No, il vostro psicologo non è impazzito per via del caldo torrido che attanaglia Torino in questi giorni. Anche un completo inesperto di calcio noterebbe la differenza di spessore dei due organici e delle due dirigenze. Sembra quasi si giochino “due sport diversi” (per citare le...

No, il vostro psicologo non è impazzito per via del caldo torrido che attanaglia Torino in questi giorni. Anche un completo inesperto di calcio noterebbe la differenza di spessore dei due organici e delle due dirigenze. Sembra quasi si giochino “due sport diversi” (per citare le parole di un mio paziente…). Come se non bastasse, di recente a Venaria, son giunti due fuoriclasse internazionali come Tevez e Llorente ad aumentare ancor più questo divario.
Eppure in questi giorni il sentimento che si respira tra i miei pazienti è diverso dalla solita rassegnazione edalla solita inferiorità. Già perché per una volta abbiamo fatto la voce grossa in una trattativa con loro; il nostro presidente ha deciso le condizioni a cui vendere e non si è piegato alle iniziali INSENSATE offerte! Non si è lasciato intimidire dalla superiorità di una controparte che era forte anche della volontà del giocatore di vestire quella maglia, bensì ha fissato un prezzo (con e senza contropartite) e non ha ceduto di un centimetro dalla sua posizione, finendo per ottenere la quasi totalità della cifra prefissata. Tutto ciò potrebbe sembrare scontato, ma così non è infatti i precedenti casi di passaggi di giocatori da Torino a Juventus (non citando Balzaretti e Mantovani per via delle circostanze differenti che li han portati al bianconero) sono stati molto più “comodi” e assecondati da dirigenze a dir poco disastrate: come non citare il caso Pessotto, il quale passò per pochi miliardi alla Juve...
Per molti l’addio di Ogbonna (o Gobbona, suo nuovo soprannome) è stato traumatico, come si è spesso detto, ma per la maggioranza dei miei pazienti la sensazione principale è quella di averci guadagnato anche più del previsto e questo non può che dare una sensazione di orgoglio, paragonabile forse a un gol nel derby. Non sarà molto, ma potrebbe essere davvero un buon auspicio per far rivivere al torinista le sensazioni di un tempo nelle stracittadine. Certo, ora questo piccolo tesoretto va reinvestito adeguatamente, ma le sensazioni sono più che positive e per una volta si può dire di voler aspettare la fine del mercato con fiducia.
Riccardo Agnello
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