Vista la giornata di festa torinese, oggi è davvero previsto poco o nulla in agenda sul fronte mercato, e così ne approfitto per continuare nella descrizione del soggetto ''Torinista''. In un mio saggio precedente vi ho descritto le tipologie del Torinista a grandi linee, ebbene oggi...
Vista la giornata di festa torinese, oggi è davvero previsto poco o nulla in agenda sul fronte mercato, e così ne approfitto per continuare nella descrizione del soggetto ''Torinista''. In un mio saggio precedente vi ho descritto le tipologie del Torinista a grandi linee, ebbene oggi parleremo di come ognuno di loro segue la partita; precisamente come vive le ore che la precedono, i 90 minuti, e il post partita.
Partiamo dalla prima categoria descritta, il NOSTALGICO: non è mai carico al 100%, vive il pre partita distaccato, verso le 14:50 inizia a calarsi nel clima ma rimane comunque malinconico; durante la lettura delle formazioni, nella sua mente sente: Castellini, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici. Solo al fischio di inizio si lascia tutto alle spalle inizia davvero a tifare. Per pochi momenti, se la partita va bene, riesce anche a esaltarsi un po', ma dopo poco tempo ripiomba nella sua nostalgia.
Continuando la descrizione troviamo l'OTTIMISTA: è già iperattivo dalla mattina, non sta fermo un secondo, e non riesce a pensare ad altro che alla partita; inizia a fare ''zapping'' tra i vari siti per leggere notizie dell'ultimo minuto sulle formazioni. Durante i 90 minuti, ad ogni bella giocata fatta da un giocatore del Toro, si gira verso un suo amico e ripete frasi del tipo: ''ma come facciamo a non essere primi con sta squadra??''. In caso di sconfitta, come detto, incolpa sempre arbitri o sfortuna ed è sempre dalla parte dei giocatori, qualsiasi cosa accada.
In netta contrapposizione all'ottimista, troviamo ovviamente il PESSIMISTA: dopo essersi svegliato, appena realizza che è domenica, sprofonda in un sentimento di sconforto misto a rabbia. È certo che arriverà una secca sconfitta che complicherà la già precaria classifica del Toro e pensa che forse farebbe bene a non andare allo stadio o non guardarla in TV ma poi, ovviamente la malattia prevale e si lascia convincere. Allo stadio, per i suoi vicini, è insopportabile perché si lamenta di tutto; ad ogni errore impreca contro chi l'ha commesso e se il Toro segna rimane impassibile.
Il soggetto più interessante, da questo punto di vista è il VOLUBILE: egli infatti, oltre ad alternare stati d'animo tipici dell'ottimista e del pessimista, si lascia andare ad una serie di riti scaramantici, spinto da un'ansia che inizia a pervaderlo già dal giovedì. È, per intenderci, quello che ha il posto fisso allo stadio, o sul divano. Cambia stato d'animo mediamente 25 volte a partita (più o meno ad ogni cambio di fronte dell'azione). Dal risultato dipende il suo umore di tutta la settimana; seguire la partita con lui non è facile, perché i suoi sintomi sono spesso contagiosi.
L'ALLENATORE: come dice il nome stesso, segue la partita come fosse l'allenatore. Se si cerca sulla scrivania si possono trovare fogliettini su cui sono annotate le varie possibili formazioni di tutte le partite che segue con annessi gli schemi di gioco più efficaci. Durante la partita mantiene spesso la posizione di un mister navigato (a braccia conserte) e si prodiga in indicazioni alla squadra spesso urlando indipendentemente da dove si trovi: a casa o allo stadio. Nella sua mente si trova, infatti, a bordo campo. Tra primo e secondo tempo riflette su quali cambi fare e su come prendere le contromisure agli avversari.
L'ultimo soggetto preso in esame è l'ADULATORE: per lui non gioca il Toro, gioca il suo idolo. Durante la partita ha occhi solo per lui e lo esalta qualsiasi cosa faccia. La prestazione di questo giocatore è importante quasi quanto il risultato stesso della partita che a volte rischia di passare anche in secondo piano, soprattutto se si rivela il migliore in campo.
Cari pazienti, sono sicuro che almeno in una di queste descrizioni avrete rivisto il vostro modo di seguire la partita!
Riccardo Agnello
(foto M.Dreosti)
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