’anno nuovo analizziamo gioie, dolori, obbiettivi e buoni propositi per il 2020

di Nicolò Muggianu

Il 2019 è volto al termine ed è l’ora di tirare le somme di ciò che è stato fatto. Ripercorriamo l’anno andato in archivio con “l’alfabeto del Toro”.

A come Addio – Dire “amore” sarebbe troppo scontato. Il 2019 è stato l’anno dell’addio al calcio giocato di Emiliano Moretti: le lacrime sotto la Maratona e la nuova avventura da dirigente. Il binomio Moretti-Torino continua.

B come Belotti – Il capitano, il cuore e l’anima di questa squadra. In granata ormai dall’estate 2015, per il Gallo è cominciata la quinta stagione con la maglia granata. Per Belotti il 2019 è stato l’anno dell’ingresso nella top ten dei marcatori all-time della storia del Torino. Sarà lui la prossima bandiera granata?

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C come Contestazione – Fino a otto mesi fa sembrava impossibile anche solo da immaginare, eppure il 2019 del Torino si è chiuso tra i fischi. La contestazione nei confronti di allenatore e società dura da oltre un mese e lo sciopero delle curve attuato contro la Spal è stato il culmine di un rapporto che sembra essersi ormai deteriorato. Tra i buoni propositi del 2020 c’è anche questo: ricucire una frattura che non fa bene a nessuno.

D come DS – Il 2019 ha visto la promozione di Massimo Bava a direttore sportivo della prima squadra. Dopo gli ottimi risultati conseguiti da responsabile del settore giovanile, ecco la grande occasione. Sarà all’altezza? Ce lo dirà il tempo.

E come Europa – L’obiettivo raggiunto dal Torino nella stagione 2018/2019 ed il sogno infranto nei preliminari di quella 2019/2020. I granata ci riproveranno nell’anno nuovo, ma non sarà facile.

F come Filadelfia – Nel 2018 ci eravamo lasciati con una speranza: più porte aperte al Filadelfia. Nonostante le promesse del Torino però, anche il 2019 è stato un anno in cui le porte chiuse l’hanno fatta da padrone. Sullo sfondo le questioni riguardanti il Museo ed il Robaldo: a distanza di 12 mesi, nulla (o quasi) è cambiato.

G come Granata – Un solo colore, una sola maglia, per tutta la vita.

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H come “Happy new year” – Il 2019 è ormai volto al termine e con l’anno nuovo alle porte non possiamo che augurare un felice anno nuovo a tutti i nostri lettori e a tutti i tifosi granata.

I come Invincibili – Il 2019 è stato un anno di ricorrenze speciali per il Grande Torino. I 70 anni dalla tragedia di Superga e il centenario della nascita di Valentino Mazzola. Il tempo passa, ma la leggenda non si dimentica.

L come Lupi – L’incubo estivo del Torino. La squadra che ha spento il sogno europeo granata, così bramato per tutta la stagione. Il Wolverhampton: il morso dei “Lupi” del Molineux che ha eliminato Belotti e compagni a un passo dai gironi di Europa League.

M come Mazzarri – Primo anno solare passato interamente sulla panchina del Torino per Mazzarri. A maggio 2019 i cori e l’ovazione della Maratona, oggi i fischi. La prova inconfutabile di come le cose nel calcio possano cambiare molto in fretta.

N come Nkoulou – Un 2019 diviso diametralmente a metà: una prima parte da leader di una difesa impenetrabile e una seconda che lo ha visto protagonista di un caso che ha scosso tutto l’ambiente granata. Alla soglia del 2020 tutto è rientrato, ma Nkoulou non sembra essere più lo stesso.

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O come Occasioni – Colte e mancate dal Torino nel corso dell’anno. Le doppie vittorie contro Milan e Atalanta i momenti più alti del 2019, le sconfitte contro Empoli e Spal i più bassi.

P come Petrachi – Il direttore sportivo che ha detto addio al Torino dopo 10 anni. Peccato per l’epilogo: una questione che è oggetto di indagini in Federazione.

Q come Qualificazioni – Ottenute dal Torino grazie (ma non solo) alla penalizzazione del Milan. Ma i preliminari di Europa League si sono trasformati da sogno a fardello: dopo l’eliminazione ad opera del Wolverhampton, il Toro non è mai più stato lo stesso.

R come Record – Il 2019 è stato l’anno dei record. Quello di punti in campionato (63), delle 5 vittorie consecutive in casa (non accadeva dal 1984) o quello di Sirigu, che ha mantenuto la porta inviolata per 599 minuti consecutivi. Meglio di lui nella storia del Torino soltanto Valerio Bacigalupo (690 minuti).

S come Supercoppa Primavera – Il più importante trofeo alzato dal Torino nel 2019. L’ultimo vinto da una Primavera che ha finito un ciclo: da Millico a Rauti, sono tanti i talenti pronti a sbocciare. Ma serve fiducia.

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T come Torino – Una sola squadra, un solo colore, un’intera città e un intero popolo. Il Torino non è solo una squadra di calcio ma è una passione, un vero e proprio stile di vita.

U come Urbano Cairo – L’imprenditore alessandrino si avvia verso il suo quindicesimo anno di presidenza tra le polemiche. A nulla è servita la conferma in blocco dello zoccolo duro del 2018/2019 e una campagna acquisti che ha visto l’acquisto di Verdi: i tifosi chiedono di più.

V come Verdi – Desiderato e inseguito a lungo, è diventato l’acquisto più costoso della storia del Torino. Troppi, secondo alcuni, i 25 milioni spesi dal Torino per strapparlo al Napoli. Adesso la parola passa al campo.

Z come Zaza – Probabilmente il giocatore che più ha deluso le aspettative nel 2019. Il Torino per ora continua a puntare su di lui, intanto il mercato di riparazione incombe.

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