ToroPreview, anno nuovo: “Cosa vi aspettate dal Torino nel 2021?”

Istruzioni per l’uso / Alcune domande a tre dei nostri giornalisti: aspettative, speranze e buoni propositi per il Torino in vista dell’anno nuovo

di Redazione Toro News

Quattro domande, tre pareri in merito. I nostri pareri, a volte concordi e a volte discordanti tra di loro. Ecco un’edizione speciale di ToroPreview: in vista dell’arrivo del nuovo anno, tre dei nostri giornalisti risponderanno alle domande della redazione, dicendo la loro sul futuro che attende la squadra e in generale sul momento dei granata. Opinioni personali a volte agli antipodi, per cercare di dare una visione più completa possibile al lettore sull’argomento trattato. Questa settimana, dall’altra parte del microfono ecco i nostri Gualtiero Lasala, Luca Sardo e Cecilia Mercatore.

Il 2020 è ufficialmente passato in cavalleria, “Finalmente!” direbbe qualcuno. Che voto date all’anno solare del Torino, che si è concluso ieri?

Sardo – Al 2020 del Torino darei un 4. Insufficiente senza ombra di dubbio la seconda parte di stagione 2019/2020 e – ancora peggio – questa prima parte di campionato da settembre a dicembre. La speranza è che in questo 2021 l’atteggiamento della squadra cambi drasticamente una volta ripresa la Serie A.

Lasala – Uno degli anni più difficili e deludenti della gestione Cairo. Dal 2000 ad oggi non c’è stata una serie così negativa di risultati. Mercato di gennaio inesistente, mercato estivo che non ha fruttato (nel quale non sono neanche stati ceduti i giocatori insoddisfatti). Ad essere sincero, riuscire a dare più di 3 a questa annata mi diventa davvero difficile.

Mercatore – Tutt’altro che sufficiente. Sembrava essere iniziato bene il 2020 per il Torino: vittoria all’Olimpico contro i giallorossi seguita da quella contro il Bologna, ma a quanto pare è stata solo un’illusione. Dal 7-0 contro l’Atalanta alla ricerca della salvezza, per poi finire l’anno momentaneamente in ultima posizione. In questo anno solare i granata hanno collezionato una sfilza di record negativi, difficile quindi pensare anche solo lontanamente alla sufficienza.

In vista dell’inizio dell’anno nuovo, invece, quali aspettative vi sentite di avere nei confronti del Torino: secondo voi, alla fine, la squadra di Giampaolo riuscirà a salvarsi?

Sardo – E’ sempre il campo che parla e in questo momento i risultati dicono tutto: il Toro è ultimo in classifica. Credo che alla fine i granata – seppur con grandi difficoltà – riusciranno a salvarsi e rimanere in Serie A. Credo che Giampaolo però abbia bisogno di alcuni rinforzi in questo mercato di gennaio per riuscire ad ottenere il massimo dei risultati.

Lasala – Secondo me no, con grande amarezza. Ho già avuto modo di dirlo, per me le squadre che scenderanno in Serie B saranno Crotone, Torino e Parma. Ho questa sensazione legata a ciò che ho visto in questa prima parte di stagione. Sarei contento di vedere il gioco di Giampaolo fruttare anche in risultati, perché il mister se lo meriterebbe. Ma purtroppo ho l’impressione che non sarà così.

Mercatore – Difficile dare una risposta in questo momento, così com’è difficile pensare alla salvezza se il Torino non dovesse cambiare atteggiamento o la società non si dovesse pronunciare in questo mercato di riparazione. Ad oggi preferisco non “fantasticare” troppo a riguardo, ma rimanere con i piedi per terra e osservare in campo la reazione della squadra a partire dalla prima gara di questo nuovo anno.

Tre buoni propositi che il Torino dovrebbe porsi per questo 2021?

Sardo – Innanzitutto il Torino deve ritrovare una tranquillità psicologica in campo che in questo 2020 sembra aver perso: questo dovrà essere il primo proposito del nuovo anno. Una volta ritrovato questo fattore molto importante, i granata dovranno riuscire a raggiungere la tanto ambita salvezza il prima possibile. Con la permanenza in Serie A, la società potrà permettersi di rivoluzionare la squadra e ripartire da zero, ovviamente dall’unica certezza di questo Toro che ha un nome e un cognome: Andrea Belotti.

