Quello che è successo sabato sera ha dell’incredibile, non  tanto per l’accaduto in sé, quanto per il modo in cui è accaduto. Ci sta che il Milan esca da Torino con un punto e che rimonti 2 gol al Toro, ci sta anche che lo faccia negli ultimi minuti. Per carità il divario è talmente elevato che non ci sarebbe...

Quello che è successo sabato sera ha dell’incredibile, non tanto per l’accaduto in sé, quanto per il modo in cui è accaduto. Ci sta che il Milan esca da Torino con un punto e che rimonti 2 gol al Toro, ci sta anche che lo faccia negli ultimi minuti. Per carità il divario è talmente elevato che non ci sarebbe da stupirsi di nulla, anzi, è già tanto che il nostro Toro abbia fatto la partita per 85 minuti, e su questo (lasciate che il vostro psicologo esprima una sua personale opinione), gran parte del merito va al mister Giampiero Ventura, anche se da molti miei pazienti additato come il colpevole della mancata vittoria a causa del cambio di Cerci (poco importa se veniva da una settimana di guai muscolari e poco importa se magari andava risparmiato per 2 scontri diretti che attendono il Toro nelle prossime giornate…) come se Alessio avesse, con la sua presenza, impedito il fallo da rigore. Ancora una volta il tifoso granata subisce un ingiustizia palese perché si sente anche privato della possibilità di esprimere fino in fondo il suo dissenso, in quanto il rigore era comunque netto, e se Pasquale avesse temporeggiato senza mettere la gamba la partita sarebbe finita con un bel giallo a Poli per simulazione e tutti a casa. La cosa più frustrante è spiegare a chi non ha visto la partita il motivo vero per cui il Milan non doveva pareggiare, spiegare che se per terra ci fosse stato Balotelli l’arbitro sarebbe andato di persona a verificarne le condizioni e avrebbe fermato il gioco, altro che non far fare il cambio con il sostituto già pronto a entrare. Ma ora basta piangerci addosso, cari pazienti, questi episodi devono rafforzare la passione per questa maglia e per questi colori. Concentriamoci su questa prestazione di squadra (e mister...) che dovrebbe renderci fieri di essere malati di torinismo. Vi sfido a dirmi quando è stata l’ultima volta che avete visto giocare il Toro così contro il Milan. Io personalmente devo andare molto, ma molto, indietro con la memoria. Una volta tanto, uscendo dallo stadio, al netto della rabbia, l’emozione dominante è stata l’orgoglio e poco importa se è arrivato solo un punto e se non abbiamo battuto sta “benedetta grande”, perché sicuramente giocando in questo modo, prima o poi qualche grande cadrà.
Riccardo Agnello
(foto M.Dreosti)
TORINO FC stagione calcistica Serie A 2013/2014  nella foto  Danilo D'Ambrosio

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