Torino, questa è la Lazio che avrai di fronte

Torino, questa è la Lazio che avrai di fronte

Verso Lazio-Torino / I volti nuovi, le conferme, le sorprese della Lazio versione 2014/2015

di Matteo Gabiano

La Lazio ha cambiato parecchio rispetto allo scorso campionato, a partire dalla guida tecnica. Nella scorsa stagione si sono alternati sulla panchina biancoceleste Petkovic e Reja, mentre quest’anno Lotito ha lasciato la responsabilità della squadra a Stefano Pioli, tecnico esperto e capace che sta tirando fuori ottime cose dai suoi ragazzi.

DIFESA – In porta la Lazio ha ritrovato il suo portiere Federico Marchetti, vecchia conoscenza granata, il quale, dopo momenti un po’ bui si è ripreso ritrovando il campo con continuità. In difesa il nuovo grande nome è Stefan De Vrij, Nazionale olandese visto molto bene al mondiale che sta superando problemi ovvi di adattamento grazie a prestazioni del suo livello che lo hanno reso perno inamovibile della squadra. Il resto della difesa è più o meno invariata, hanno lasciaro Roma Dias e Biava, ma è arrivato anche un altro olandese a sostituire i partenti. Si tratta del fin qui poco utilizzato, Braafheid. Gentiletti, fermo per un brutto infortunio, sarebbe stato un altro innesto di livello, che, forse, vedremo all’opera per la gara di ritorno.

CENTROCAMPO – A centrocampo la Lazio ha perso Hernanes e Perea, ma ha trovato in un ottimo Marco Parolo il regista che cercava Pioli. In questo campionato, però, il vero uomo in più della Lazio è senza dubbio Antonio Candreva, tornato molto motivato dalla deludente spedizione mondiale. Il laterale romano ha trovato la sua dimensione nello schema di Pioli che lo utilizza nel tridente offensivo da dove può sfruttare meglio le sue doti balistiche che ne fanno uno dei migliori centrocampisti d’Italia.

ATTACCO – L’attacco della Lazio, una volta feudo quasi personale di Miro Klose, perso il tedesco frenato da infortuni e acciacchi vari, ha trovato in Filip Djordjevic un validissimo sostituto. Il serbo è stato scovato da Tare al Nantes dove, in quattro stagioni ha siglato 59 gol con la notevole media di circa uno ogni tre gare giocate. Arrivato a parametro zero a Roma, l’attaccante classe 1987 ha trovato la sua strada, calandosi perfettamente in un sistema di gioco pensato per un attaccante simile a lui come è Klose. Allo stato attuale di forma il serbo è imprenscindibile nel sistema offensivo di Pioli, nonostante in panchina ci siano due ragazzi di enorme talento come Keita e Tounkara. Il primo ha già esordito e fatto la differenza in Serie A nella passata stagione quando il secondo illuminava il campionato Primavera con il suo talento, ora sono entrambi al servizio di Pioli che ne sta gestendo la crescita, anche se Keita, per quello che ha fatto vedere in campo, meno per le cose successe fuori dal rettangolo verde, meriterebbe un minutaggio diverso.

La crescita dei risultati della Lazio in questa stagione non è casuale, ma è figlia di una politica intelligente durante la campagna acquisti che sta dando ragione, fin qui, ad un uomo spesso al centro delle polemiche come è Claudio Lotito.  

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