di Guido Regis * Chiuso il mercato. Bianchi ed Ogbonna sono ancora qui e già questo non è poco. Scambio Belingheri per Pagano unanimemente riconosciuto come vantaggioso. Acquisto di una buona punta Antenucci, di un discreto centrocampista per la serie B ( a me non piace ma so essere obbiettivo checché se ne dica).Uniche stranezze la cessione di Scaglia, per il gioco di Lerda evidentemente non...

di Guido Regis *

Chiuso il mercato. Bianchi ed Ogbonna sono ancora qui e già questo non è poco. Scambio Belingheri per Pagano unanimemente riconosciuto come vantaggioso. Acquisto di una buona punta Antenucci, di un discreto centrocampista per la serie B ( a me non piace ma so essere obbiettivo checché se ne dica).
Uniche stranezze la cessione di Scaglia, per il gioco di Lerda evidentemente non era pedina fondamentale ed il “rischioso” arrivo di Gabioneta che era invece il suo primo obbiettivo da quest’estate. Si chiude l’inconcepibile e troppo lungo mercato di gennaio con la definitiva sistemazione degli esuberi e di quasi tutti i “flop” di questi ultimi due anni, si acquisisce un giovane terzino destro di cui si dice un gran bene, timido solo fuori dal campo. Si potrà discutere come sempre al bar, nelle “utilissime” trasmissioni filo granata, negli “interessantissimi” forum di presunti o veri torinisti, sui giornali e siti popolati da espertissimi giornalisti, di acquisti e cessioni mancate, di moduli ed allenatori da cambiare, di cordate pronte ad acquistare e dare una svolta e di un presidente che non molla perché …. chissà quale losco affare lo terrà legato al Toro. I fatti come sempre parlano, i neuroni in cortocircuito per vari motivi interpretano. La Cairese, come alcuni tifosi amano chiamarla, galleggia in zona play off della serie B. Nell’ultima partita disputata ha dimostrato di non patire su un altro campo difficile quale quello di Crotone, subisce l’ennesimo rigore inesistente, scopre un Bassi pararigori inedito, si fa infilare con il solito tiro della domenica e poi recupera, guarda caso, grazie a due nuovi arrivi ed al solito Capitanone, benché ancora fuori forma (e vorrei vedere).
Certo non c’è di che essere euforici ma i fatti sono questi, tra mille difficoltà e figlia di anni di gestione sciagurata, questa squadra, piaccia o no, è aggrappata alla zona che ti permette di respirare a pelo d’acqua, assume lentamente una fisionomia solida ed ora anche qualche vero esperto di calcio ammette che li può esserci la vera base per un futuro meno travagliato. Da domani si riparte con qualche sensazione positiva in più. Il Sig. Cairo ( mi auguro che chi legge abbia capito una volta per tutte che non sono un suo lacchè) non ha acquistato Messi e Kakà, ma ci si vorrà rendere conto una volta per tutte che poche squadre possono permettersi ancora queste follie e presto o tardi anche loro dovranno scrivere una parola fine all’immondo utilizzo di denaro “frodato” al popolino, benché spesso consenziente?
In compenso, tornando al Sig. Cairo, non ha più confezionato da almeno un anno errori e follie d’altro genere, anzi, sta finalmente seguendo, certo con titubanza in alcuni frangenti ancora esasperante, la strada che tutti i granata doc gli avevano indicato ( purtroppo ciascuno da solo, nel più tipico recente stile egocentrico e personalistico del tifoso granata) dall’inizio della sua avventura ad oggi.
La Cairese, lo ripeto in senso polemico ma con un significato che più in la comprenderete, fa la sua strada, senza infamia e senza lodo, ma fa la sua strada.
E il Toro che fa? Non siamo o forse posso dire eravamo noi il Toro? Noi chi?
