Torino-Cittadella 1-1 Che beffa!

PRIMO TEMPO. Il Torino reduce dalla sconfitta sonante contro il Varese affronta oggi il Cittadella per ricominciare a scalare la vetta. Lerda deve fare a meno di Pratali infortunato e De Vezze squalificato, oltre all’ormai lungodegente Rubinho. Allo stadio c’è da segnalare la presenza di Gabionetta, ormai prossimo ad indossare la maglia granata.

La gara parte subito intensamente: il Cittadella dopo una manciata di…

di Redazione Toro News

PRIMO TEMPO. Il Torino reduce dalla sconfitta sonante contro il Varese affronta oggi il Cittadella per ricominciare a scalare la vetta. Lerda deve fare a meno di Pratali infortunato e De Vezze squalificato, oltre all’ormai lungodegente Rubinho. Allo stadio c’è da segnalare la presenza di Gabionetta, ormai prossimo ad indossare la maglia granata.

La gara parte subito intensamente: il Cittadella dopo una manciata di secondi ruba palla ai granata e riparte veloce verso la porta di Bassi, ma Bellazzini è troppo egoista e anziché servire Nassi pronto ad appoggiarla in rete tenta la soluzione personale mandando tutto all’aria. Il Torino allora reagisce e prende in mano le redini del gioco. Budel, all’esordio da titolare con i granata, fa intravedere grande personalità: non butta via un pallone e detta i tempi con grande qualità. Gasbarroni, la cui presenza dal primo minuto non era paventata alla vigilia da Lerda, aggiunge creatività alla manovra e alle spalle di Bianchi si fa trovare sempre pronto a ricevere la sfera. Così il Torino guadagna metri e comincia a premere. Il Cittadella si difende con ordine e prova a ripartire rapidamente, ma quando arriva dalle parti di Bassi trova Ogbonna puntuale in chiusura. Il tempo scorre, i granata premono sull’acceleratore e al 26′ passano grazie al solito Rolando Bianchi. Garofalo serve Gasbarroni sul filo del fuorigioco che   stoppa a pochi centimetri dalla linea di fondo e appoggia in mezzo a Bianchi: 1-0. Passano pochi minuti ed uno scatenato Gasba cerca il raddoppio su azione personale, ma il tiro scheggia la traversa con Villanova battuto. La gara non perde di intensità, ma veri pericoli per le due porte non ce ne sono, ad eccezione di Bianchi, fermato dal recupero di Gorini che rimedia ad una propria grave incertezza al 41′. Dopo 1 minuto di recupero Giacomelli decreta la fine della prima frazione.

 

SECONDO TEMPO. Si torna in campo con i riflettori accesi, all’”Olimpico”, ma é la luce in campo a spegnersi. Sarà forse perché Gasbarroni cala -e questo fa pensare ai più critici che le cose buone nella prima frazione siano nate più per l’iniziativa personale del numero 18, che per organizzazione di gioco- o perché la condizione atletica delle due contendenti non permette di meglio, ma certo il match cui si assiste é davvero poca cosa. Poca e pure bruttarella.

Il peggiore in campo diventa l’arbitro Giacomelli che, a galla nei primi 45′ a dispetto di una non convincente gestione dei cartellini, va giù con un giallo assurdo ad Ogbonna (che gli varrà una squalifica) e più in generale con una valutazione di molti episodi che lascia molto perplessi, anche se i suoi errori vengono distribuiti più o meno equamente tra ambo le parti.

Il Cittadella non riesce ad imbastire una sola trama di gioco, come già in precedenza, ma é il Toro ad essere sceso nettamente di tono, e a fare altrettanto. Bianchi lotta e va a cercarsi palloni sulla trequarti, dove Lazarevic sbaglia lo sbagliabile e Sgrigna latita. Gasbarroni, ormai fuori gioco, viene avvicendato da Belingheri, ma in campo non accade assolutamente nulla.

Fino a che Budel, fino ad allora autore di una bella prova tale da far pensare, a tratti, che Lerda avesse trovato il regista che cercava, cercava un retropassaggio dalla metà campo colpendo tanto male da mandare la sfera vicina alla bandierina, in corner. Dall’angolo, un colpo di testa comunque inoffensivo di Di Roberto trovava la sfortunata deviazione di Rivalta che spiazzava Bassi, il quale poteva solo guardare la palla andare a posarsi in rete dalla parte opposta a quella verso la quale stava andando a raccogliere il tiro dell’attaccante.

A quel punto, il Torino prova un forcing disordinato ed inconcludente, che non porta neppure ad un unico tiro in porta, mentre il Cittadella, compagine invero modesta, ha buon gioco a spezzare gli abbozzi di gioco che i granata tentano di disegnare. La partita si trascina così fino alla sua mesta conclusione, con i padroni di casa che sprecano un’enorme occasione per risalire la classifica; e se il gol avversario é stato sfortunato, ed i veneti hanno fatto poco o nulla per meritare il punto, é innegabile altresì che la formazione di Lerda abbia rinunciato a giocare fin dal rientro in campo dop o il riposo, lasciando la cronaca priva di una conclusione a rete per un’ora abbondante, e meritando dunque di subire il pari con la propria pochezza ed il proprio atteggiamento.

 

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