Toro, la difesa dell’Udinese: le palle aeree sono l’insidia numero uno

Focus on / Il reparto arretrato dei friulani è tra i più fisici della Serie A, i cross degli esterni potrebbero dunque creare problemi al Toro

di Lorenzo Chiariello, @lorechiariello

Dopo la sesta sconfitta consecutiva in campionato, il Toro attende l’Udinese per ritornare a fare punti. Gli uomini di Gotti per di più, precedono i granata in classifica solamente in virtù della differenza reti (-16 contro -17). Longo di conseguenza avrà, sul campo dell’Olimpico Grande Torino, un’occasione d’oro per mettere spessore tra il Toro e la zona retrocessione. Oltre ai soliti De Paul e Okaka però, l’Udinese potrebbe presentare più insidie del previsto: i friulani hanno dalla propria uno tra i reparti difensivi più fisici del campionato, inoltre sono al 4° posto per cross effettuati (162). Il Toro dovrà dunque prestare molta attenzione alle palle alte.

INTERPRETI – Da inizio stagione tra Tudor e Gotti, l’Udinese è quasi sempre scesa in campo con una difesa a 3: solo con la Juventus, il tecnico veneto ha optato per schierare 5 uomini nel reparto. Davanti a Musso, Ekong si è preso il centro-destra. Per lui 23 presenze partendo 22 volte titolare. Al centro, Nuytinck è diventato il perno della difesa di Gotti: l’84% dei passaggi tentati dall’olandese è andato a segno. Rodirgo Becao invece ha conquistato il centro-sinistra. Dall’alto dei suoi 192 cm, il brasiliano ha vinto quasi il 70% dei contrasti di testa in cui è stato coinvolto. Dunque, il reparto arretrato friulano potrebbe puntare a pungere il Toro proprio con il gioco aereo.

COLPI DI TESTA – Con il Napoli se n’è avuto l’ultimo esempio: i granata soffrono i palloni alti, specie da calcio piazzato (18 reti subite finora) e approfittarne nell’ultima gara è stato Manolas, alto ma non altissimo. Il reparto difensivo titolare di Gotti invece non scende sotto al metro e novantuno. I friulani inoltre seguono, per cross messi a segno, solamente Lecce, Inter e Cagliari. Longo dovrà quindi disporre i suoi per arginare il gioco aereo bianconero, ma starà al singolo scegliere al meglio tempismo e posizione per impedire all’avversario di impattare.

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