Il difensore classe ’99 indossa per la prima volta la fascia e guida la retroguardia nella vittoria di misura contro il Kirghizistan

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Giorni inediti per Roberto D’Aversa dopo il primo mese da allenatore del Torino. Per la prima volta, il tecnico dovrà fare i conti con un gruppo un po’ più ridotto, con ben undici giocatori impegnati con le rispettive nazionali. A complicargli il lavoro c’è sicuramente l’assenza di gran parte degli uomini della difesa, soprattutto se si considera che è alla guida della peggior retroguardia del campionato che, dopo aver trovato una parvenza di stabilità con tre gol subiti in altrettanti incontri, è tornata a incassarne tre in una sola gara contro il Milan.
Se su Guillermo Maripan, convocato dal Cile, il tecnico non ha ancora fatto affidamento (0 minuti fin qui), il discorso cambia per due pilastri come Ardian Ismajli e Saul Coco, rispettivamente selezionati da Albania e Guinea Equatoriale. Con l’ex Las Palmas, fin dal suo arrivo, ha attuato una rivisitazione importante, dandogli continuità come braccetto sul suo piede forte. Sempre schierato titolare a destra, a livello di minutaggio non si tratta di una novità: già per Marco Baroni era imprescindibile.

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Coco, il ritorno in nazionale dopo la Coppa d’Africa

Coco ha disputato tutte le partite per intero, a eccezione della panchina contro il Como del 24 novembre scorso e delle due gare con Cagliari e Sassuolo. In quegli ultimi giorni del 2025 era infatti impegnato in Coppa d’Africa. Peccato che la rassegna continentale non sia stata delle più soddisfacenti: soltanto sconfitte e la macchia di un autogol contro il Sudan hanno reso ancora più amaro il percorso.
Nella giornata di ieri – 25 marzo 2026 - Coco è sceso in campo con la sua nazionale per la prima volta dopo quel trittico di uscite poco fortunate, che ne decretarono il ritorno anticipato al Filadelfia. L’avversario era il Kirghizistan, in una gara amichevole. È arrivata una vittoria di misura per 0-1, firmata dal rigore conquistato e poi trasformato dal compagno Josete Miranda. Coco, che secondo i dati Sofascore era di gran lunga il giocatore in campo con il più alto valore di mercato, ha comandato la difesa per 76 minuti prima di essere sostituito in una girandola di tre cambi da Santi Borikò.

La prima volta da capitano

Per il difensore granata è stata però una giornata speciale, visto che per la prima volta ha indossato la fascia da capitano del Paese che ha scelto di rappresentare, pur non essendovi nato né cresciuto — essendo un canario, nativo di Lanzarote — ma in cui si riconosce per le origini paterne. Per Coco e la Guinea Equatoriale è in programma ancora la sfida di martedì 31 marzo contro il Madagascar. Dopodiché, il difensore classe ’99 tornerà a disposizione di Roberto D’Aversa e potrà concentrarsi esclusivamente sul rush finale della stagione, a partire dalle tre sfide cruciali in ottica salvezza contro Pisa, Verona e Cremonese.

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