Torino, la mentalità europea dovrà arrivare col tempo

Torino, la mentalità europea dovrà arrivare col tempo

A mente fredda / I granata, con la testa verso la sfida contro l’Inter, possono godersi la propria piccola, ma grande, impresa 

di Matteo Gabiano

La sfida contro i croati ha dimostrato ancora una volta la più grande dote del Torino: la capacità di soffrire. La prestazione offensiva non è stata all’altezza del nome degli attaccanti granata, ma l’importante era passare il turno e l’obiettivo è stato centrato. La mentalità europea dovrà essere forgiata in allenamento e poi ancora sul campo. Questa, verrà col tempo.

MOVIOLA – L’arbitro non ha avuto particolari situazioni delicate da gestire, rigore escluso. Il penalty, a termini di regolamento, non c’era perché il pallone ha colpito prima la gamba e poi il braccio del difensore croato. Però, nello specifico, l’errore non è dell’arbitro che ha guardato l’azione dalla trequarti dov’era e dove doveva essere. Il compito di far cambiare idea all’arbitro ed indicare il semplice calcio d’angolo spettava all’assistente che, nell’occasione, non ha dato il giusto contributo alla decisione arbitrale.

PORTIERE – Analizzando la prestazione, il migliore è senza dubbio Padelli, che esce dal doppio confronto con l’RNK Split nel migliore dei modi, avendo contribuito in maniera più che determinante al mantenimento della porta inviolata. Il Toro può dire di avere un portiere di livello europeo? Staremo a vedere, ma le premesse sembrano esserci tutte.

DIFESA – Altra menzione di merito va fatta alla difesa perché, nonostante le grosse sofferenze, non basta solo il portiere per non prendere gol in nessuno dei quattro impegni ufficiali. Un po’ troppo sbarazzino Maksimovic, ma la linea dei tre difensori ha saputo reggere l’urto della spinta croata nel finale.

CENTROCAMPO – Centrocampo rivedibile con un Vives non al meglio, e, senza il suo regista, ha faticato tutta la squadra. Meglio della gara di andata Darmian e Molinaro, ma per essere competitivi in Italia ed Europa bisogna alzare il livello sugli esterni. Benassi, El Kaddouri e Nocerino hanno fatto il loro senza infamia e senza lode ed anche loro dovranno salire di livello con l’aumentare della condizione fisica.

ATTACCO – Gli attaccanti, per quanto un po’ imprecisi, hanno fatto il loro lavoro tenendo costantemente impegnata la difesa croata e costringendo Vukovic a sfoderare 180 minuti di alto livello. Barreto ha fatto i movimenti giusti, buona l’intesa con Quagliarella, ma deve arrivare con più frequenza alla conclusione pericolosa. Quagliarella è il solito, tanto cuore e colpi geniali, quando le gambe gireranno meglio anche la mira si aggiusterà. Martinez è entrato in campo con troppa voglia di fare, poi si è un po’ calmato ed ha guadagnato quattro/cinque falli fondamentali per far rifiatare la difesa. Ottimo lo spunto che lo ha portato a sfiorare il gol a pochi minuti dalla fine. Da lui ci si potranno aspettare grandi cose se le premesse sono queste.

ALLENATORE – Buona la gestione della partita e dei cambi di Ventura che ha rischiato la linea verde all’inizio con Maksimovic e Benassi al posto di Bovo e Nocerino. Scelte che hanno pagato, come anche quella di tenere Martinez come arma letale dalla panchina.

I gironi di Europa League sono il presente ed anche il prossimo futuro del Torino. Un plauso all’RNK Split che ha giocato la sua partita rischiando di portare a termine una delle sorprese dei play off di Europa League. Sorpresa che non c’è stata con il Toro che si gode la sua vittoria e la sua piccola grande impresa.

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