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Torino-Pescara 5-3: Miha assesta il colpo definitivo all’amico Oddo

Il confronto tra allenatori / Partita già chiusa dopo 15 minuti: il Pescara non è attrezzato per la massima serie. E il tecnico abruzzese pensa concretamente alle dimissioni

Redazione Toro News

"Amici fuori dal campo, ma sul terreno di gioco - come è normale che sia - non si fanno sconti: Mihajlovic schianta Oddo in poco più di un quarto d'ora, mettendo alla berlina la difesa del Pescara, e ponendo subito la gara contro gli ultimi in classifica dalla propria parte.

"Che Oddo non fosse in grandissima giornata, lo si capisce al 28' del primo tempo, quando ammette davanti a tutta Italia di aver sbagliato qualcosa nell'assetto iniziale, sostituendo il giovanissimo Kastanos con Crescenzi, rimanendo per 60' con solamente due cambi. Il tecnico del Pescara schiera il consueto 4-3-2-1 che lo scorso anno - in Serie B - aveva fatto benissimo, ma anche al Grande Torino - come del resto in tutto questo campionato - l'impianto tattico di Oddo collassa su se stesso: il centrocampo non recupera palloni, e l'attacco è abbandonato al suo destino, con il solo Benali a fare da vero raccordo tra i reparti. Oddo non è riuscito - salvo il riscatto finale con i tre gol siglati - ad organizzare un gioco che possa definirsi efficace contro una squadra che gioca all'attacco come il Torino, perdendo dunque il confronto con Mihjalovic.

"Il tecnico granata ha messo Lukic dal 1' per ragioni di squalifiche, e il talentino serbo non ha deluso, dimostrando personalità e buone geometrie in impostazione; l'inserimento di Gustafson, poi, è stato positivo, anche se occorre sempre considerare la caratura dell'avversario, di certo non eccellente. Unico neo nella partita di Miha, il solito calo mentale nel finale, che non può essere sempre attribuito ai soli giocatori, ma che necessariamente coinvolge anche l'allenatore. In ogni caso, un testa a testa , quello tra Mihajlovic e Oddo, vinto a mani basse dal primo, con il secondo che starebbe addirittura riflettendo sulle dimissioni...

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