Beppe Dossena: dalla rimonta del derby all’addio discusso

Beppe Dossena: dalla rimonta del derby all’addio discusso

Figurine Granata / L’ex centrocampista granata compie oggi 59 anni

9 commenti

Era il 2 maggio del 1958 quando a Milano nasceva Beppe Dossena: centrocampista, personaggio controverso ma allo stesso tempo calciatore di primo piano nel panorama calcistico italiano. Cresciuto a due passi da San Siro, si trasferisce giovanissimo al Torino, per andare a far parte dell’allora miglior settore giovanile d’Italia. Prima di approdare in maglia granata con la prima squadra però, deve aspettare ancora qualche anno…

Nell’estate del 1981, Dossena torna in granata dal Bologna. Da quel momento inizia un’avventura indimenticabile, che lo porta a collezionare ben 241 presenze in maglia granata e a ritagliarsi uno spazio davvero importante nella storia del club. Tra le sue caratteristiche migliori, un tocco palla davvero invidiabile e spiccate qualità da regista puro. Dopo la vittoria nel mondiale del 1982 (anche se da subentrante), in granata l’esperienza sembra procedere nel migliore dei modi e ha il suo culmine nel derby del 1983, con il gol che dà il via alla famosa rimonta del 3-2 e che lo consacra ad idolo indiscusso della Maratona. Con il tempo però il rapporto con la piazza granata si incrina: a seguito del ritorno di Radice, dell’arrivo di Junior e di contrasti con la dirigenza, i rapporti tra giocatore,piazza e società diventano sempre più tesi culminando in una cessione che pare la naturale conseguenza dei malumori reciproci. Sebbene con il brasiliano formi una delle coppie di centrocampo più forti della storia granata, Dossena viene dunque ceduto in situazioni non chiarissime all’Udinese in serie B nell’87. La sua carriera prosegue però brillantemente ed è ancora ricca di soddisfazioni: con la Sampdoria vince Scudetto, Coppa Italia, Coppa delle Coppe e Supercoppa Italiana. Appese le scarpette al chiodo, prosegue nel mondo del calcio come allenatore, con esperienze tante all’estero con Nazionali come Ghana, Albania e Paraguay. Oggi è opinionista televisivo.

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  1. prawda - 2 mesi fa

    Credo sia completamente sbagliato anche solo accostare Sergio Rossi a Cairo; il primo e’ stato un vero tifoso del Toro e nel Torino di soldi ne ha messi e non pochi oltre ad aver ottenuto risultati sportivi nemmeno paragonabili con quelli di Cairo, che, al contrario di Rossi, nel Torino non solo non ci ha investito nemmeno un euro ma finora in dodici anni ha ottenuto come miglior risultato un “fantasmagorico” settimo posto.

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    1. abatta68 - 2 mesi fa

      Il Toro di Sergio Rossi è quello al quale sono più affezionato, perchè è quello che ho vissuto da adolescente e vivevo praticamente al Comunale tutta la settimana! è stato un Presidente tifoso, uno di quelli che non si vedono più e che ci ha provato, investendo nei giovani ma anche portando dei giocatori di talento assoluto come Dossena e Junior. Sui risultati sportivi… si qualcosa lo ha fatto, soprattutto il secondo posto dell’85, ma in un campionato in cui vinceva il Verona! Oggi è auspicabile che l’Atalanta possa vincere lo scudetto? perchè di questo stiamo parlando. Poi anche con Rossi abbiamo visto diversi campionati tra il quinto e l’undicesimo posto, con certe squadre che smettevano di giocare due mesi prima della fine del campionato… la gente non si ricorda più le papere di Terraneo, le amnesie di Corradini, i cross di Beruatto che finivano in piazza d’armi, i goal stratosferici che si mangiava Schackner (veramente incredibili!) o le “passeggiate” che vedevamo fare da Dossena nelle calde giornate di primavera, quando non aveva nessuna voglia di giocare a pallone. Però era un altro calcio… quello a cui sono affezionato e che nulla centra con sta roba che vediamo oggi (non solo il Toro, ma più in generale uno sport che non è più sport e le classifiche si possono fare già l’anno prima, in base al fatturato).
      Cairo stà facendo con quello che sono i canoni del calcio attuale, che ti impedisce di fallire come società, attraverso la gestione di un bilancio reale di un gruppo privato. Ai tempi di Rossi si poteva mettere su Schackner una plusvalenza di 10milioni a bilancio e nessuno ti diceva nulla… fino a quando veniva la finanza e ti portava via la scrivania! oggi non è più cosi…

