Un Toro solido, caparbio e coinvolgente ferma la Roma: l'analisi tattica del match

In occasione della 5° giornata di Serie A, il Torino ospita la Roma, dando vita ad una partita equilibratissima, che terminerà appunto 1-1. Entrambe le squadre hanno creato 1,11 expected goals (gol attesi), ed effettuato quasi lo stesso numero di tiri, ma un dato che sorprende è il numero di contrasti totali vinti: 43 per i granata, e 45 per i giallorossi. Basta questo per darci l'idea di quella che è stata una partita basata prevalentemente sul lato fisico, per entrambe le squadre.

Italian Serie A, Torino Fc - As Roma

Juric ha messo in campo lo stesso reparto difensivo che sta schierando -con ottimi risultati- dall'inizio della stagione. A centrocampo Tameze viene affiancato da Ilic, mentre sulle corsie sono stati confermati Bellanova e Lazaro. Davanti è stato confermato il trio schierato a Salerno, composto da Radonjic, Zapata e Seck.

Mourinho, a sorpresa, schiera la Roma a specchio, con un 3-4-3, che vede Dybala, Lukaku ed El Shaarawy tra i riferimenti avanzati.

LA VERTICALITÀ DEI GRANATA

Rispetto alle prime partite della stagione, il Toro gioca con più coraggio e rapidità, e in questa partita abbiamo visto altri ottimi spunti. Da parte della Roma, abbiamo visto un atteggiamento più aggressivo del solito, con un baricentro medio-alto e marcature a uomo. Per far fronte al pressing capitolino, abbiamo visto i soliti scivolamenti di Ilic all'interno della linea difensiva, per avere la superiorità numerica contro gli attaccanti della Roma.

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L'obiettivo dei granata, era quello di attirare nella propria metà campo la seconda linea di pressione degli avversari, in modo da superarla con un passaggio verso gli attaccanti.

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Erano molto frequenti i movimenti incontro di Seck, che potevano essere per scambiarsi di posizione con Tameze, oppure per liberare spazio a Zapata

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Molto spesso, si decideva di giocarsi la parità numerica nella metà campo avversaria, con il lancio lungo verso Zapata, che poteva giocarsi il duello aereo con Llorente: lo spagnolo e il colombiano se ne sono giocati ben 11, di cui 7 vinti da Llorente e 4 da Zapata. Le seconde palle, molte volte finivano sui piedi delle mezzepunte, che potevano giocarsi l'1v1.

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Per trapassare il blocco basso della Roma, sono serviti, come nella precedente partita, gli inserimenti sulle corsie da parte di centrocampisti o braccetti. Ma rispetto alla partita contro la Salernitana, ne abbiamo visti di meno, a causa del dispendioso impiego che hanno dovuto
svolgere in fase di non possesso.

LA FASE DIFENSIVA (QUASI) PERFETTA

La fase difensiva dei granata è stata veramente impeccabile in questa partita, tanto da contenere i due uomini più pericolosi della Roma: Lukaku e Dybala, che sono stati francobollati per tutta la partita, rispettivamente da Buongiorno e Rodriguez. In fase di costruzione la struttura dei giallorossi era riconducibile ad un 4+2, con un centrale che si alzava affianco a Paredes, permettendo a Cristante di avanzare, oppure con Kristensen che si alzava sulla corsia di destra, permettendo a Dybala di accentrarsi.

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Il Toro ha bloccato questo tentativo di costruzione dal basso, marcando a uomo con un baricentro molto alto. La Roma poteva quindi andare al lancio lungo per cercare Lukaku di testa, che però ha dovuto battagliare con Buongiorno, con scarsi risultati: il difensore granata ha vinto 6 dei 9 duelli aerei che si è giocato, mentre Lukaku solo 2 su 8.

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Spesso i due venivano lasciati 1v1, anche in campo aperto, ma Buongiorno se l'è cavata alla grande anche in queste situazioni.

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Mentre Dybala, è stato più coinvolto nel gioco, ma Rodriguez è stato perfetto nel seguirlo a tutto campo. Anche quando l'argentino usciva dalla propria zona di competenza per prendere fiato, si ritrovava il capitano granata alle calcagna, pronto a sradicargli il pallone.

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Dybala, infatti, ha perso ben 19 volte il possesso del pallone, mentre Rodriguez ha vinto 6 contrasti su 7, facendo oltretutto 3 intercetti e 2 salvataggi. I capitolini hanno trovato il gol soltanto al 68', in una situazione piuttosto travagliata: Buongiorno marca eccellentemente Lukaku in area di rigore, ma un pallone indirizzato verso il belga viene accidentalmente deviato da Tameze, cambiando traiettoria, e finendo sul piede forte del numero 90, che a quel punto può girarsi facilmente e concludere.

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L'INGRESSO DI KARAMOH E SANABRIA

La partita viene cambiata dall'ingresso in campo di Sanabria e Karamoh, subentrati al posto di Seck e Tameze. Il paraguaiano recupera un pallone, e manda Karamoh in velocità, avviando la transizione. Il francese arriva nella trequarti avversaria e si guadagna un calcio di punizione, dal quale poi nascerà il gol del pareggio di Zapata che attacca bene il secondo palo.

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I granata, dopo il disastroso 4-1 di Milano, hanno finalmente ritrovato la solidità difensiva che li contraddistingueva, ottenendo un risultato importante contro una big. Ma un segnale molto positivo è dato dalle trame offensive che il Toro ha proposto nella partita contro la Salernitana, e anche oggi, contro una difesa decisamente più solida.

Le tendenze tattiche sono differenti rispetto allo scorso anno, e solo il tempo saprà dirci se questi cambiamenti possono portare il Toro ad un miglioramento.

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