Lo sfogo social dell’attaccante classe 2005, che ha detto basta: “Buste, raccomandazioni e mancanza di rispetto: ho visto cose indegne”

Sedici presenze e una rete per Federico Mangiameli nella scorsa stagione tra le fila della Primavera del Torino. Punta centrale, classe 2005, giunto in granata a titolo temporaneo dal Bologna, aveva raccolto soltanto quattro presenze dal primo minuto. Ciononostante, l’impatto è stato immediatamente positivo: si è regalato il gol all’esordio, dopo appena un quarto d’ora dall’ingresso in campo, alla prima di campionato contro la Roma. Al termine della stagione ha fatto ritorno nella sua città d’origine, al Club Milano, in Serie D. Si era garantito dieci presenze, fino a quando ha deciso di dire basta. E ora il suo nome, in queste ore, non circola tra le testate per le prestazioni sportive, ma per alcune dichiarazioni. Mangiameli, come tutti gli italiani appassionati di calcio, non può che essere rimasto deluso dalla terza esclusione consecutiva dell’Italia ai campionati del mondo. Tuttavia, attraverso una storia pubblicata sul suo profilo Instagram, ha offerto una lettura più profonda di un sistema che conosce da vicino. “Da un lato rosico, dall’altro sono felice: solo chi ha vissuto quel mondo può sapere lo schifo che c’è dietro - ha scritto, in uno sfogo. “Procuratori che portano giocatori dalla Promozione alla Serie C grazie a una busta con 50mila euro, Serie A e Primavere fatte solo di stranieri pagati follie al mese, oppure allenatori che non potevano neanche decidere chi schierare”.

La realtà raccontata da Mangiameli non può lasciare indifferenti. È quella di un ragazzo di 20 anni disilluso di fronte al sogno inseguito per una vita: “Mi è capitato di vedere cose indegne per soldi, compagni di squadra trattati in maniera oscena dai dirigenti, senza rispetto. Tutto questo è il sistema del calcio italiano, un sistema tossico che felicemente ho lasciato da un po’”. Un sistema da rifondare. Ieri, un timido segnale è arrivato dalle dimissioni di Gabriele Gravina da presidente della Federcalcio, che dopo la sconfitta in Bosnia aveva rilasciato dichiarazioni discutibili, paragonando il calcio ad altre discipline sportive. Parole che non hanno fatto altro che gettare ulteriore benzina sul fuoco. Mangiameli, riprendendo tali dichiarazioni, offre un quadro da cui il calcio, al confronto, esce sconfitto: “A differenza degli altri sport è diventato quello da non prendere come esempio: gente che si lancia per terra in continuazione, raccomandazioni, persone ignoranti, maleducate e che per quattro soldi farebbero di tutto. Questo poi è il risultato”.

Primavera, Juventus-Torino Mangiameli

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