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      1. prawda - 2 mesi fa

        Rossi fece cinque campionati come Presidente del Toro, ottenne a parte il secondo posto, due quinti posti, un ottavo ed un undicesimo che fu l’ultimo con la contestazione, in realta’ piu’ della carta stampata che allo stadio. Direi che non c’e’ paragone con i risultati sportivi di Cairo che ha ottenuto un settimo posto come miglior risulato in dodici anni. Tra l’altro parliamo di un periodo in cui le societa’ di calcio erano ancora senza scopo di lucro, quindi ovviamente slegate da un bilancio di una societa’ privata; sul fatto che oggi sia piu’ “pulito” permettimi di avere qualche riserva, diciamo che le poste di bilancio obbligatoriamente devosno essere chiare, ma con i numeri si puo’ sempre giocare, soprattutto quando si riferiscono a valori economici non controllabili e soggetti a enormi variazioni. Ribadisco che ritengo sbagliato accomunare Cairo e Rossi, primo perche’ Rossi era davvero tifoso del Toro mentre Cairo non lo e’ e non lo e’ mai stato e secondo perche’ Rossi nel Torino di soldi ne ha messi mentre Cairo non ha investito un euro.

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        1. abatta68 - 2 mesi fa

          con i numeri non ci giochi per niente, tantomeno se a leggerli è la guardia di finanza! ci giocavano i presidenti di 40 anni fà, tipo Cecchi Gori, Borsano e tanti altri come loro, dei quali il calcio non sente la mancanza. Sul fatto che Rossi e Cairo non vadano accomunati ti dò perfettamente ragione, proprio perchè il calcio di allora non è quello di adesso.
          Sui risultati sportivi pure, anche se è ovvio che Cairo è partito da una posizione decisamente diversa da quella che era stata creata nel Toro degli anni 70… un conto è ricostruire dopo Pulici e Graziani, in serie a e con uno stadio da 60mila posti (che venivano occupati realmente, perlomeno nelle gare importanti), un altro è ripartire da un fallimento e da un vivaio inesistente, in un contesto in cui ci sono solo più macerie e nessuno si sogna minimamente di venirci a giocare… non voglio prendere le difese di Cairo, ma tutti noi ci ricordiamo i fantastici 15 anni precedenti, no? cosi come ci ricordiamo i 15 anni precedenti all’era Rossi (quelli si veramente fantastici!)

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          1. prawda - 2 mesi fa

            Sui numeri, forse anche per il lavoro fatto in passato, non concordo, ho una opinione diversa; ovviamente questo non significa che non ti possano venire a trovare, ma questo vale oggi come in passato. Io non accomuno Rossi a Cairo a prescindere dal fatto che, come giustamente dici, il calcio e’ cambiato; sulle diverse posizioni di partenza e’ in parte vero ma erano anche diametralmente opposte le aspettative dei tifosi, a Rossi si chiedeva di ritornare ad essere quelli dei tempi di Pulici e Graziani, a Cairo la maggior parte riesce a giudicare positivamente anche una stagione conclusa al nono posto. Andrebbero poi anche confrontate non solo le uscite ma anche le entrate che ai tempi di Rossi erano limitate al botteghino mentre oggi solo i diritti televisivi consentono di coprire quasi l’80% dei costi fissi; una entrata fissa di questa entita’ e con questa incidenza, in tutta la storia del Torino calcio non l’ha mai avuta nessuno, a parte ovviamente Cairo.

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    2. gior_425 - 2 mesi fa

      Visto che Sergio Rossi purtroppo non c’è più, prova a confrontare Cairo con i presidenti tifosi del Toro… negli anni si sono presentati solo i mister X cicciriello. Se e quando ci sarà un’alternativa credibile a Cairo potremo discuterne per adesso, mi spiace per te, ma dovrai sfogare le tue frustrazioni sempre con l’attuale presidente

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      1. prawda - 2 mesi fa

        Sono desolato per te ma non ho alcuna frustrazione da sfogare, solamente mi dispiace vedere in quale limbo di mediocrita’ sia sprofondata la squadra per cui faccio il tifo e mi da terribilmente fastidio vedere accomunare un vero tifoso come e’ stato Rossi, a Cairo che tifoso del Toro non lo e’ mai stato.

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  2. elio.bernard_519 - 2 mesi fa

    ………… ed ora si vorrebbe da parte di schiamazzanti tifosi (?!) granata fare a Cairo la fine di Rossi:proprio VERI granata!!!!!

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  3. granata - 2 mesi fa

    Ricordo bene l’addio di Dossena, che se ne andò insieme a Junior e così perdemmo una delle coppie di centrocampo ancora al top del Campionato (e infatti continuarono a giocare in Serie A con buoni risultati). Fu una delle sciagurate decisioni del duo Gerbi-De Finis,che aveva strappato la società a Sergio Rossi (dando fiato alle insensate contestazioni dei tifosi), presidente facoltoso e mai tanto rimpianto.

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