Da Torino-Mantova ad oggi, cosa è cambiato? Circa sette anni fa, esattamente il 12 giugno del 2006, ha avuto luogo al vecchio stadio Delle Alpi la famosissima finale di ritorno dei play-off contro il Mantova. Cari pazienti, ve la ricordate? Stadio pieno (60000 persone), clima di tensione, partita tiratissima e finale...
Circa sette anni fa, esattamente il 12 giugno del 2006, ha avuto luogo al vecchio stadio Delle Alpi la famosissima finale di ritorno dei play-off contro il Mantova. Cari pazienti, ve la ricordate? Stadio pieno (60000 persone), clima di tensione, partita tiratissima e finale con urlo di gioia; urlo che era stato ricacciato in gola un anno esatto prima a causa del fallimento e che invece, in quel momento, poteva liberarsi davvero: si era in serie A e questa volta nessuno ci avrebbe più impedito di starci.
Avevamo un presidente nuovo che in soli 9 giorni aveva costruito una squadra che era riuscita, tra mille difficoltà, ad arrivare terza in campionato. Chissà cosa avrebbe potuto fare in una intera estate di mercato...Tra i miei pazienti, all'epoca, si respirava un clima di rinascita e di aspettativa verso un ritorno a fasti passati in cui in pochi speravano ancora.
Ebbene, nel corso dei successivi anni, a causa dei risultati ben al di sotto delle aspettative, questo entusiasmo è andato via via scemando e la credibilità del suddetto presidente, presso i miei pazienti, è drasticamente calata fino ad arrivare ad una contestazione vera e propria iniziata durante i 3 anni trascorsi in serie B. Molti di loro, infatti, vorrebbero che se ne andasse e che cedesse la società. Già, cedere il Torino... ma a chi? Guardandosi intorno è facile notare come non ci sia esattamente una fila di imprenditori pronti a comprarlo...
Per questo motivo, cari pazienti, vi esorto ad avere pazienza e, come si dice in questi casi, ad ingoiare il boccone amaro, perché in questo momento la nostra realtà è questa: purtroppo oltre a Cairo c'è il nulla (e guardando situazioni di squadre che continuano a fallire o a retrocedere anno dopo anno, forse ci sarebbe ancora da essere contenti). Magari un giorno arriverà qualcuno che ci porterà in Champions League e ci farà vincere uno scudetto, ma fino ad allora dobbiamo remare tutti dalla stessa parte e cercare di fare il meglio possibile con ciò che abbiamo... per il bene del nostro amato Toro.
Un saluto dal vostro personale psicologo del Toro.
Riccardo Agnello
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