Preferirei diventare cieco – I'd rather go blind. Questo blues struggente, cantato nei campi di cotone dell'Alabama dagli schiavi, fu ripreso con enorme successo nei locali più cool del Regno Unito quasi vent'anni fa dalla voce stentorea di Stan Webb dei Chicken Shack. Mi torna alla mente per descrivere lo stato d'animo post derby di molti amici granata che ho incontrato, per i più disparati motivi, in questi...

Preferirei diventare cieco – I'd rather go blind. Questo blues struggente, cantato nei campi di cotone dell'Alabama dagli schiavi, fu ripreso con enorme successo nei locali più cool del Regno Unito quasi vent'anni fa dalla voce stentorea di Stan Webb dei Chicken Shack. Mi torna alla mente per descrivere lo stato d'animo post derby di molti amici granata che ho incontrato, per i più disparati motivi, in questi giorni. Alcuni di loro erano a Savonera, stipati come acciughe nello spicchio previsto per le squadre ospiti. Altri, la maggior parte, erano davanti ai teleschermi, tesi come corde di violino. Preferirebbero diventare ciechi pur di non rivedere il cartellino rosso per l'entrataccia di Glik su Giaccherini al 36°. O l'uscita conseguente dal terreno di un Meggiorini fino a quel momento implacabile marcatore di Pirlo e protagonista dell'unica palla gol con le due squadre in undici. Che sarà passato per la testa a Ventura? Di lì in poi non c'è stata partita anche perchè riusciva difficile pensare a nove assatanati granata in difesa dello zero a zero più Alessio Cerci. Gran talento offensivo quest'ultimo. Però incapace in qualsiasi modo di rientrare a difendere, e per di più, intimorito da un fallo chiaramente intimidatorio di De Ceglie poco prima del ventesimo. Doveva uscire lui e non il Meggio col Toro forzatamente in dieci, e invece … Ha finito per dilagare, la capolista, con l'uomo in più. Ma non ha cancellato dalla memoria collettiva l'indegno striscione contro gl'Immortali periti a Superga. Queste le parole al riguardo di un certo Sandro Mazzola: “E' il segno che siamo un paese caduto molto in basso, sotto tutti gli aspetti”. Lo striscione è stato fatto entrare chissà come dentro il loro stadio dai gentiluomini ex zebrati. A proposito, quanti di loro preferiranno diventare ciechi quando in duemila si recheranno a Torino, stadio Olimpico, il 28 aprile 2013 al derby di ritorno?

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Bianchi, si sfoglia la margherita – Manca meno di un mese al mercato di riparazione e il dubbio amletico del Toro pare riguardi Rolando Bianchi. Verrà davvero ceduto a qualche grande club, come l'Inter o il Napoli, pur di fare cassa prima che il suo contratto giunga al termine senza rinnovo a giugno 2013? Se sì chi potrebbe sostituirlo degnamente? Si fanno nomi che, personalmente, mettono i brividi. Barreto, Pozzi, Morimoto, Acquafresca: aurea mediocritas rispetto al capitano, vero? Non sarebbe meglio allora puntare sui giovani Diop e Sansone, finora impiegati col bilancino da Ventura? Oppure guardare all'Argentina – Ruben Botta del Tigre? Ottimo prospetto sarebbe questo! - o a campionati emergenti come quello francese, belga e olandese? Senza grandi spese si acquistano, da club minori, giovani emergenti a caccia di un palcoscenico più importante. Caro Petrachi, se ci sei batti un colpo!

Come si menano in Islanda! - Nella terra dei gaiser ci si annoia parecchio. Ecco perchè, invece di giocare a pallone come si fa nel resto del mondo, da qualche anno ha preso piede una specie di calcio a cinque dove, pur di arrivare al gol, tutto è consentito. Spinte, pugni, ceffoni, entrate di kung fu: c'è persino un campionato giovanile denominato Bear Cup dove, ai bordi del campo, persino le riserve possono entrare di tanto in tanto per dare una mano, diciamo così, ai propri titolari. Se questo è ancora sport …

Renato Tubère

(foto Fornero)

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