L’ex capitano granata è rientrato tra i convocati dopo mesi di stop: ora può dare una mano al Cagliari nella corsa salvezza

“Spacca tutto”, “Vedrai che qui rinasci”: queste sono le frasi di incoraggiamento dei tifosi del Cagliari all’arrivo di Andrea Belotti, avvenuto lo scorso 1° settembre. “Ho sensazioni positive, ho già visto la squadra, c’è un grande potenziale”: la risposta dell’ex capitano granata. La voglia di riscatto non poteva che essere straripante. Dopo una parentesi lunga sette stagioni al Torino, con 113 marcature all’attivo, si è trasformato da sedentario a nomade. Quattro esperienze, tutte poco redditizie sul piano realizzativo: tra Roma, Firenze, Como e Lisbona aveva messo insieme appena 20 reti. Troppo poco per uno che, nell’ormai lontana stagione 2016-2017, ne aveva segnate 26 in una sola annata. Certo, complice anche qualche problema fisico, il suo apporto era già andato in calando anche in granata. Ma non fu questo il motivo della separazione del 2021 dalla società guidata da Urbano Cairo. Cagliari rappresentava l’occasione per respirare nuova linfa. Dalle spiagge mozzafiato della Sardegna a quelle di altrettanto impatto del Salento, dove il Gallo tornava a cantare in un venerdì notte di fine estate. Il Lecce veniva tramortito da una sua doppietta, come non accadeva dal 2 giugno 2024, in un Atalanta-Fiorentina. “Ci sono notti e notti. Che risveglio, che weekend”, scriveva sul suo profilo Instagram, sfoggiando la cresta, il suo marchio distintivo. Il calcio, però, sa essere parecchio crudele e bastano appena otto giorni per rimescolare tutto. Dalle sensazioni di rivalsa si passa a quelle peggiori di un infortunio che stronca la stagione. “Abbiamo perso un guerriero che ci poteva dare tanto”, è stato il commento di un Fabio Pisacane amareggiato, di fronte a quella che si preannunciava una lunga assenza del Gallo.

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Belotti, un lungo calvario e la panchina con il Sassuolo

È al 44’ di Cagliari-Inter del 27 settembre che tutto va in frantumi: un lancio in profondità, una corsa alla ricerca del pallone, il movimento innaturale del ginocchio e “crac”. Il responso degli esami è la lesione del legamento crociato anteriore. Seguono l’intervento chirurgico, eseguito dal professor Zaffagnini il 1° ottobre, e l’inevitabile lungo calvario. Una via Crucis che trova un piccolo spiraglio di lieto fine nel turno di campionato che cade proprio nel weekend di Pasqua. L a stagione del Gallo, che sembrava impossibile da raddrizzare, ha ancora un domani. È lo stesso Belotti, il 7 marzo, nel post partita di Cagliari-Como, ad annunciare il suo imminente ritorno: “Il rientro, se tutto andrà bene come finora, dovrebbe esserci tra un mese”. E si arriva così alla conclusione, alla migliore delle notizie. “Viene con noi a Reggio Emilia, ma deve completare ancora il processo di recupero”, sono le dichiarazioni della vigilia di Sassuolo-Cagliari di mister Pisacane. Un’ottima notizia per Belotti e soprattutto per il tecnico rossoblù. Oggi, al Mapei, sia il Gallo sia Pisacane, dalla panchina, hanno assistito all’ennesimo scivolone di un periodo davvero complicato per i sardi. Nell’ultimo mese nessuno ha fatto peggio in Serie A: appena due punti, arrivando alla sosta con tre sconfitte di fila. Oggi è arrivata anche la quarta, contro il Sassuolo. La zona retrocessione dista solo tre lunghezze ed è il momento di tirare fuori qualcosa in più. Belotti, con la sua esperienza, può essere utile anche per scuotere un attacco fermo a 4 gol nelle ultime 8 uscite, con la speranza che la partita della penultima giornata, tutt’altro che banale contro il Torino, sia solo un allenamento ad alta intensità.

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