I fatti signori, leggiamo i fatti. A questo che ho sempre definito meraviglioso, ineguagliabile, unico popolo granata è stata concessa una ennesima opportunità di contarsi, di dimostrare di esistere e di dare un segnale a costo zero, di unità d’intenti. Uno sforzo di pochi secondi su internet, o di qualche minuto in qualsiasi filiale bancaria San Paolo, avrebbe permesso di segnalare il proprio luogo del cuore e di conferire anche solo un minimo aiuto, ma certamente una grande spinta, per la ricostruzione del nostro tempio. Con poco più di 35.000 voti avremmo vinto !!!!
Appena 10921 voti, ma ci vogliamo rendere conto, siamo stati capaci di esprimere appena 10921 voti. Ma dove ca…spita sono gli altri 1.989.079 TIFOSI DEL TORO?
E non me ne frega nulla dei riconoscimenti avuti dal vicepresidente del FAI. L’obbiettivo doveva essere un altro non quello di segnalarci ma di vincere dove potevamo vincere senza se e ma, senza arbitri contro, giocatori mercenari, presidenti ed allenatori incompetenti. Dipendeva solo ed esclusivamente da noi..!!!
Questa è la dimensione di un tifo che ormai sembra lontano, forse per questione di tempi e generazioni, da quello in cui sono nato e cresciuto, ed evidentemente esige un “godimento” gratuito o a basso costo, pretendendolo come diritto divino, capace esclusivamente con mille scuse di sottrarsi anche al più semplice dei doveri di vero tifoso granata.
Troppi gli abbarbicati a siti internet, per altro sorti tra lacrime e sangue di pochi folli volenterosi, che si irritano fino alla diffamazione se viene proposto, non imposto, loro un abbonamento annuale che costa meno di venticinque numeri di un giornalaccio cittadino che sistematicamente li sbeffeggia, ma che acquistano senza colpo ferire.
Tifosi capaci quasi esclusivamente a trascorrere le loro giornate fino a tarda sera suddividendosi in fazioni nelle fazioni, intenti a stilare moduli, campagne acquisti, investimenti e quindi lamentele per ogni fatto ed atteggiamento che non segua le loro convinzioni, anche quelle più palesemente idiote. Ma quando si domanda loro un impegno anche solo di energie, non parliamo di soldi, per costruire insieme il futuro del Toro di cui dicono essere parte integrante, ecco che fioccano altri impegni, personalismi e modi “intimi” di vivere il tifo granata, distinguo, delusioni già patite, o “incompatibilità” con qualche “fratello”che ha il solo difetto di fare qualcosa oltre che blaterare.
Intanto pochi imbecilli idealisti, perché ormai solo questo siamo, si sbattono credendo di farlo per un popolo di veri ed onesti guerrieri defraudati di un loro diritto meritato.
Quattro gatti a sorbirsi riunioni su riunioni oltre che estenuanti e ripetute prese in giro da anni, pur di arrivare a costituire una fondazione per il Filadelfia. I nomi li sanno tutti, Mecu Beccaria, Marco Montiglio, Ottavio Sessa, Marina Gismondi…. Con loro una truppa di “come dire” nobili comparse o anche qualcosa di più, che se supera le cento unità è un miracolo. Una decina di “anonimi” che supportano da dentro le sedi istituzionali ed una altra decina che lo fanno da fuori. STOP.
Tra questi ci sono anche coloro che contestano Cairo ad oltranza ma che sono anche gli unici o quasi disposti ad esserci sempre all’Olimpico e a spendere il risparmio settimanale per un aereo od un treno fino a Crotone o Licata. Certo anche tra i non “contestatori” c’è qualche fedele seguace della squadra ovunque e comunque, ma la maggioranza dov’è? Non ci credo che l’assenza dallo stadio sia dettata per tutti dall’aver intrapreso una protesta silenziosa come nel mio caso. Ne ho sentiti una valanga assolutamente discordi, e poi? In montagna? Alle Gru? Forse a casa davanti al TV come il sottoscritto?
Ci sono poi quarantaquattro gatti, in parte zoppi, monoculi, atassici, bradipi, in parte ipercinetici, logorroici, isterici, ma tutti volenterosi, in giro per l’Italia, con base a Torino, che provano a diffondere l’unico progetto serio in grado di garantire una vera e definitiva rinascita del Toro, quello dell’azionariato diffuso di ToroMio. Non siamo noi a dire che questa è l’unica strada per il futuro del calcio e soprattutto del Toro.
