ANALISICarissimi amici di Toronews,nell’ultima partita del Toro con l’Udinese ho visto qualcosa di positivo  e innovativo nel nostro Toro. Infatti mentre nelle due precedenti partite i nostri si davano tanto da fare ma non concludevano per poi, incassati i goals, intercettare sempre la palla per spararla a caso nell’altra parte del campo dove SEMPRE c’era un avversario che...

ANALISI
Carissimi amici di Toronews,
nell’ultima partita del Toro con l’Udinese ho visto qualcosa di positivo e innovativo nel nostro Toro. Infatti mentre nelle due precedenti partite i nostri si davano tanto da fare ma non concludevano per poi, incassati i goals, intercettare sempre la palla per spararla a caso nell’altra parte del campo dove SEMPRE c’era un avversario che la coglieva con estrema facilità e rincominciava l’azione, ora, con l’Udinese, ho visto delle VERTICALIZZAZIONI. La palla passava velocemente verso l’area avversaria senza dare il tempo agli avversari di organizzarsi e di intercettarla. È grazie a questo che si è realizzato un goal addirittura al 5° minuto! E dire che mancava un elemento importante come Rosina. Insomma si è fatto il contrario di ciò che fa il nostro Toro da un bel po’ di tempo a questa parte: si è realizzato il massimo (addirittura il goal)con il minimo di sforzo impiegato. Qualcuno asseriva che fosse proprio la mancanza di Corini, grande professionista ma ormai vecchiotto, a permettere la velocità di quelle azioni. Bene, ammesso e non concesso che sia così perché non schierarlo nella seconda parte del match per meglio organizzare la difesa visto l’evidente calo della squadra sui lunghi(…!) tempi?
GDB è un autentico cuore granata ma mi sembra che dopo l’esperienza spagnola si sia ammorbidito un poco e malato di eccessivo ottimismo. Gianni, con le squadre minori bisogna scendere con il coltello tra i denti e fare punti! Ragioniamo ora come se fossimo alle ultime giornate di campionato.
Ai giornali chiedo perché quando il Toro calibra le proprie energie e vince non sono mai soddisfatti perché ha…”vinto con cinismo” mentre quando a vincere sono gli altri con poco sforzo hanno “fatto una partita straordinaria”?
A Gianni direi va bene sperimentare nuove formazioni per scoprire quella che meglio funziona ma lo farei con le grandi. Con le minori direi squadra fortunata squadra che non si cambia (e quindi riproponiamo la formazione che ha vinto con il Lecce o ha lasciato intravedere qualche barlume con l’Udinese).
Le energie fisiche dei giocatori (di qualsiasi squadra si tratti) non sono infinite. Quando i nostri giocatori si affannano appresso alla sfera devono usare i piedi ma anche la testa, costruire azioni e capitalizzare cioè vincere la partita per fare punti (anche i pareggi ma con le grandi servirebbero a qualcosa).Sennò si arriverà come l’anno scorso al momento in cui salteranno i nervi a giocatori, allenatore e tifosi perché dopo tante giornate di buon gioco (e alzi la mano chi l’anno scorso non ha detto che nella prima parte del campionato la nostra squadra c’era e “tirava” bene)…si rischiava seriamente di retrocedere in B.
Amici di toronews lasciatemi spendere qualche parola riguardo al nostro presidente Cairo. Quest’anno ha fatto ciò che andava fatto. Una campagna oculata acquisendo buoni giocatori ( eppure i criticoni hanno storto il naso per l’acquisto di Amoroso) e ha speso dei soldini sonanti per l’acquisto di una punta vera. A lui chiedo soltanto di CONTINUARE a COSTRUIRE cioè non abbassare il livello di guardia cercando di vendere (o prestare) al meglio i giocatori inutili e di continuare a prenderne di buoni a parametro zero o con un un relativamente basso prezzo di riscatto. Non dimentichiamoci quindi del mercato di gennaio. Per dirla in parole spicciole ben vengano altri Sereni, Abate o Rubin. Vendiamo al momento giusto e al miglior prezzo possibile i Barone, Abbruscato o l’ingestibile Di Michele. Per la cronaca vorrei ricordare agli amici tifosi che l’ultima volta che Stellone ha segnato è stato quando la dirigenza aveva ormai deciso di venderlo nello scorso mercato di gennaio. E a provare questo c’era il fatto che per la prima volta il suo stipendio è arrivato in ritardo di 3 mesi. Confermato il giocatore quel goal è rimasto unico in tutti i sensi. Vorrei chiedere infine al nostro presidente di non prestare ascolto alle critiche verso il suo operato che arrivano puntuali da signorini banfoni, spesso milanisti o gobbi, che da parte loro non sanno neanche gestirsi il bilancio famigliare mensile.
Vorrei ricordare a tutti come in Italia, nel calcio e sopratutto a Torino NON si combatta ad armi pari. La critica di noi tifosi è bene che ci sia ma deve essere COSTRUTTIVA. Io ad esempio nella malaugurata ipotesi che il presidente fosse obbligato dagli eventi a cambiare allenatore sostituirei GDB con Novellino che è comunque sul libro paga del Presidente e un buon allenatore.
Vorrei infine chiedere veramente a Presidente e allenatore di non correre seri rischi di retrocessione. Questo sarebbe già un BEL RISULTATO ottenuto. Sì non sto farneticando. Infatti è questo che attendono con ansia i gobbi. Più di una loro vittoria in Champions, più di una loro rivalsa sull’usurpatrice Inter, più di un derby vinto con furto o addirittura onestamente. Perché?Mah! ‘E difficile comprendere la contorta (per semplificare) mentalità giuventina ma pare che la retrocessione in B bruci ancora e il fatto di detenere il primato come squadra di Torino, ultima a essere retrocessa bruci ancora immensamente. E allora nella parte più celata del loro cuore coltivano questo desiderio pronto a venire alla luce ogni volta che le cose non ci vanno troppo bene o che incontriamo i simpatici Gava e Bergonzi.
Certo anche vincere finalmente un derby sarebbe una soddisfazione ma per noi torinisti meglio essere scaramantici, speriamo in un pareggio. Ringrazio amici tifosi e di toronews che fin qui mi hanno sopportato e …..FORZA VECCHIO CUORE GRANATA!!!!!!!!!!!!!
Marco S.
Roletto (To)

