Torino: un’assenza di soddisfazioni già messa in preventivo

Il punto / Tra scelte del mercato di gennaio, infortuni, poche motivazioni e mancanza di organizzazione: perdere queste partite è nell’ordine delle cose

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Partiamo da un presupposto, semplice quanto difficilmente contestabile: che il Torino di oggi perda per 4-1 in casa della Roma attuale, è un risultato nell’ordine delle cose.

Ha ragione Mihajlovic, che quando parla è sempre sincero e diretto: c’era da aspettarsi una sconfitta”. La qualità della rosa a disposizione di Spalletti è di molto superiore a quella granata, e bastava dare un rapido sguardo alla distinta della gara per rendersene conto. Il gap tecnico tra il Toro e formazioni come la Roma c’era da inizio campionato – la vittoria dell’andata fu il match migliore della stagione del Torino, che sinora non si è più ripetuto su quei livelli – e persiste tuttora, specie dopo un mercato di gennaio che le alte sfere del Torino hanno deciso di saltare a piè pari (o quasi), ritenendo a torto o ragione che, per come si era messa l’annata, non fosse strettamente necessario apportare dei veri miglioramenti alla rosa.

A questo dobbiamo aggiungere che il Toro non si presentava a Roma nelle migliori condizioni. De Silvestri centrale di difesa per la prima volta, Zappacosta al rientro da un infortunio, un esordiente (di ottimo livello) come Lukic in cabina di regia. Gli infortuni non dovrebbero mai essere un alibi, ma sono pur sempre un fattore di cui bisogna tenere conto.

Le pagelle di Roma-Torino 4-1: Lukic la nota positiva

Si dirà che alle carenze tecniche e agli infortuni si può ovviare con organizzazione e cattiveria. Due doti che però non sono il punto forte di questo Torino, e non lo scopriamo oggi. L’equilibrio e l’accortezza non sono proprio lo spartito preferito della squadra di Mihajlovic. In fase difensiva ci sono grosse lacune, sia nelle marcature che nelle letture di gioco, e i numeri lo confermano. Il tecnico granata non riesce a cambiare il trend e non sta dando molti argomenti per ribattere a chi lo critica dal punto di vista della preparazione tattica della squadra.

Infine, la poca cattiveria. Tre gol della Roma sono arrivati su seconde palle: chi ci è arrivato per primo? Sempre un giocatore giallorosso. E qui non è questione di qualità tecnica. Non solo. Anche in fase offensiva, all’Olimpico il Toro ha macinato un buon possesso palla e buone idee per alcuni tratti della partita, peccando però di determinazione e cinismo nel compiere l’ultimo passaggio. Chissà che non vi sia di mezzo anche un problema di “appagamento”: non dovrebbe succedere, i calciatori fanno il mestiere più bello del mondo. Ma inconsciamente accade ai giocatori che sentano il fatto che, a livello di squadra, non ci siano più obiettivi di classifica.

Per un mix di questi fattori, dunque, era ampiamente preventivabile una sconfitta in casa della Roma. Per come è avvenuta, però, rafforza la sensazione che questo Toro non sia ad oggi in grado di regalarsi delle soddisfazioni vere – come dei “colpacci” in casa di squadre più forti, per l’appunto – in una stagione che sembra destinata a concludersi tra i consueti alti e bassi, senza squilli significativi. Ai granata il compito di smentirci e smentirsi, proprio nel prossimo turno di campionato, in casa della Fiorentina.

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  1. Calogero - 4 anni fa

    Caro presidente Cairo: scusi lo sfogo, ma non se ne può più. Si è parlato di un sacco di cose riguardo a questa squadra, tra 2 anni in Europa, presto anche in Champions, alziamo l’asticella, parte sinistra della classifica. Come lei ben sa il nostro campionato è finito in quei due scontri diretti con il Milan non prendiamoci in giro, è dall’annata dell’Europa scippata al Parma che ci dobbiamo accontentare di traguardi ridicoli: capo cannoniere, miglior campionato dell’era Cairo, l’unica squadra italiana a vincere al San Mamés, battere la Juventus dopo vent’anni, la miglior seconda difesa del campionato e chi più ne ha più ne metta. Ora vorremmo anche raggiungere dei traguardi veri tipo vincere una coppa Italia, arrivare almeno tra i primi 3 in campionato, magri provare anche a vincerne uno, giocare una finale in Europa. Tutto il resto ormai a noi tifosi ci sta un po’ strettino ed è di bassissimo rilievo. E’ molto dura continuare a seguire una squadra che si rinnova ogni anno e che in ogni campionato non ha mai l’esperienza giusta non è mai competitiva ed è eternamente in via di crescita. A questo punto mi permetta di darle un consiglio: organizzi dei triangolari internazionali, almeno fa crescere l’esperienza dei suoi calciatori e prova a regalare qualche gioia alla tifoseria della sua squadra che è abbastanza stufa di prendere batoste a destra e sinistra. Saluti!

