Occhi sgranata / Il Toro sta tirando la volata in maniera convincente tanto che viene considerato un mezzo passo falso non aver vinto il derby in casa della Juve
La vittoria della Lazio nella finale di Coppa Italia contro l'Atalanta è stato un duro colpo per l'ambiente granata, soprattutto se consideriamo il rigore solare negato ai bergamaschi nel primo tempo per un fallo di mano di Bastos, che era già ammonito. Lì in effetti la partita poteva cambiare. Comunque sia il cammino granata si è complicato e purtroppo non dipende più solo dal Toro. Assurdo che terminare la stagione a 66 punti potrebbe non bastare. Il tifoso granata in questi giorni sta vivendo un turbinio di emozioni.
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Il Toro sta tirando la volata in maniera convincente tanto che viene considerato un mezzo passo falso non aver vinto il derby in casa della Juve. Ora però la situazione è diventata complicata, non impossibile, ma difficile. Per andare in Europa occorre che il Toro vinca le ultime due giornate e che il Milan ne pareggi almeno una o che la Roma ne perda almeno una. Domenica scorsa Torino Sassuolo è stata una gara fantastica, degna della tradizione granata. Il match contro i neroverdi mi ha ricordato per l'andamento un'altra grande vittoria di oltre di 23 anni fa, un Torino-Cagliari della stagione 1994/95 (QUI il match) che vide il Toro andare sotto per un colpo di testa di Muzzi nel primo tempo. Il Toro dominò la prima frazione e raggiunse il pari solo allo scadere con Rizzitelli. Nella ripresa i granata, allora allenati da Nedo Sonetti, ebbero il pallino del gioco, ma al Delle Alpi il futuro granata Roberto Muzzi firmò il nuovo vantaggio cagliaritano. Ma il Toro reagì e nel giro di due minuti, con una doppietta di Abedì Pelé, riuscì a conquistare una vittoria quasi insperata. Anche domenica il Toro non si è fatto mancare nulla. Abbiamo visto i granata sbagliare il rigore sullo 0 a 0, andare sotto di un gol, raddrizzare la gara ad inizio secondo tempo, alzare il baricentro e beccarsi il nuovo vantaggio ospite e, a dieci minuti dalla fine, segnare due gol con il redivivo Zaza, che ha avuto il merito di rinfocolare le speranze granata, e con l'immenso Gallo a suggellare una gara con una rovesciata che come una bomba ha fatto esplodere la gioia dei tifosi del Toro. C'erano tanti bambini allo stadio e sono contento che abbiano avuto la possibiltà di vedere una prodezza di questo tipo. Diciamocelo, la rovesciata è quel gesto atletico che ci conquista sempre. Da bambini poi ancor di più. Non per nulla in Holly e Benji le rovesciate erano i gesti atletici più diffusi nel cartone animato. E poi alzi la mano quale tifoso granata da domenica ad oggi non sia andato a rivedere più di una volta la bellissima rovesciata del Gallo. Quel gol ha permesso al Toro di avere la meglio contro un Sassuolo mai domo e ha messo il punto ad una vittoria sontuosa, degna conclusione di una domenica al cardiopalma.
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Ora però inizia il difficile, ma che senso avrebbe fermarsi? Soltanto perché la Lazio ha ottenuto il pass per l'Europa League? E chi se ne frega! Noi dobbiamo andare avanti, il Toro deve andare avanti! Poi tra due domeniche faremo i conti. Il prossimo turno il Toro avrà un impegno difficilissimo, perché non c'è niente di peggio che affrontare una squadra all'ultima spiaggia per ottenere la salvezza. Inoltre il Toro al Castellani non ha una buona tradizione e l'ultima vittoria granata risale addirittura al 1984. Ma adesso tocca a noi e a tutto il popolo granata rovesciare la tradizione. Dobbiamo tutti avere fede e credere nell'obiettivo. Per farlo non dobbiamo pensare alla Coppa Italia e non dobbiamo fare dietrologia su partite che potrebbero apparire poco limpide. Non dobbiamo martellarci per i punti persi in campionato (tutte le squadre hanno perso punti) o per i torti subiti. Ormai è acqua passata. Ora viviamo convintamente il presente. Pensiamo solo a dare il massimo e a portare a casa i tre punti. Tutti gli altri pensieri non contano. Proprio come il Gallo, dobbiamo rovesciare la realtà e prenderci il nostro sogno. Ma soprattutto restiamo uniti. Tante sono state le critiche mosse a Urbano Cairo, ma attaccarlo in questi giorni, mi sembra davvero poco furbo. Lo so bene anche io che il Toro poteva essere già tranquillamente in zona Europa se non si fossero fatte determinate scelte, ma allo stesso tempo è troppo importante dare positività alla squadra e all'ambiente per minare l'entusiasmo della squadra con polemiche che oggi sarebbero totalmente inutili. Sotterriamo l'ascia di guerra e uniamoci per raggiungere quota 66. Tanto per analizzare, lodare o criticare non mancherà mai tempo.
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