Ebbene tanti ad annuire, tanti a dissentire, tantissimi a sbattersene. In un anno 400 adesioni? Si in effetti azionariato diffuso con chi? Con due milioni di persone che non sono state capaci nemmeno di portare il Fila a primeggiare in un concorso con voto “gratuito”?
Intanto qualche centinaio di sedicenti attivi scrivono a bassi od alti livelli ( sempre meno ), fanno trasmissioni, cene di beneficenza e quant’altro, tutto sotto l’insegna del Toro, ripetendo da anni le stesse identiche sterili menate: modulo, schema, allenatore, presidente, si fa così, si fa cosà, io lo so, ho ragione io, sono il più esperto, sono il più vicino a questo o a quello, io so ma non parlo, sono il più vecchio, sono il più tifoso, e quelli sbagliano, ed il presidente non compra, e il centrocampista è un brocco, e l’attaccante non segna, ed i pulman sono in affitto, ( che gli arbitri ci boicottano e le banche torinesi agevolano i fallimenti dei vari proprietari si dice sempre meno però…).
Crepa se provano ad incontrarsi per parlare e realizzare senza inutili protagonismi un vero progetto comune per il futuro granata. Tra questi pure gli amati ex calciatori e non aggiungo altro.
Non parliamo dei tifosi VIP. Chiambretti ad esempio nella sua originale trasmissione notturna ( non credo nel caso ed io, che raramente lo guardo, mi sono beccato proprio questa puntata), avendo invitato un tal Balzaretti in procinto di convolare a nozze, si è scusato quando ha dovuto parlare del Toro. Ma attenzione l’ha fatto solo per mettere in guardia la futura consorte sull’attitudine al tradimento più vigliacco del soggetto, spiegando, ripeto scusandosi, quanto a noi tristemente noto, corredando il tutto anche di qualche breve immagine. E gli altri VIP che fanno? Per carità non è grazie al Toro se sono diventati VIP, ma quando si raggiunge una visibilità anche meritata, una posizione di privilegio insomma, è così difficile rivolgere lo sguardo al periodo in cui anonimi ci si sedeva a gioire sugli spalti con altri fratelli meno bravi e forse anche meno fortunati? E questo privilegio ormai consolidato è così incompatibile con un impegno attivo nell’occuparsi insieme della gloriosa squadra del cuore? C’è un popolo che li invoca e loro se ne fregano. Al pari di tanti imprenditori granata ben più ricchi e solidi dell’attuale Presidente, che viaggiano in jet personali tra le varie signorili dimore europee e di oltre oceano, che si imbufaliscono ( credetemi ) ogni sabato per i risultati striminziti della loro squadra, ma si guardano bene dal rispondere agli appelli, anche solo per andare ad annusare la possibilità di costruire un futuro insieme ad altri tifosi.
Ecco che la “Cairese” signori miei diventa quasi un lusso per noi. Le giovanili sono con il vento in poppa, la prima squadra galleggia e non è detto che tra breve non riprenda a navigare.
Credetemi non sono un pessimista ma il Toro, invece, il nostro Toro, sembra affondare definitivamente perché i pochi salvagente si stanno sgonfiando e tutti gli altri che potrebbero fare da palloni aerostatici, stanno a guardare, ovviamente commentando.
Meno male che c’è la Juve a tirarci su un po’ il morale.
Poi se miracolosamente qualcuno finalmente ha una illuminazione sulla via di Damasco, si sveglia e decide miracolosamente di cambiare registro, ormai non può non sapere cosa deve fare.

* presidente Toro Club CTO "C. Sala"
http://www.torinoclubcto.com
http://www.toromio.net

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(foto M.Dreosti)

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