Torino-Chievo, Mihajlovic ritrova Maran: filosofie opposte per il valzer tattico

Testa a testa / Il duello in panchina si prospetta altamente interessante: modelli di gioco diametralmente differenti, per uno scacchiere tattico avvincente

di Federico Bosio, @fedebosio19

Torna il campionato di Serie A, ed il Torino si appresta ad affrontare l’importante incontro casalingo con il Chievo: una sfida forse non di cartello, ma che può rivelarsi fondamentale per il percorso dei granata in questa stagione e che si prospetta ricchissima dal punto di vista tattico. Il duello in panchina è infatti questa volta particolarmente avvincente, con protagonisti due tecnici che – a dispetto di alcuni numeri caratterizzanti di questa prima parte di stagione – si sono sempre fatti portatori di modalità di gioco ugualmente efficaci ma diametralmente opposte nella via dello sviluppo.

I PRECEDENTI – Mihajlovic, per Maran, è un avversario particolarmente indigesto: sono quattro i precedenti tra i due tecnici in qualità di allenatori, ed il tabellino cita una sola vittoria ottenuta dal veneto contro le tre del serbo. Nessun pareggio. Il successo del tecnico clivense coincide con il primo incrocio tra i due, con la sfida tra Chievo e Sampdoria terminata per 2-1 nel febbraio del 2015. Già nell’ottobre dello stesso anno solare tuttavia, nella stagione calcistica successiva, il Milan di Mihajlovic si imponeva per 1-0 contro gli i gialloblù. Le ultime due partite fanno riferimento allo scorso campionato, quando i granata hanno trionfato sia all’andata (2-1 tra le mura amiche) che al ritorno (un particolarmente convincente 1-3 al Bentegodi). In questo avvio di stagione, le due formazioni hanno incassato lo stesso numero di reti (19) mentre il Torino ne ha siglate tre in più rispetto agli avversari di giornata: 17 a 14. Numeri che non rendono onore a quanto mostrato in passato dalla formazione veneta.

SPADA E SCUDO – Ed infatti tornando al discorso tattico, Mihajlovic e Maran sono promulgatori di differenti filosofie di gioco: non è un mistero che il tecnico granata possegga una mentalità votata all’attacco, in quanto a moduli ma anche relativamente alla mera interpretazione delle situazioni e sviluppo del gioco. Dall’altra parte, i fondamenti sui quali Maran ha costruito il proprio Chievo sono la solidità difensiva (e non solo), la compattezza, la capacità di aspettare l’iniziativa avversaria difendendo bassi e chiudendo ogni spazio per poi ripartire fulmineamente in contropiede, o sfruttare al meglio occasioni pragmatiche quali i calci piazzati. Questo non significa che dal punto di vista del gioco i clivensi scarseggino o lascino a desiderare: semplicemente, nei precedenti campionati si sono rivelati più compatti rispetto ai granata. Due filosofie a confronto per quello che è un testa a testa scintillante ed interessante: sul terreno dello Stadio Olimpico Grande Torino lo scacchiere tattico sarà infuocato.

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