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    1. ddavide69 - 4 anni fa

      A me basterebbe almeno giocarmela alla PARI con fiorentina e Lazio, non mi sembra di chiedere molto dopo tutto. Mi piacerebbe che la società fosse un più seria nella definizione degli obiettivi e meno ondivaga ma soprattutto che la finissero con prendere in giro i tifosi

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  2. claudio sala 68 - 4 anni fa

    Come sempre arriviamo al girone di ritorno facendo i soliti discorsi. Assodato che la EL è saltata, forse società ed allenatore dovrebbero chiarire gli obiettivi da qua a maggio. Miha potrebbe poi fare lo sforzo di provare qualcosa di nuovo, visto che il 4-3-3 con questi uomini è difficile da proporre. Ovviamente Cairo tace …

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  3. abatta68 - 4 anni fa

    In ogni società (non solo di calcio, ma in genere) c’è un ordine gerarchico che è funzionale alle ambizioni e al conseguimento di obiettivi… ma questi devono essere chiari soprattutto a chi dirige, altrimenti per allenatore, staff tecnico e giocatori (oltre ai tifosi, ovviamente) non rimangono che le frustrazioni.
    Ed è su queste frustrazioni che noi tifosi continuiamo a confrontarci, addebitando colpe una volta al mister, una volta ai giocatori, molte volte al presidente o a Petrachi, a seconda di come buttano i risultati della domenica.
    Se l’obiettivo della società è di andare in Europa in due anni, vuol dire che in due anni devi essere in grado di costruire e sostenere il progetto tecnico dell’allenatore che hai scelto per il nuovo corso, punto! Non ha nessun senso dire “esoneriamo l’allenatore subito!”, perchè è un attimo attribuire a lui tutte le colpe, creando alibi tipiche dei mediocri (da Zamparini in sù). Non è che Cairo ha preso Mhjailovic cosi, tanto per sentire che obiettivo si sarebbe inventato il nuovo allenatore, lo ha scelto perchè ha ritenuto Sinisa capace di formare una squadra che potesse giocarsela fino alla fine per l’EL.
    Ma i giocatori li compra il Presidente e se questi non vanno bene (questo campionato intermedio dovrebbe dimostrarlo chiaramente) è la società che deve correre ai ripari, perchè l’obiettivo è della società, non del mister o del Belotti di turno!
    Se poi i giocatori (alcuni, non tutti) non sono in grado, quest’anno, di dimostrare di essere degni di una società che ha determinate ambizioni, avranno perso un’occasione importante e la società avrà il dovere di intervenire, senza se e senza ma, a partire dal rendimento in campo, atletico prima ancora che tecnico.
    Ripeto… L’OBIETTIVO EUROPA E’DELLA SOCIETA’, COSI’COME LE RESPONSABILITA’!
    Noi tifosi non dobbiamo confonderci, perchè i giocatori vanno e vengono cosi come gli allenatori, ma additare le colpe per il mancato raggiungimento di un obiettivo non può essere scaricato su di essi, perchè si permetterebbe a Cairo di lavarsi le mani di fronte alle sue responsabilità, soprattutto nei confronti di noi tifosi. Molto meglio che dica “Io ho riportato il Toro a giocare in serie a, siamo una società da metà classifica perchè questo è il massimo che posso fare… se c’è qualcuno che offre di più, ben venga!”
    Per una dichiarazione del genere, ogni tifoso granata lo rispetterebbe molto di più di adesso.

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    1. Simone - 4 anni fa

      Ci sono modi e modi di giocare.
      Dobbiamo andare in trasferta a fare gli sboroni rimediandoci sempre xke il troglodita non ha voglia di cambiare modulo?
      Se non è in grado si puo’ anche dimettere xke siamo stanchi di queste figure di merda

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    2. ddavide69 - 4 anni fa

      Assolutamente d accordo. Ma come vedi ancora si sostiene che è l allenatore a dover mettere le pezze ad una squadra volutamente incompleta.

