Alla vigilia della partita contro la Roma ero davvero ottimista, speravo e credevo veramente che questa sarebbe stata la partita che avrebbe permesso al Toro e a tutti noi tifosi di non guardare più nella prossime settimane ai risultati dei vari Siena, Genoa e Palermo, invece come ben...
Alla vigilia della partita contro la Roma ero davvero ottimista, speravo e credevo veramente che questa sarebbe stata la partita che avrebbe permesso al Toro e a tutti noi tifosi di non guardare più nella prossime settimane ai risultati dei vari Siena, Genoa e Palermo, invece come ben sappiamo la sconfitta contro i giallorossi rischia di farci rimanere col fiato sospeso fino alla fine del campionato.
E pensare che la settimana era iniziata nel migliore dei modi, martedì sera avevamo avuto la certezza che la Champions League non sarebbe stata vinta dalla squadra di Venaria e ciò era stato per me, e credo per gran parte dei tifosi granata, motivo di gioia irrefrenabile.
Vorrei adesso analizzare la partita di domenica pomeriggio e cercare di capire cosa non ha funzionato, ma vi devo confessare che io domenica pomeriggio mentre il Toro giocava contro la Roma ero impegnato a smontare una pompa ed un motore nell’azienda in cui lavoro, e di conseguenza non ho visto praticamente nulla, ed anzi vi voglio raccontare come ho dovuto doppiamente soffrire mentre i nostri giocatori soccombevano contro i loro avversari.
Nel passato fine settimana ero di turno, la mia mansione durante i giorni festivi è di salvaguardia impianti, motivo per cui mi ero attrezzato con tanto di I Pad e Sky Go, con la quasi certezza che sarei comunque riuscito a vedere la partita del nostro Toro, ma già al mattino sinistre avvisaglie mi facevano avere forti dubbi su queste mie certezze.
Per colmo della sfortuna alle 14:00 di domenica pomeriggio un problema di una certa gravità accadeva su un impianto recentemente avviato. Volete sapere come viene chiamato questo impianto?
Questo impianto è stato chiamato ''Grande Torino''! ''Grande Torino'' proprio in onore dei nostri eroi periti a Superga; dovete sapere che la stragrande maggioranza dei dirigenti dell’azienda per cui lavoro è dei nostri e di conseguenza quando è stato progettato questo nuovo impianto hanno avuto la fantastica idea di intitolarlo alla più grande squadra italiana di tutti i tempi, ma la cosa ancora più meravigliosa è che gli azionisti della multinazionale finlandese proprietaria dell’azienda hanno accettato prontamente la proposta fatta dai dirigenti nostrani.
Morale della favola io alle 15 mentre stava iniziando la partita ero alle prese con una pompa da smontare, trovare il ricambio e sostituirla, tempo previsto, ben oltre le due ore, possibilità di avere notizie sull’incontro del Toro legate solamente allo smartphone ed agli amici di Toro News.
Alle 15.30 guardo negli occhi il collega con cui stavo lavorando e gli dico che devo fermarmi un attimo perché devo vedere una cosa, lui è totalmente immune da qualsivoglia fede calcistica, entro su internet proprio pochi secondi dopo in cui Bianchi ha pareggiato, non so se essere felice oppure no, sono in un limbo disperato, devo lavorare e tenere gli occhi aperti sia per la complessità dell’operazione sia per non incorrere in qualche stupido infortunio.
Ore 15.45 il primo tempo finisce ed io cerco ancora notizie, sono assetato di notizie sul Toro come può esserlo chi si perde nel bel mezzo del Sahara.
Ore 16.15 o giù di lì, riprendo in mano il mio prezioso strumento che mi permette di avere una porta aperta sul mondo, ma la notizia che mi porta è di quelle che non vorresti mai avere, ha segnato la Roma con Lamela, siamo alle solite, ci siamo fatti schiacciare una pera da uno che si chiama Lamela: classico da Toro.
Il mio collega mi chiede con una certa ironia se sto aspettando notizie dalla moglie oppure se ho qualche relazione extraconiugale, aggiunge inoltre se ho ricevuto una brutta notizia in quanto nota in me una certa tristezza improvvisa, come potrei spiegare ad uno che manco sa cos’è il calcio che sto soffrendo come un cane per una squadra che indossa la maglia granata e che in questo momento per il sottoscritto è la cosa più importante che esista?
Da lì in poi inizia il mio calvario, non posso smettere di lavorare, ringrazio che l’impianto su cui sto lavorando sia intitolato al Grande Torino perché immaginate un po’ se fosse stato intitolato ai ''Grandi Ladr'', avrei rischiato il licenziamento istantaneo.
A questo punto ricorro alla superstizione, non guarderò più il risultato fino alla fina della partita, sicuramente questo mio fioretto permetterà a Bianchi e compagni di pareggiare all’ultimo secondo come a Bologna la settimana scorsa, oppure chissà, magari potrei avere una sorpresa ancora più bella, ma non chiediamo troppo alla provvidenza, a questo punto già un pareggio sarebbe oro colato.
Alle 16:50 minuto più minuto meno, stringo l’ultimo bullone, la pompa è stata sostituita, il lavoro è stato svolto in tempi rapidissimi e nel migliore dei modi possibili, mi tolgo i guanti, respiro profondamente e mi collego con Toronews mentre il cuore mi batte all’impazzata… ma come cavolo si fa, mi domando, a 40 anni suonati da un bel po’ ad essere così cretino?
Quando compare la schermata di ToroNews la home page è impietosa e sentenzia quanto segue: Torino-Roma 1-2. Beffarda sconfitta per il Toro che meritava certamente di più!
Ecco quindi come rovinarsi la prima bella domenica pomeriggio di primavera….
Volete sapere ora una bella notizia: da qui a fine campionato più nessuno potrà far sì che io non sia in Maratona durante le partite casalinghe e davanti al televisore nelle partite in trasferta!
Ultima cosa: Cari Fratelli granata facciamo in modo di riempire lo stadio il 28 aprile, non permettiamo a quelli là di venire a sbeffeggiarci a casa nostra!
Beppe Pagliano
(foto M. Dreosti)
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