Toro, tra Amauri e Larrondo una differenza tangibile

Toro, tra Amauri e Larrondo una differenza tangibile

A Genova contro la Sampdoria l’ex Parma ha convinto di più rispetto all’argentino come spalla di Quagliarella, ma non è ancora al top

di Roberto Maccario

La partenza di Cerci e Immobile, come ampiamente prevedibile, si sta rivelando un pesante fardello da portare per il Torino e il suo attacco. I numeri, del resto, parlano chiaro: due partite di campionato, zero gol e, ieri a Marassi contro la Sampdoria, praticamente nessuna conclusione verso la porta blucerchiata.

Problemi già evidenziati nel doppio confronto di Europa League contro lo Split, in cui in due partite i granata hanno messo a segno solamente il rigore di El Kaddouri, e puntualmente riconfermati nelle successive uscite.

Quagliarella, per qualità e spunti, è e dovrebbe essere un punto fermo del reparto avanzato di Ventura, mentre come sua spalla l’Amauri di Genova, pur non ancora al top della forma, è sicuramente preferibile all’ectoplasmatico Larrondo visto fin qui.

Anche al Ferraris l’argentino non è riuscito a incidere, senza mai rendersi pericoloso e senza mai entrare minimamente nel vivo del gioco, cosa che invece ha fatto l’italo brasiliano dopo il suo ingresso in campo. Amauri non ha, è vero, disputato un match memorabile, ma è sembrato più in palla e più voglioso rispetto al compagno, maggiormente abile nel corpo a corpo con i difensori avversari e dotato di più colpi e più cattiveria agonistica.

Da lui, insomma, bisognerà ripartire, anche perché al momento non c’è molto altro, ma la storia insegna che, in questi casi, l’importante è sbloccarsi, poi, una volta che l’attacco lo avrà fatto, il resto dovrebbe venire di conseguenza. In casa granata incrociano le dita…

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