Torino e taglio stipendi, trattative in corso: Cairo e Vagnati al lavoro

Torino e taglio stipendi, trattative in corso: Cairo e Vagnati al lavoro

Stipendi / Ora c’è una certezza in più: la stagione agonistica è ripresa. I granata non hanno ancora ufficializzato nessun accordo

di Andrea Calderoni

Continua il lavoro sul campo del Filadelfia in vista della ripresa del campionato. Parallelamente prosegue la trattativa tra la società e la squadra sul fronte stipendi per i mesi in cui l’attività agonistica è rimasta sospesa a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Davide Vagnati si è insediato da un paio di settimane sotto la Mole e, come avevamo sottolineato su Toro News, uno dei suoi primi compiti sarebbe stato risolvere la questione “taglio stipendi”. Urbano Cairo si era già espresso favorevolmente circa una decurtazione del salario, ma ad oggi nessuna decisione è stata ancora ufficializzata, a differenza di quanto avvenuto in altre società, prima fra tutte la Juventus, seguita, tra le altre, da Parma, Roma e Cagliari. Ognuno di questi club ha trovato un accordo con staff tecnico e giocatori, mettendo sul campo soluzioni differenti.

ACCORDO MANCATO – La trattativa diretta tra una singola società e i suoi tesserati si è resa necessaria dopo la netta bocciatura da parte dell’Associazione italiana calciatori (Aic) e dell’Associazione italiana allenatori calcio (Aiac) della proposta avanzata dalla Lega Serie A. Tale proposta prevedeva una riduzione di un terzo della retribuzione totale annua lorda se non si fosse ripresa l’attività, e di un sesto se nei mesi successivi si sarebbe completata la stagione. I calciatori avrebbero dovuto, in sostanza, rinunciare a quattro mensilità nel caso in cui la stagione non sarebbe ripresa, a due in caso di ritorno in campo, come tra l’altro è accaduto a partire da una settimana a questa parte, quanto meno con gli allenamenti collettivi. “Una proposta irricevibile e incomprensibile” così era stata definita a suo tempo da Aic e Aiac.

Torino, si va verso la conferma della difesa a tre: ecco perché

TRATTATIVA GRANATA – Proprio per tale ragione si è dovuti passare al piano B, che si è già concretizzato in alcune realtà della massima serie, come evidenziato sopra. Il Torino, invece, non ha ancora risolto la questione. Cairo ha aspettato per comprendere se la stagione sarebbe potuta ripartire o meno. Ora, ha indubbiamente più elementi a disposizione: gli allenamenti sono ripresi ed è stata fissata una data per la ripartenza del campionato. La trattativa, perciò, è stata avviata e il presidente granata potrà schierare anche un nuovo mediatore, il responsabile dell’area tecnica Vagnati. Capiremo nei prossimi giorni se si raggiungerà un accordo unanime, che risulterebbe particolarmente utile anche in vista dell’attività agonistica: tornare in campo con la mente sgombra quanto meno dalla questione stipendi potrebbe rappresentare un aiuto importante.

2 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. altoro - 4 mesi fa

    Personalmente ritengo che la proposta formulata dalla Lega di Serie A, citata nell’articolo della Redazione di ToroNews, è assolutamente legittima e realistica in quanto è sostanzialmente basata sul buon senso civico e sulla pura ragione e onestà intellettuale, tenendo anche in prioritaria considerazione le drammatiche previsioni che in questi giorni gli esperti di economia formulano relativamente alla specifica globale condizione finanziaria del nostro Paese quale naturale conseguenza della prolungata cessata attività di numerose attività di vari settori, causata della tragica pandemia.
    La Società TORINO F.c. riconosce all’organico della squadra il 7° monte ingaggi della Serie A. Naturalmente se tale ingente monte ingaggi medio percepito dalla squadra è collocato a confronto con l’attuale 15° piazzamento in classifica della stessa squadra, risulta un dato assolutamente oggettivo che ciascun elemento della rosa debba sentirsi, sotto l’aspetto etico e morale, in grandissimo debito sia con la Società che li paga profumatamente e puntualmente sia con tutti i tifosi granata che gli dedicano una passione che dovrebbe caricarli nella determinazione agonistica di conseguire migliori risultati sportivi di quanto accaduto a due terzi di campionato.
    Parliamoci chiaro, per citare soltanto alcuni esempi, a mio parere assolutamente eclatanti e vergognosi, il milione e mezzo netto a stagione percepito da Zaza oppure gli ingaggi milionari di Baselli e DeSilvestri non risultano assolutamente più tollerabili in considerazione dell’apporto assolutamente insufficiente, sotto l’aspetto tecnico e professionale, che gli stessi hanno offerto alla causa del TORO in questa stagione sino al momento della sospensione del campionato. Il Presidente Tommasi e il Vice Presidente Calcagno dell’Associazione Italiana Calciatori provano a tutelare gli assoluti privilegi di una categoria di atleti professionisti che sono talmente immaturi e viziati da non essere neppure consapevoli degli enormi privilegi che hanno in rapporto al reddito medio delle attività professionale della gente comune.
    Purtroppo da sempre così va il mondo, nel segno dolorosamente triste e iniquo della totale disuguaglianza sociale.
    Pertanto ritengo che in questo contenzioso economico con le Società di calcio, datrici di lavoro, l’Associazione Italiana Calciatori rappresentata da Tommasi e Calcagno debba semplicemente vergognarsi anche in considerazione del dato oggettivo che un attenta analisi globale della condizione economica del Paese gli suggerisce di effettuare un concreto passo indietro assolutamente doveroso, e concludo il mio pensiero nel merito di questa tragicomica e squallida diatriba di natura economica. Alè TORO !

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. GiaguaroGranata - 4 mesi fa

    Se scrivi articoli, l’italiano sappilo!

    sostanza, rinunciare a quattro mensilità nel caso in cui la stagione non sarebbe ripresa, a due in caso di ritorno in campo, come tra l’altro è

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy