Sereni, il primo sacrificio

di Gianluca Sacchetto

Che la serie B sia un campionato difficile lo si sente ripetere spesso e non sempre le squadre maggiormente attrezzate portano a casa i risultati che si ripromettono, basta vedere la Reggina dell’anno scorso o il Toro della prima parte di stagione. Ma il vero problema della serie cadetta è di natura economica, soprattutto per le società che retrocedono…

di Redazione Toro News

di Gianluca Sacchetto

Che la serie B sia un campionato difficile lo si sente ripetere spesso e non sempre le squadre maggiormente attrezzate portano a casa i risultati che si ripromettono, basta vedere la Reggina dell’anno scorso o il Toro della prima parte di stagione. Ma il vero problema della serie cadetta è di natura economica, soprattutto per le società che retrocedono dalla A. Se il primo anno, grazie al cosiddetto paracadute della Lega, si può sopravvivere, dalla seconda stagione in poi le difficoltà economiche diventano enormi. Il caso del Torino è eloquente. Si pagano ancora gli errori del passato, con contratti lunghissimi a giocatori che ora si cerca in tutti i modi di vendere o anche solo regalare e questo obbliga a vendere i pezzi più pregiati per cercare di ridurre il passivo economico.

Ieri è stato il turno del primo sacrificato: Matteo Sereni. Il portierone, dopo tre stagioni di altissimo livello in maglia granata, torna a Brescia, dove già aveva giocato otto anni fa. La sua cessione permette al Toro di guadagnare qualcosa dal cartellino ma soprattutto di ridurre in modo notevole il monte ingaggi. Sereni percepiva, infatti, 800mila euro a stagione. Una cifra elevatissima per la serie B.

Ora si tratta di capire se Petrachi sarà costretto a fare altri sacrifici per rimpinguare le vuote casse societarie. In tal caso il prossimo a partire sarebbe Ogbonna, sul quale c’è sempre il concreto interesse dell’Everton. La speranza di tutti è che si riesca a far quadrare i conti senza cessioni illustri, altrimenti la strada verso la promozione diventerebbe subito in salita.

(foto: M. Dreosti)

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