Torino, Gillet: “Dopo un anno di m… Voglio tornare a giocare ai miei livelli”

Torino, Gillet: “Dopo un anno di m… Voglio tornare a giocare ai miei livelli”

Il portiere granata in conferenza stampa: “Questo Toro è tanta roba, ma se arrivano proposte dal mercato decideremo insieme. Padelli si è meritato la conferma”

di Redazione Toro News

Ha parlato, dopo la lunga squalifica, il portiere del Torino, Jean Francois Gillet. Ecco le sue parole, rilasciate in conferenza stampa:

Volendo usare un’immagine, un aggettivo o una frase, come descriveresti ciò che ti è successo? “Non saprei, però sicuramente pesante, pesantissimo, qualcosa che non auguro a nessuno. Tutti sono liberi di farsi un’idea, però nessuno può immaginare quello che ho vissuto e subito, solo io posso dirlo. Come uomo sono sereno, con la mia dignità non ho nessun tipo di problema”.

Cosa hai provato quando hai conosciuto l’entità della squalifica: “Sicuramente speravo meno, ma ho accettato la cosa e ho lavorato per farmi trovare pronto alla scadenza. Punto e basta”.

Come mai non hai immediatamente denunciato la tua innocenza, come ha fatto, ad esempio, Antonio Conte? “Perché siamo diversi, io ho il mio carattere e lui ha il suo, preferivo aspettare e non ritenevo che prima fosse il momento opportuno per rilasciare dichiarazioni, mentre ora posso farlo, con serenità”.

La squalifica sarà una spinta per fare ancora meglio? “Il veleno è tanto, vedo le cose in modo un po’ diverso, ci sono cose che un po’ ti cambiano però la voglia, e la grinta, è ancora più forte di prima. Quando subisci queste cose, quando torni vuoi fare meglio di prima. Non sono uscito per demerito, mi è capitata questa disavventura… Ma gli assenti hanno sempre torto, e adesso c’è da ripartire. Vediamo cosa succederà…”.

Cosa ti dispiace di più, aver perso un anno di Toro o i Mondiali col Belgio? “Tutti e due, una carriera non dura sessant’anni, perdere un anno è importante. Sarebbe stato bello giocare con la squadra l’anno scorso, ma anche il Mondiale è stato un danno devastante”.

C’è stato un momento in cui hai pensato di mollare? “Si, l’ho pensato, ci sono stati momenti difficili, è normale. Alla fine, però, passa tutto, basta essere forti. In quei momenti mi sono un po’ allontanato in questo mondo, mi allenavo, ma mi dedicavo tanto alla famiglia e fingevo, dentro la mia testa, di essere il secondo di Padelli. Mi allenavo così, durante la settimana, come se dovessi giocare. Così dovevo fare, altrimenti avrei mollato e mi sarei allenato male, tanto nulla sarebbe cambiato. E invece, adesso che voglio andare a 200 all’ora, aver lavorato bene per un anno, mi tornerà utile. L’ho preso come un tagliando, mi sono allenato come un animale, mi sono rimesso a posto”.

Il momento più duro è stato vedere giocare gli altri? “Si, è pesante, soprattutto passate le prime partite, dopo qualche mese…”.

La tua più grande soddisfazione sarebbe quella di riprenderti la porta da titolare, con o senza Toro: “Si, se tu dici ad uno che ha sempre giocato che ora non gioca, dopo l’anno di merda che ho fatto, è normale che non possa fare salti di gioia. Io lavoro per quello, ma non sono io a decidere”.

Ora ci siete tu, Padelli e Avramov… Che discorso tecnico vi ha fatto Ventura? “Nessuno. Daniele ha fatto benissimo, è un ottimo portiere e si è meritato la conferma. E’ arrivato Avramov, che è un altro grande portiere e che l’anno scorso faceva il titolare in Serie A. E’ una situazione che sarà da definire”.