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  4. GiulioFVCG - 4 anni fa

    Sinceramente quello che infastidisce è l’atteggiamento agonistico di questi ragazzi (a parte iago falque e belotti). Inconcepibile. Perché non danno tutto se stessi nei 90′?
    Ce lo spiegassero una volta x tutte.
    Rassegnati a chissà che cosa.E meno male che hanno 20/30 anni e pieni di denari.
    Questa è la responsabilità di chi deve scegliere chi deve lottare per la nostra maglia.
    Senza rifondare questa tradizione, il resto sono solo chiacchiere.

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    1. ddavide69 - 4 anni fa

      Perché, cairo da tutto se stesso per il toro?? E pensare che è il presidente! Perché chiederlo solo ai giocatori che domani se ne vanno? Il messaggio che passa dalla società è che ognuno da quello che può…………

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  5. fabio1906 - 4 anni fa

    Un Toro con gli zoccoli d’oro ma le corna di gomma

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  6. miele - 4 anni fa

    Come ho scritto qualche tempo fa citando il grande De Andrè, le partite del Toro da qui a fine campionato saranno solo “passaggi di tempo, ore infinite come costellazioni ed onde, SPIETATE come gli occhi della memoria. Per noi tifosi appassionati, ci saranno solo delusioni sanguinose e disillusioni e per questo, potremo solo ringraziare Cairo che per somma presa in giro ha affermato che con Carlao la difesa era sistemata e con 7 giocatori il centrocampo era competitivo, il tutto con una faccia tosta incredibile.

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  7. ddavide69 - 4 anni fa

    Ma una società che a gennaio dichiara che il progetto europa è biennale , che fà una campagna rinforzi che ha dello stucchevole , che motivazioni puoi dare ai giocatori , tre dei quali sono titolari e sono sicuri partenti ?

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  8. ddavide69 - 4 anni fa

    Ma una società che a gennaio dichiara che il progetto europa è biennale , che motivazioni puoi dare ai giocatori , tre dei titolari sono sicuri partenti ?

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  9. prawda - 4 anni fa

    Certo che a livello di qualita’ tra il Toro e la Roma c’e’ molta differenza ma come si pensa di poter anche solo provare a ridurla? Vendendo ogni anno i giocatori piu’ richiesti e sostituendoli con delle scommesse? Continuando a non investire nulla ma anzi chiudendo i bilanci regolarmente in attivo? Perche’ con questa gestione galleggeremo sempre a meta’ classifica senza nessuna possibilita’ di poter competere per altre posizioni. E’ vero Mihajlovic tatticamente non e’ un drago ed ha in testa un solo modo di giocare, ma questo si sapeva anche prima che arrivasse a Torino; pero’ se la difesa titolare era composta da De Silvestri, Rossettini, Castan e Molinaro ed il centrocampo da Valdifiori, Benassi e Baselli, possiamo mettere chiunque ad allenare ma restera’ sempre una squadra mediocre e da centro classifica.

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  10. Piero52 - 4 anni fa

    Squadra demotivata…allenatore messo in riga con le direttive societarie…(le va bene tutto qll che fanno i dirigenti) tanto lui i soldi anche il prox anno li prende….tifosi incavolati…, ma perché noi dobbiamo incavolarci se il dr.Cairo vuole che il Torino (non più Toro!) vada in questo modo? NON ANDIAMO PIÙ ALLO STADIO…lasciamoli da soli…

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  11. Simone - 4 anni fa

    Lo sconforto che si leggeva sui volti di Hart e Baselli è segnale che non c’è più la consapevolezza di poter recuperare uno o due gol di svantaggio.
    Ci siamo presentati a Milano (inter e Milan), a Napoli e a Roma sempre con il 4-3-3 e le abbiamo SEMPRE buscate.
    Un allenatore dovrebbe capire che è il caso di cambiare modulo se dopo TUTTE le trasferte torniamo con la coda tra le gambe.
    Gpv non avrà avuto un gioco spettacolare (con cerci ed immobile ci siamo divertiti) ma almeno la squadra era ordinata, compatta e difficile da affrontare.
    Questo presuntuoso ha sufficientemente rotto le palle e spero si arrivi al più presto ad un esonero xke non ce la si fa più a vedere queste figure di merda.

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  12. ddavide69 - 4 anni fa

    Mi sembra che un po’ troppo spesso ci si trinceri dietro a scuse a cui ormai credono solo i piu’ orbi.

    Le soddisfazioni sono sempre posticipate a data da definirsi , finchè il duo al vertice ,bontà loro , ci illumineranno con una parvenza di obbiettivo stagionale che in 12 anni non si è di fatto mai visto.

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