Lerda deve cambiare; dall’inizio oppure no?

Mai tanti dubbi sulla formazione che Lerda potrà schierare nella partita che andrà in scena tra poche ore. Anzi, esprimiamo meglio: mai tanti dubbi lo stesso Lerda ha covato come oggi, oggi che si trova davanti alla possibilità concreta di abbandonare il suo credo granitico, quel 4-2-3-1 che mai aveva pensato di poter modificare, lo schema su cui ha costruito le sue fortune e dal quale negli ultimi anni mai, ma proprio mai,…

di Redazione Toro News

Mai tanti dubbi sulla formazione che Lerda potrà schierare nella partita che andrà in scena tra poche ore. Anzi, esprimiamo meglio: mai tanti dubbi lo stesso Lerda ha covato come oggi, oggi che si trova davanti alla possibilità concreta di abbandonare il suo credo granitico, quel 4-2-3-1 che mai aveva pensato di poter modificare, lo schema su cui ha costruito le sue fortune e dal quale negli ultimi anni mai, ma proprio mai, ha derogato.

Dubbi anche per lo stesso allenatore, si diceva, che ieri ha pubblicamente dichiarato come stia pensando di varare le attese novità sul terreno di gioco dello “Scida” ma come al tempo stesso ancora non sappia se far questo dal primo minuto, o a partita in corso. Tutto ruota intorno a Mirco Antenucci, quella seconda punta di valore attesa a Torino da un anno e mezzo e ora finalmente arrivata; seconda punta che, però, Lerda non ha mai contemplato nel proprio schieramento, e che oggi lo costringerà dunque a giocare con due punte; resta da vedere se l’ex-Ascoli scenderà in campo dall’inizio o meno. E’ lui la variabile.

Quando Antenucci sarà in campo, che sia fin dal fischio iniziale oppure no, allora il Toro di oggi vedrà in campo un 4-3-1-2 inedito. Nessun dubbio, questo no, sulla difesa: D’Ambrosio forzatamente a destra, nonostante lo scarso periodo di forma, perché Lerda é obbligato a schierare Rivalta come centrale (per la gioia del difensore stesso) dalle assenze di Ogbonna e Pratali; completano la linea Di Cesare e Garofalo. Ecco profilarsi una mediana a tre, con Budel libero di agire come regista, protetto dalla corsa dei “due De”.

E infine il tridente, con Sgrigna teoricamente deputato ad agire dietro la coppia dei sogni Antenucci-Bianchi, ma in realtà -come da sue caratteristiche- finalmente libero di svariare sul fronte offensivo, creando i danni che il suo talento rende possibili e che la gabbia tattica ha finora limitato.
Questa, la probabile attualità; il futuro sembra riservare le prove di un 4-4-2, per poter sfruttare al meglio le caratteristiche di quel Gabionetta che oggi non si farà vedere allo stadio dal suo vecchio pubblico, che lo ha adorato ma che oggi cove nei suoi confronti un sentimento ambivalente. Il presente, l’oggi, vedrà in campo un Toro nuovo, con la speranza per il pubblico granata che la novità non stia solamente nello schema di gioco.

Probabile formazione (4-3-1-2): Bassi; D’Ambrosio, Rivalta, Di Cesare, Garofalo; De Vezze, Budel, De Feudis; Sgrigna; Antenucci, Bianchi. A disposizione: Rubinho, Carrieri, Zavagno, Zanetti, Lazarevic, Gasbarroni, Pellicori. Indisponibili: Ogbonna, Pratali, Obodo, Iunco

(foto M.Dreosti)

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