Torino-Juventus: Massimiliano Allegri, una lunga gavetta prima del successo

Torino-Juventus: Massimiliano Allegri, una lunga gavetta prima del successo

Focus on / In attesa del match di domenica, conosciamo meglio l’allenatore dei bianconeri: come tecnico, scalando pian piano le gerarchie, è arrivato ad ottenere quelle soddisfazioni sfuggitegli da giocatore

di Federico Bosio, @fedebosio19
allegri, ventura

Domenica pomeriggio allo Stadio Olimpico Grande Torino andrà in scena il primo Derby della Mole di questa stagione: i granata di Mihajlovic affronteranno i bianconeri di Allegri. Due tecnici che per certi versi possono essere paragonati per come il proprio percorso in panchina si è strutturato, partendo dai ‘piani bassi’ per poi scalare le gerarchie ed arrivare alla guida di squadre blasonate, ma solamente dopo aver accumulato esperienza negli anni. E quella comune esperienza al Milan… Andiamo a conoscere meglio il tecnico della Juventus in vista della stracittadina.

DA CALCIATORE –  L’Allegri calciatore si affaccia alla realtà professionistica con la maglia del Cuoiopelli nella stagione 1984/1985, per poi venire acquistato dal Livorno l’anno successivo: gioca sulla linea del centrocampo e possiede spiccate caratteristiche offensive essendo anche abile ad inserirsi negli spazi. Nel corso della lunga carriera che lo porterà a vestire tra le altre le maglie di Pescara, Cagliari ed anche Napoli. Negli anni viene utilizzato in differenti posizioni ricoprendo di fatto tutti i ruoli del centrocampo: inizialmente viene avanzato ed impiegato come trequartista, successivamente negli ultimi anni gli vengono affidati i compiti del mediano. Soprannominato Acciuga per il suo fisico esile e dinoccolato, utile a “sgusciare” tra le difese avversarie, il suo bagaglio tecnico e non soltanto si arricchisce con le esperienze accumulate indossando le maglie – oltre a quelle già citate – di Pisa, Pavia, Perugia, Padova, Pistoiese ed Aglianese. Con quest’ultima, al termine della stagione 2002/2003, annuncia il ritiro dal calcio giocato: vanta 101 partite disputate in Serie A con un totale di 19 reti.

DA ALLENATORE – La carriera da tecnico comincia immediatamente, la stagione successiva, proprio sulla panchina dell’Aglianese in Serie C2. Allena poi la SPAL ed il Grosseto in C1, per arrivare ad essere chiamato nel novembre del 2006 dall’Udinese per ricoprire il ruolo di collaboratore tecnico affiancando il suo mentore Giovanni Galeone; Allegri accetta e ricopre questo ruolo ricoperto sino al gennaio seguente quando Galeone viene esonerato dalla società friulana. Nell’estate del 2007 torna in panchina, poco dopo la brevissima esperienza alla guida del Lecco neopromosso in C1 – rapporto però durato poche settimane a causa di divergenze con la società – e si accasa al Sassuolo: proprio in questa occasione si intravedono le potenzialità del tecnico che conduce i neroverdi ad un traguardo storico, ovvero la prima promozione in Serie B nella storia della società, oltre che alla vittoria della Supercoppa di Serie C1 contro la Salernitana ottenuta ai rigori. Al termine della stagione viene insignito della Panchina d’oro di Prima Divisione.

Allegri

LA SVOLTA – Il primo ingaggio come tecnico in una realtà di Serie A arriva nell’estate 2008, quando sposa il progetto del Cagliari: rimane in Sardegna per due anni nel corso dei quali ottiene risultati importanti a livello personale – Panchina d’oro quale miglior allenatore della precedente annata di Serie A – e di collettivo trascinando i rossoblù a toccare anche il settimo posto in campionato per una parte della stagione. Sono queste due annate in cui si mette in mostra ma che non si concludono nel migliore dei modi: dopo una striscia negativa viene infatti esonerato dalla società nonostante avesse assicurato alla squadra isolana una salvezza ormai certa, per poi rescindere il proprio contratto con il club sardo. L’esperienza isolana gli ha però permesso di conquistarsi il palcoscenico, ed infatti il 27 giugno 2010 il Milan annuncia il suo ingaggio come nuovo tecnico. Avventura diversa, obiettivi diversi: al termine della sua prima stagione in rossonero Allegri vince lo Scudetto e diventa anche, da quando si assegnano i 3 punti a vittoria, il secondo allenatore più giovane a vincere il tricolore dopo Roberto Mancini (sarà poi superato, nel 2012, anche da Antonio Conte). La sua seconda stagione con il Diavolo è travagliata e nonostante l’iniziale vittoria della Supercoppa italiana a fine anno si classifica come secondo alle spalle della Juventus al termine di un’annata che vedeva i rossoneri come grandi favoriti per la vittoria del titolo. L’anno successivo è ancora più ricco di difficoltà e dopo un girone d’andata deludente il Milan è protagonista di una grande rimonta che termina con la terza posizione in campionato. Completamente negativa è invece l’annata 2013-2014: a seguito della sconfitta per 3-4 sul campo del ‘suo’ neopromosso Sassuolo, viene esonerato dalla società milanista.

Il 16 luglio 2014 viene ufficializzato l’ingaggio di Allegri quale nuovo allenatore della Juventus, al posto del dimissionario Conte: l’esperienza maturata nelle serie minori e quella ricca di soddisfazioni sulle panchina di Cagliari e Milan permette al tecnico di sfruttare al meglio una rosa qualitativamente molto elevata e già rodata, avviando un progetto “pigliatutto”. Alla guida dei bianconeri arrivano due Scudetti, due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana ed una finale di Champions’ League persa contro il Barcellona. Allegri è attualmente detentore di alcuni record: è il primo tecnico nella storia della Serie A a vincere il tricolore alla prima stagione con due diverse squadre, così come è il primo ad aver vinto due ‘double’ consecutivi. Sicuramente uno degli avversari più ostici per Sinisa Mihajlovic, ma un tecnico che sicuramente ha raggiunto traguardi importanti attraverso la cosi detta ‘gavetta’ ed il lavoro accumulato nelle serie minori, alla guida di formazioni meno blasonate, che gli ha permesso di accumulare una notevole bagaglio di esperienza e di togliersi nelle vesti di tecnico quelle soddisfazioni sfuggitegli come calciatore.

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