Paolo Bacigalupo: “La tragedia di Superga? All’inizio non capivo, ora mi viene il magone”

Paolo Bacigalupo: “La tragedia di Superga? All’inizio non capivo, ora mi viene il magone”

Esclusiva TN / Il nipote del portiere Valerio Bacigalupo ai nostri microfoni: “Una tradizione che mi è stata tramandata da mio padre”

In vista di una settimana piena di impegni, tra il derby e la celebrazione del 4 maggio, abbiamo contattato il nipote di Valerio Bacigalupo, portiere del Grande Torino caduto a Superga, che ci ha gentilmente rilasciato un’intervista, parlando dell’importante della commemorazione granata e regalandoci due aneddoti molto pittoreschi di un uomo buono e cupo, andatosene troppo presto. Ecco le sue parole:

Buona sera Paolo, lei è il nipote del grande Bacigalupo, caduto a Superga: ci sarà anche lei quest’anno per la commemorazione?

Spero di si, sarà dura far coincidere gli impegni lavoratovi (dato che è di giovedì), ma ci vorrei venire con due dei miei figli. Di solito riesco a portarli entrambi. Dato che l’ultimo arrivato è granata e vorrebbe giocare nel toro sicuramente ci proverò in tutti i modi.

La commemorazione è toccante ogni anno: cosa pensa a proposito di questa devozione da parte dei granata nei confronti del Grande Torino?

Quella del 4 maggio è una gran bella cosa che si capisce andando in là con gli anni, o per lo meno è quello che è successo a me. Sicuramente è una tradizione che mi è stata tramandata da mio padre. Fino a 84 anni lui è sempre stato molto devoto al Toro, e poi il 4 maggio lo viveva in modo particolare. Era meglio lasciarlo stare perché gli veniva spesso il magone, si nascondeva dove non lo potessero vedere né trovare. Se poi era una giornata di pioggia come quel 4 maggio famoso, era vissuta da parte sua con ancora più trasporto. Lui lo pativa molto, ma io all’inizio non capivo. Invece andando avanti con gli anni, conoscendo persone che hanno portato avanti questa tradizione, anche a me ora viene il magone.

Secondo me c’è da fare un plauso ai “vecchi” tifosi granata, che hanno tramandato la tradizione. Ai propri figli e così via Nella mia zona ci sono pochi granata, e vedere un tifoso passare di qua è particolarmente bello.

Visto che i risultati non sono un gran che, questo è un momento chiave. Anche se questa stagione ha visto dei grandi giocatori, come Belotti e Hart.

Ricorda un aneddoto di quel Valerio Bacigalupo, eroe granata, che magari le è stato raccontato da suo padre?

Mio padre ne raccontava molti: ne ricordo due in particolare, uno sulle sue doti fisiche, e l’altro sulla sua rabbia. Nel lido che possiede la mia famiglia da generazione, finito il campionato, era circondato dai ragazzini, era famoso: un giorno arriva il solito fenomeno, che gli dice “se tocchi il legno della porta (nel lido stesso) ti pago da bere”. Mio nonno in principio lo ignorò, ma poi si girò e si attaccò al palo. Questo fa capire quanto fosse possente, cosa che spero sia innata anche in mio figlio che vuole fare il calciatore.

L’altro aneddoto è avvenuto a Torino: facendo una piccola premessa, Valerio era una persona che anche di inverno girava in pantaloncini corti e ciabatte, e anche agli allenamenti arrivava con vestito in questo modo con la sua bici. Un giorno la polizia lo fermò, e gli fece la multa perché era (ed è tutt’ora) vietato andare in bicicletta con gli zoccoli e gli fecero perciò la multa. Questo per far capire come fosse genuino, e a volte un po’ cupo, Valerio Bacigalupo.

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