Lasala – Il primo proposito è sicuramente quello di rifondare la squadra. Purtroppo molti giocatori che sono rimasti in rosa non hanno dimostrato di essere pienamente concentrati. Il secondo proposito è di accorciare la distanza con il tifo granata: c’è stata un’importanza spaccatura, che fa male a tutto l’ambiente. L’ultimo proposito è ritrovare – tutti quanti – la tranquillità di giocare al calcio. La fragilità mentale si è manifestata come una costante in tutto l’anno: superare questo scoglio sarà una delle priorità.

Mercatore – Andando avanti di questo passo, il primo buon proposito che mi viene in mente è riuscire a trovare la salvezza (per il secondo anno di fila tra l’altro). Ciononostante il Torino non può sempre accontentarsi della riuscita permanenza in Serie A, ma qui ci colleghiamo al secondo: maggiore partecipazione nel mercato di riparazione e non solo, anche in quello estivo. Osservando le ultime partite disputate dai granata, come ultimo buon proposito mi verrebbe da dire la continuità di gioco: quella che la formazione di Giampaolo mostra nel primo tempo, riuscire a mantenerla anche nel secondo, per tutti i 90 minuti.

Ultima domanda sul mercato di riparazione, che comincerà tra un paio di giorni. Quali sono, secondo voi, i ruoli in cui il Torino dovrebbe operare con maggior vigore sia in entrata che in uscita?

Sardo – E’ sotto gli occhi di tutti: servono assolutamente un regista e un attaccante da affiancare al Gallo Belotti. Rincon non ha fatto malissimo in quel ruolo, ma è molto limitato: non ha la qualità nei piedi necessaria per impostare il gioco della squadra di Giampaolo. Inoltre serve un giocatore offensivo che supporti come si deve il capitano granata: da due anni a questa parte sia Verdi che Zaza non sono stati all’altezza delle aspettative della società e dei tifosi.

Lasala – Ormai sembra un disco rotto, ma i ruoli su cui agire sono principalmente due. Serve assolutamente un play davanti alla difesa: Rincon ha dato tutto ciò che poteva, ma non è il suo ruolo e Segre non è ancora pronto. Il secondo ruolo su cui lavorare bene sarà la trequarti. Verdi ha deluso, ancora. Lukic ha fatto bene, ma non ha garantito con costanza la qualità dimostrata nelle prime partite. Servirebbe un giocatore in grado di aiutare Belotti, un rifinitore che possa dare al Gallo palloni giocabili. Con questi due innesti si potrebbe parlare di un altro campionato.

Mercatore – Assolutamente il centrocampo. Mai come in queste prime 14 gare di campionato si è vista una lacuna così in questo reparto e magari, operando con maggior vigore in questo settore, la difesa che finora è stata classificata come la peggiore per numero di gol subiti troverà meno difficoltà. Un buon centrocampo faciliterebbe senz’altro anche il lavoro all’attacco, in particolar modo ad Andrea Belotti (ad esempio) che così eviterebbe di dover andare ogni volta a recuperare palla per poi attraversare tutto il campo da solo e arrivare stanco davanti la porta.

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  1. vertigo.19777 - 2 settimane fa

    Quel bidone di Zaza via da Torino e non un minuto di più in campo con la maglia granata…

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  2. robert - 2 settimane fa

    Cosa mi aspetto nel 2021 ?Questa domanda la dovevate fare 3 mesi fa cari illusionisti.Ormai è troppo tardi per darvi una risposta scontata : la SERIE B !!!!

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  3. Cuore granata 69 - 2 settimane fa

    Che resti in a..in b sarebbe un disastro sportivamente parlando..e successivamente il sogno sarebbe che Cairo ove il suo ciclo è strafinito metta in vendita..inizi per lo meno a fare sto passo,poi vedremo se vi è qualcuno interessato serio con un progetto..con Cairo dopo 16 anni con questo oramai manco vivacchiare in a gli riesce più..e la gente lo ha capito..chi da tanto chi ha aperto finalmente gli occhi..pochi gli danno ancora credito..quindi si faccia da parte il suo tempo è finito. Ci ha guadagnato in visibilità pubblicità soldi..ora si levi e provi a vendere.

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  4. Héctor Belascoarán - 2 settimane fa

    Ci aspettiamo, come tutti gli anni, lo Scudetto del Bilancio per gioirne festanti!

    Quest’anno sarà dura però resistere di non fare una mazza sul mercato.

    Ma possiamo farcela!

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