Sampdoria-Torino: testa a testa tra i pali per Viviano e Padelli

Sampdoria-Torino: testa a testa tra i pali per Viviano e Padelli

Verso Sampdoria – Torino / Faccia a faccia tra portieri: uno sembrava l’enfant prodige tra gli estremi difensori italiani, l’altro, con Ventura, è divenuto da oggetto misterioso a Nazionale; le storie opposte di Viviano e Padelli 

di Redazione Toro News

Il ruolo del portiere si sa, è forse più delicato e affascinante del calcio: da bambini, il membro del gruppo più in carne era condannato al ruolo di difensore dei pali, mentre gli amichetti più svelti si prendevano la gloria dell’attaccante. Bene, ora i tempi sono cambiati, nel calcio moderno, dove tutti sono parte integrante della manovra, il portiere è divenuto il primo regista della squadra e la sua tecnica è aumentata esponenzialmente col passare degli anni.

Parlare di Viviano e Padelli cone due ragazzi che da bambini erano i “condannati” alla porta ci sembra eccessivo; stiamo parlando di due ottimi portieri dalle caratteristiche simili, ma dalle carriere opposte che si ritrovano una sfida dal sapore di classica del nostro campionato.

Emiliano Viviano ha sempre dato l’impressione che avrebbe sfondato come portiere. Statuario, bravissimo tra i pali e ottimo nelle uscite tanto che fin dagli anni in Serie B con il Brescia, molte società di A lo tenevano d’occhio. Ed ecco che le occasioni arrivano: prima il Bologna che lo fa esplodere e poi l’Inter, una Grande che potrebbe consacrarlo. Ed è qui che Viviano inizia a perdersi (complice anche un grave infortunio al ginocchio durante il ritiro interista, che lo terrà fuori dal campo per sei mesi); colui che sembrava destinato ad una grande carriera inizia a scricchiolare sotto la pressione del calcio che conta. Lo prende il Palermo, ma fatica a rendersi protagonista, va alla Fiorentina (sua squadra del cuore ndr) ma anche qui qualcosa non funziona; tenta anche l’avventura inglese tra le file dell’Arsenal, ma a Londra, non vedrà mai il campo se non dalla panchina. Ora la Sampdoria, per rimettersi in gioco e riprendersi la Nazionale che lo ha visto impegnato in tutte le rappresentative.

Diversa la storia di Daniele Padelli. Una vita da secondo, addirittura terzo portiere. Il gigante valtellinese fa i primi tuffi tra i pali di Lecco e Como per poi andare, anche lui, alla Sampdoria, con la quale però non esordirà mai. La sua unica stagione da titolare prima di quella nel Toro fu 9 anni fa nel Pizzighettone, in C1. Dopo, diviene come tanti altri calciatori un girovago del campo: Crotone, Avellino, Pisa, addirittura Liverpool e Udinese, dove è il secondo portiere ma raccoglie diverse presenze sia in campionato che in Europa League. Insomma, non una carriera da protagonista per il nostro Padelli.

Poi la chiamata di Ventura, che già lo ebbe a Pisa e, complice la squalifica di Gillet, inizia a ritagliarsi un posto da protagonista fino all’Europa e alla sua prima, storica chiamata in azzurro. Chi mai lo avrebbe immaginato un anno fa..

Verrebbe da dire che Viviano e Padelli abbiano fatto persorsi inversi. Uno sembrava destinato a salire e mai a scendere, l’altro pareva che mai sarebbe riuscito a salire. Così differenti nel passato, ma dal presente ora molto simile.

 

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