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DUBBIOSO
Gentile redazione di TORONEWS,
rare volte mi sono permesso di scrivere per esporre una mia opinione sul mioTORO, sia perché non mi piace criticare ciò che amo, sia perché le parole volano, ma questa volta mi sento in dovere di esprimere tutti i miei dubbi sulla situazione attuale.
Non nego che anche quest’ anno gli arbitraggi hanno dato il loro contributo al torello che si vede in campo, ma come dice il buon Urbano, “non nascondiamoci dietro agli avvenimenti”: il TORO c’è ma dura poco, come se avesse paura di continuare la corsa durante il match ma perché? Gli esempi di Reggina, Chievo, Lazio e Udinese sono esemplari. Preferirei non commentare quella con la Lazio altrimenti verrei di sicuro censurato….
Abbiamo un potenziale davvero enorme che farebbe invidia ai vari Napoli, Genoa e Atalantq che stanno facendo un campionato, almeno fino ad ora, fuori dalle aspettative; quindi io proporrei di rimanere sempre e come sempre con i piedi per terra, senza esaltazioni o depressioni varie, ma solo con cattiveria (anche non solo agonistica se servisse!) lottare sempre e ovunque, a testa bassa e senza paura di nessuno e niente. Se questo non avviene fin dalla prossima partita allora Signori miei, i miei dubbi diventeranno paura vera.
Grazie
Federico F. RAMOS – da Pesaro