Il tuo nome è stato accostato ad alcuni club, il tuo futuro sarà sicuramente al Toro o potresti prendere in considerazione qualche proposta? “A me fa piacere che si parli di me, vuol dire che qualcosa di buono nella mia carriera l’ho fatto, e che non ci si è scordati di me. Dopo vediamo, se al club arrivano delle proposte, insieme, ne parleremo e prenderemo la decisione migliore per tutti”.

Come ti sembra questo Toro? “E’ un Toro che cresce sempre di più: l’anno scorso avevamo un bomber da 22 goal, ma ora è arrivato Quagliarella, ed anche negli altri ruoli la squadra si è rinforzata, anche se l’anno scorso la squadra ha fatto veramente un campionato fantastico. Quest’anno c’è anche l’impegno dell’Europa League e dobbiamo dosare bene le forze: al di là di quello che dicono, la Serie A è sempre molto dura, ed è un campionato da prendere con le pinze”.

La tua preferenza resta rimanere al Toro, al di là delle proposte? “Per adesso sono qua, poi se ci saranno richieste concrete la società mi chiamerà e ne parleremo. Per adesso la situazione è questa, finché non mi chiamano…”.

La sensazione, ormai, è che le squadre abbiano due portieri competitivi, non c’è più un primo ed un vice, e questo accade anche ad altri club di Serie A, può accadere anche nel Toro? “Si, le grandi squadre hanno sempre portieri validi, noi abbiamo anche Avramov, che è un ottimo portiere. Ma il mio pensiero è che ci siano comunque delle gerarchie: è un ruolo talmente delicato, oltretutto come giochiamo noi palla al piede, che chi gioca deve essere sereno. Ci deve essere un primo, ed un secondo, questo è un mio pensiero, poi ovviamente decide l’allenatore, ma il portiere non è un ruolo come gli altri. Deve esserci un titolare, mentre il secondo deve giocare quando il primo sta male, o è squalificato, questo è il mio pensiero personale”.

Non si è ancora parlato, con Ventura, eventualmente di un portiere titolare per il campionato ed uno per la Coppa? “Per ora siamo qua, stiamo lavorando, adesso sta giustamente giocando Daniele…”.

La prima cosa a cui penserai per cancellare questa lunga squalifica? “Non sto pensando a nulla, per me è chiusa da quando è finito il campionato, ed il Mondiale. Per me era chiuso tutto, non penso a nient’altro che a continuare e a fare quello che avevo fatto. Già sono tornato in campo con la Primavera, qualcosa ho fatto, sinceramente non penso a nulla in particolare per i prossimi giorni, non lo sento particolarmente…”.

Il tuo obiettivo personale per la prossima stagione? “Voglio tornare ai miei livelli, la voglia è tanta ancora, sento che posso dare ancora qualcosa. Voglio tornare a giocare, è normale, poi non so… Queste non sono cose che si decidono a tavolino, è il campo che parla. Voglio stare come stavo prima, e basta”.

Dove può arrivare questo Toro secondo te? “Secondo me può ripetere tranquillamente la prestazione dell’anno scorso, c’è l’incognita delle partite al giovedì, qualora arrivassimo alla fase a gironi dell’Europa League. Ma vedendo la squadra, la qualità dei giocatori, penso che ci siano tutte le premesse per fare almeno come l’anno scorso. Il tasso tecnico si è alzato ancora: la squadra è partita dalla B ma si è alzato continuamente il livello, già l’anno scorso allenandomi con la squadra ho constatato la qualità, quest’anno, poi… è tanta roba. Sono arrivati giocatori di alto livello”.

Secondo te come va a finire il tormentone Cerci, la tua sensazione? “Non lo so, non sono un esperto di calciomercato, sinceramente a noi non ha detto granché, se ne parla da due mesi ma siamo sempre lì. Di solito, queste due settimane sono le più bollenti, vedremo… E’ un grande giocatore e in questi due anni ha fatto cose fantastiche. Quando è arrivato al Toro, due anni fa, gli dissi subito che per me era un fuoriclasse, a me Cerci piace da morire, poi vedremo… Dipende da lui e dalla società, decideranno insieme, per Cerci vale lo stesso discorso che vale per me”.

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