Pareggio da tre punti

Pareggio da tre punti

Mancava, alla casistica del calcio italiano, una partita in cui una delle due contendenti sia guidata nel primo tempo da un allenatore e nel secondo da un altro; mancava anche una gara di 45′ conclusasi 0 a 0 ma in grado di assegnare 3 punti.
E’ successo ieri, in una partita molto breve (non la più corta di tutte: quella é stata la prosecuzione della farsa di Padova, 13 minuti) ma con una cornice comunque discreta (16mila persone),…

di Redazione Toro News

Mancava, alla casistica del calcio italiano, una partita in cui una delle due contendenti sia guidata nel primo tempo da un allenatore e nel secondo da un altro; mancava anche una gara di 45′ conclusasi 0 a 0 ma in grado di assegnare 3 punti.
E’ successo ieri, in una partita molto breve (non la più corta di tutte: quella é stata la prosecuzione della farsa di Padova, 13 minuti) ma con una cornice comunque discreta (16mila persone), tenendo conto proprio della scarsa durata dello spettacolo che si annunciava.

A proposito di “spettacolo”: no, questo Toro non ne fornisce, in senso stretto. Non é il Pescara; ma é una squadra che, rispetto agli abruzzesi che pure destano ammirazione in chiunque ami questo gioco, ha comunque cinque punti in più in classifica.
Con questo cosa si vuole dire? Nulla, se non sottolineare l’estrema lucidità con cui Ventura lo guida. Si é tolto un mezzo sassolino dalla scarpa, ieri ai nostri microfoni, quando ha spiegato di come contro una squadra che gioca solo palla-a-terra (come lo stesso Pescara) i suoi facciano un certo tipo di gioco, contro squadre chiuse e pronte al contropiede ne facciano un altro, e così via. Una duttilità che é, in effetti, dote rara in un calcio impoverito dove molti tecnici sanno fare un solo calcio.

Così dicendo, Ventura ha rinforzato i paragoni “fascettiani” che abbiamo scomodato negli scorsi giorni. Non ha intenzione di correre rischi, di fare cadute come successo sabato alle concorrenti; ma sa che “a volte potrà capitare, come ad Empoli, perché in questa Serie B si possono perdere punti ovunque, eppure non sarà il caso di fare tragedie”. Insomma, quando c’é un Bari pronto a mettercela tutta per superarti é meglio concentrarsi soprattutto sullo spegnerne gli ardori, salvando la pelle ed il punticino; quando le condizioni lo permettono, si dovrà imporre il proprio gioco e mirare alla vittoria, come il mister ha intenzione di fare sabato contro il Crotone. Una gara che, se vinta, farà dire a lui -uomo poco avvezzo alle scaramanzie- che sì, sarà quasi fatta, salvo suicidi.

(foto N.Campo)

 

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