CONTESTAZIONEA me hanno insegnato che le case si costruiscono a partire dalle fondamenta e con materiali buoni. Al Torino invece la priorità viene data alla prima squadra cioè al tetto. Ogni anno il tetto crolla e si ricomincia a costruire la prima squadra. Non credo che la piazza del Torino sia difficile. Penso che i tifosi granata siano molto pazienti, comprensivi e competenti....

CONTESTAZIONE
A me hanno insegnato che le case si costruiscono a partire dalle fondamenta e con materiali buoni. Al Torino invece la priorità viene data alla prima squadra cioè al tetto. Ogni anno il tetto crolla e si ricomincia a costruire la prima squadra. Non credo che la piazza del Torino sia difficile. Penso che i tifosi granata siano molto pazienti, comprensivi e competenti. Non hanno mai chiesto la luna. Pretendono solo il rispetto per la maglia granata. L'ambiente è diviso perchè la strada intrapresa è sbagliata, non porta da nessuna parte. Non c'è un progetto di lungo respiro. Si vive con affanno a rincorrere la promozione, la salvezza poi di nuovo la promozione. Le cose fatte per bene hanno bisogno di tempo e concretezza. Cairo ha persegiuto risultati immediati, visibilità, pubblicità. Ha raggiunto il suo obiettivo: al primo anno della sua gestione ha portato il Torino in serie A. L'anno dopo si è salvato. Ma si sa che senza basi solide la casa crolla, non dura a lungo.
Alberto


TRISTEZZA PER FAVORE VAI VIA…
non aver la mania... di abitare da me!!!
Per chi ha un minimo di memoria musicale, questa canzone brasiliana è dedicata al nostro Toro. Proviamo a pensare positivo: malgrado facciamo pena (avrei altre parole ma preferisco non usarle), siamo comunque vicini alla zona play off, e se ripartissimo col piede giusto nel 2010 potremmo reinserirci. Se avessimo vinto solo col Lecce (partita buttata ai porci), col Cesena (ero allo stadio, e ci siamo fatti rimontare proprio da polli) e col Sassuolo (col presunto rigore, non concesso a Bianchi) avremmo 7 punti in più e saremmo secondi. Senza pensare alle prestazioni vomitevoli che tutti abbiamo visto quest'anno (Padova, Triestina, Crotone ecc.). Ma il problema non è solo una questione di punti. E' una questione 1)d'amore verso questa squadra. Amore che ormai sta languendo. 2)di credito da parte dei tifosi. Che è in sofferenza come una banca senza soldi.3) di immagine nei confronti del mondo degli appassionati di calcio in genere. Che ormai condiderano il Torino come una società meno che mediocre, per non dire ridicola. Sarà duro uscire da questo fosso, almeno l'anno scorso ci si consolava un po' (sai che consolazione) con le ingiustizie arbitrali, ma quest'anno è proprio nera. Le cause le conosciamo tutti, e il rammarico maggiore è pensare che una volta il nostro settore giovanile era il migliore.....
Buon natale a tutti gli amici tifosi.
Edoardo Mariatti



GLI IRRIDUCIBILI

Nel senso che meno di quello che producono non è possibile, che la qualità che esprimono non si può ulteriormente ridurre. Il problema è che evidentemente,ormai, niente di più sono capaci di produrre. E' un rammarico per noi tifosi speranzosi che le regole di questo "nuovo" calcio ci consentissero di tornare ad essere protagonisti. E' un rammarico per gli uomini in mutande che hanno avuto l'opportunità di ritagliarsi uno spazio nella storia di una gloriosa Società. E' un rammarico per una dirigenza che aveva l'opportunità di dimostrarsi lungimirante e "capace" di programmare un rilancio. E' un rammarico e sopratutto una vergogna.
Franco S. Mauro



NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA

Ci lamentiamo di Di Michele, che è un eterno incompiuto, nè carne nè pesce, peraltro oramai da tempo un calciatore finito, nonostante le scintille di inizio campionato, ma Bianchi siamo sicuri che è un valore aggiunto e non piuttosto un buon giocatore per la B? Non è in grado di fare uno stop di petto senza che la palla rotoli distante, non è in grado di fare salire la squadra difendendo palla, di testa sui rilanci da metà campo neanche salta e, se salta, è sempre grossolanamente fuori tempo (si riveda le videocassette di Stellone da noi scaricato...), di dialogare con i compagni o dribblare non parliamone e quando non fa fallo è PERENNEMENTE IN FUORIGIOCO!!! Certo se gliela metti sulla testa poi segna ma il gioco di squadra è altra cosa. Un'ultima domanda: abbiamo due registi di ruolo uno lo teniamo in panchina, l'altro lo facciamo giocare esterno di centrocampo e Zanetti, uno dei più mediocri interditori che abbiamo avuto, utile solo quando è infortunato perchè così non toglie spazio ad altri, fa il registra...ma vi sembra normale? Credo avesse ragione chi un giorno disse, con dispiacere, che il TORO era finito quel giorno ad Acqui Terme nel 2005. Questi sono solo zombi...
Massimo plimmiri



LAVORARE ?
Per cinque giorni su sette, ma delle volte anche per sette su sette, tutti noi usciamo di casa per andare a lavorare. Lavorare serve per vivere perchè, solitamente, procura guadagno. Lavorare serve all'essere umano anche per rendersi utile. Lavorare serve per farci capire che siamo capaci a fare qualcosa. Talvolta il lavoro diventa la parte più importante nella vita di alcuni. Per questi si usa dire che il lavoro serve per "realizzarsi". Il lavoro però serve anche come modello educativo perchè, nella maggior parte delle occupazioni, quando uno lavora è come l'ingranaggio di una macchina complessa che comprende anche gli altri: i colleghi, i fornitori, i clienti. Il lavoro ci mette dentro un sistema nel quale se non vai bane rischi di essere messo da parte, anche licenziato. Una squadra di calcio è un sistema bizzarro: qui anche se non si lavora ad essere licenziato è sempre solo il direttore del personale, tutti i dipendenti possono grattarsi finchè gli pare perchè loro non rischiano mai. Il padrone li paga sempre, Cairo li paga pure troppo, vada come vada. E dopo ogni sconfitta la solita frase: "c'è tanto da lavorare!" Ma fino ad adesso che cavolo avete fatto? Gli atleti che lavorano davvero, podisti, ciclisti, pugili, nuotatori.. lavorano 6, anche 8 ore tutti i giorni. Loro se perdono, o se non vanno forte, non possono scaricare sugli altri le responsabilità. Ho amici che fanno sport a livello amatoriale che si allenano il doppio delle ore/settimana dei nostri giocatori. E lo fanno per pura passione, senza gudagnare una lira. Io stesso quando pedalavo seriamente stavo in bici più di 24 ore la settimana. Invece pure Beretta ci dice che c'è tanto da lavorare. Io spero che la ruota giri, Io so che questo campionato si può ancora vincere, ma so anche che sarebbe giusto che a pagare non fosse sempre il Colantuono di turno. Noi tiferemo fino all'ultimo giorno, ma voi almeno lavorate davvero!
Forza Noi.
Sergio Buricchi

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