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Torino e Cairo: il confronto con Zamparini è l’emblema della svolta granata

Cairo vs Zamparini / Le analogie e le differenze tra due presidenti che nel corso degli anni hanno effettuato tra loro molte operazioni di mercato

Daniele Delbene

"Lunedì sera il Palermo ospiterà il Torino nella sfida valevole per l'ottava giornata del campionato dopo la sosta forzata per lasciare spazio alle partite delle Nazionali. I granata arrivano a questa sfida in un momento positivo dal punto di vista dei risultati, infatti la squadra di Mihajlovic ha sconfitto in successione prima la Roma, poi la Fiorentina; ma questa sfida, metterà di fronte anche i presidenti delle due squadre, Urbano Cairo e Maurizio Zamparini, personaggi forti e carismatici, dai tratti diversi sotto molti punti di vista.

"GESTIONE DEL CLUB -  I due presidenti sono accomunati da una gestione della "plusvalenza" molto fruttuosa, e infatti entrambi sanno acquistare giocatori a prezzi contenuti, rivendendoli a cifre molto più alte a garantendo un bilancio sano e positivo al proprio club. Zamparini è sempre stato molto bravo ad acquistare giocatori semi sconosciuti dal Sud America e a rivenderli dopo qualche stagione a top club europei a prezzi altissimi: da Cavani e Pastore, sino a Dybala e Vasquez, per citarne alcuni.. Dopo un inizio difficile anche Cairo ha deciso di incaricare gente molto esperta per portare al Torino giovani talenti, e negli ultimi anni anni anche i granata hanno iniziato a scovare giocatori dal Sud America - Bruno Peres e Boyè su tutti - e grazie alla sua politica molto oculata, il presidente del Torino sta facendo crescere il club granata che si avvicina sempre più ai club italiani di alta classifica, cosa che lo distingue dal presidente del Palermo che non sempre riesce a rimpiazzare al meglio i giocatori che cede, compromettendo inevitabilmente la competitività della sua squadra.

"GLI SCAMBI DI MERCATO - Negli anni passati sono stati molti gli scambi di giocatori tra le due squadre; in passato è stato un binomio favorevole al Palermo del presidente Zamparini che spesso e volentieri ha ceduto ai granata, giocatori che poi hanno deluso le aspettative. Su tutti sono da ricordare: Aimo Diana, David Di Michele e il campione del mondo Simone Barone; questi sono i principali affari che il presidente dei rosanero ha fatto con Urbano Cairo tra il 2006 e il 2008. Invece negli ultimi anni, l'esito degli scambi tra le due squadre si è contro bilanciato, infatti nel 2011 il club granata ha acquistato proprio dal Palermo, il difensore Kamil Glik e l'esterno Matteo Darmian, giocatori che hanno contribuito alla risalita del Torino in Serie A e ne sono stati protagonisti assoluti nelle stagioni successive fino a disputare con i granata gli ottavi di finale di Europa League nel 2015. La scorsa stagione, invece è arrivato dai rosanero Andrea Belotti; attaccante che Zamparini ha sottovalutato, decidendo di cederlo a cuor leggero, ma il giocatore dopo un periodo di ambientamento un po' travagliato è diventato sempre più un punto di riferimento per il Torino, fino ad arrivare a conquistare un posto nella Nazionale Italiana.

"GLI ALLENATORI - Zamparini è famoso per essere un noto mangia allenatori; infatti il presidente del Palermo, da quando è nel mondo del calcio sembra che non abbia mai imparato cosa vuol dire il dare continuità a una squadra, infatti spesso e volentieri esonera i tecnici che allenano il club siciliano dopo i primi risultati negativi, alcune volte anche in seguito a vittorie - Iachini dopo la vittoria contro il Chievo - preferendo attribuire errori ai propri allenatori piuttosto che a campagne acquisti molto enigmatiche condotte da lui in prima persona. Discorso completamente diverso per Urbano Cairo che nei primi anni alla guida del Torino era molto simile a Zamparini, infatti spesso e volentieri anche lui ricorreva all'esonero dell'allenatore quando i risultati non erano positivi - Novellino e De Biasi le sue vittime preferite - anche a causa della sua inesperienza nel settore calcistico. Poi con l'avvento di Giampiero Ventura sulla panchina granata, il presidente ha cambiato totalmente mentalità, cercando di ascoltare maggiormente il proprio tecnico in sede di calciomercato e preservando la sua guida anche in periodi non particolarmente positivi. Con questo nuovo tipo di gestione societaria, il presidente del Toro ha garantito una certa continua sulla panchina del club piemontese, portandolo dalla Serie B fino all'Europa League; dall'altro lato, la quantomeno "complicata" personalità di Zamparini sta condannando la società siciliana a una stentata salvezza nella massima serie, o peggio - come accaduto qualche stagione fa - al baratro della serie cadetta.

"Cairo e Zamparini che per certi versi hanno una personalità molto simile, dal punto di vista aziendale hanno intrapreso strade completamente diverse: il Toro è cresicuto in maniera esponenziale, e il percorso tracciato da Cairo potrà non piacere a tutti, ma sta permettendo al Torino di rilanciarsi a medi-grandi livelli, a contrario del numero uno rosanero, che due giorni fa ha tra l'altro dichiarato che se non trova "qualcuno che mette dentro 15 milioni, il Palermo non finirà il campionato" . E forse questa è la chiosa più significativa.