A PULICICLONE
Braccia al cielo, muscoli tesi, quasi a volerlo toccare, i pugni chiusi in segno di tenacia. con la faccia sfigurata dalla fatica ma mai dai connotati bestiali, allucinati dei calciatori moderni.
E'questa l'immagine che mi provoca un brivido dentro, un'emozione unica ogni volta che la rivedo.
Un esempio di vita per tutti, che va oltre al già nobile concetto di sport leale e sincero.
Quando dici che 'per far paura occorre non averla' dici una cosa sacrosanta ma, aimè, sempre più difficile a trovarla su un campo di calcio come nella vita quotidiana.
Lo so che le tue, non sono parole di circostanza o atteggiamenti ipocriti, ma realtà.
Lo hai dimostrato nella tua carriera come nel quotidiano, scegliendo l'apparente umile scelta di insegnare il gioco del calcio ai giovani, quando in realtà fatto come lo fai tu è la più grande palestra di vita.
Continua e non mollare mai, lo so che non scenderai mai a compromessi, lo so che non ti sentirò mai parlare del toro in veste ufficiale,mantieniti fuori da questo mondo che non ti appartiene, noi ci accontenteremo di ricordarti a braccia aperte che corri sotto la maratona come un innamorato corre verso la propria donna.
Stefano

SOLO PSICOLOGIA?
Allenatore: Gianni De Biasi. Un cursus honorum di tutto rispetto e una serietà professionale che nessuno mette in dubbio. La squadra : migliore, almeno
sulla carta, rispetto a quella della passata stagione, soprattutto in avanti,sembra esserci maggiore peso. Il modulo adottato come base è il 4-3-3. Eppure, inutile negarlo, le cose non vanno come dovrebbero. Dopo 6 giornate di campionato il bilancio è abbastanza magro: una vittoria, due pareggi, tre sconfitte. La società ed i tifosi parlano di salvezza tranquilla ma secondo me si capisce, sentendoli parlare, che segretamente ambiscono a qualcosa di più. “Vediamo come va a finire” dicono i più che si recano puntualmente allo stadio con la speranza che arrivi la volta buona, la domenica in cui si possa finalmente spiccare il volo.
Ma il decollo ritarda, anzi, si ha l’impressione di sfiorare costantemente ilsuolo.
Poi, a un certo punto, si comincia a parlare con insistenza di squadra immatura, di crisi di panico; insomma: problemi psicologici più che tecnici. La squadra macina gioco. Però al termine dei novanta minuti il bilancio è sempre in rosso. Il campionato, intanto, prosegue.
Si pensa di ricorrere all’aiuto di un noto specialista in terapie psicologiche perché la squadra va a rete ma non riesce a sostenere il vantaggio: viene sistematicamente raggiunta. E se agguanta il pareggio viene di nuovo superata. Il primo tempo sembra favore ma poi, fatalmente…Eppure, tra rocamboleschi pareggi e cadute clamorose degli avversari, i punti si accumulano e la distanza di sicurezza dalla zona retrocessione (due punti) viene mantenuta inalterata.
L'incertezza psicologica tiene banco. A un certo momento si punta il dito contro la difesa. “E’ fatta di brocchi” dicono alcuni. “No, è colpa del centrocampo” dicono altri “non fa filtro ed è leggero come una piuma”.
I malumori verso la società crescono: si rimprovera la cessione di un centrocampista di quantità (avvenuta nel corso dell’estate) ed il mancato acquisto di un difensore veloce nell’uno contro uno e rapido sulle ripartenze avversarie. La società provvede: viene acquistato un altro difensore centrale. Le cose però non cambiano. La piazza reclama una testa, un capro espiatorio. Così, all’inizio del girone di ritorno Gianni De Biasi viene esonerato, nonostante i due punti di distanza dalla zona retrocessione.
Il nuovo allenatore pretende subito l’acquisto di un uomo d’ordine, capace di dare sicurezza e di fare da collante tra difesa e centrocampo. E il nuovo acquisto arriva: straniero, ex nazionale, aplomb scandinavo. Finalmente una vittoria, poi un pareggio. Ma si ricade subito nel baratro: una serie interminabile di sconfitte: la squadra è ultima. A poche giornate dalla fine viene disperatamente richiamato De Biasi. La squadra reagisce, ci sono due vittorie insperate…ma è troppo tardi. Si retrocede. All’ultima giornata e per soli due punti. "Se si fosse evitato di cacciare De Biasi..." dice la gente nei bar.
Beh, questa storia è vera, dall'inizio alla fine. Per fortuna non riguarda il Toro ma riguarda, anzi ha riguardato, Gianni De Biasi. La squadra era il Cosenza ed il campionato quello di B della stagione 96-97. All'epocala gente disse: abbiamo cambiato allenatore ed invece ci serviva uno psicoanalista...
Leo L.

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