Alla ricerca della salvezza, il Torino guarda anche al mercato... calciatori e societario: cosa ne pensano i presidenti dei Toro Club?
Chi riscattare al termine della stagione? (VIDEO)
Quattro domande, tre pareri e un dibattito sulle ultime in casa granata. Torna "Parola ai Club", il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Tre diversi membri di tre Toro Club sparsi in giro per l'Italia sono i protagonisti di questo format. Per questa puntata abbiamo intervistato Mario Patrignani (presidente Toro Club Fedelissimi di Pesaro), Paolo Destefanis (presidente Toro Club Roero Granata) e Ezio Sindici (presidente Toro Club Borgaro Granata). Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande.
Che idea vi siete fatti delle voci sempre più insistenti su un Toro al centro dell’interesse di fondi e investitori esteri?
Patrignani: "Con tutte le illusioni e delusioni che abbiamo avuto, aspettiamo che ci sia qualcosa di reale. Sono stufo di delusioni cocenti, dalla Red Bull in poi. Sarei contento ed entusiasta, però non voglio avere altre delusioni come nel recente passato. Me lo auguro, perché così non si può più andare avanti. Nella Red Bull ci credevo, poi si diceva che nell’ultimo anno ci sono state diverse proposte. Certo è che, dopo la marcia del 4 maggio e le contestazioni civili e pacifiche, ma molto molto potenti – per cui anch’io do l’anima – continuare così dopo 21 anni vorrebbe dire andare nell’abisso e rischiare di morire. Quindi è assolutamente indispensabile un cambiamento di società".
Destefanis: "Da una parte va bene, c’è l’intenzione di vendere. Io tante volte tendo ad essere un po’ conservatore, quando si parla di grande finanza. Una svolta in questo momento è necessaria. C’è un distacco tra dirigenza e popolo che rispecchia la politica del club. Non si va più nella stessa direzione. Ma già da tempo, al di là delle prese di posizione che ci sono. L’unica cosa che posso auspicare è di non trovarci ad essere cavalcati da dei corsari. Tutti vorremmo un presidente ricco e pronto ad avere un progetto. Mi rendo conto che non siamo una piazza come Como, abbiamo molto più prestigio però non so quanto un capitale estero possa essere interessato a una piazza che ha un’ansia di risultati come la nostra. Risultati che, però, ci meritiamo".
Sindici: "Io, sinceramente, finché non tocco con mano non credo tanto. In tutti questi anni circolavano voci sulla Red Bull che doveva prendersi il Toro, invece non è successo niente e c'è ancora Cairo. Io sono scettico finché non vedo qualcosa di tangibile. Il lavoro fatto da Cairo l'abbiamo visto negli anni: siamo anche andati in Serie B, però ultimamente siamo rimasti sempre lì verso il dodicesimo posto. Anche portare i giovani allo stadio diventa sempre più difficile. Io sono pienamente d'accordo con la contestazione, finché Cairo non lascia noi non possiamo fermarci. Bisogna dare supporto alla contestazione, andando in trasferta, mentre in casa mostrargli che noi non ci siamo per lui".
Contro il Verona il Toro conquisterà la salvezza? Riuscirà D'Aversa a superare i 44 punti dello scorso anno?
Patrignani: "A me di superare i punti dell’anno scorso interessa molto, molto poco. Tutto questo entusiasmo per la vittoria di Pisa… raramente si sono viste due squadre così scarse come quelle di domenica. Si dice sempre che i tifosi sono attaccati ai risultati, e invece non è vero niente. I tifosi sono attaccati a chi gioca per la maglia, dà l’anima, a chi esce stremato dal campo. Poi sì, vincere è una conseguenza.Il Toro per me è ormai salvo. Non ha avuto molto senso tenere Baroni: andava esonerato già dopo la partita di Parma, dopo il “castello” con Vlasic a marcare Pellegrino. Se si fosse continuato con lui si sarebbe andati in B. Il nostro problema adesso è che non abbiamo un centrocampo: è fatto soltanto di incursori e non abbiamo un incontrista. Ce n’è solo uno che ha una parvenza di centrocampista, e si chiama Ilkhan, ma non lo fanno mai giocare…".
Destefanis: "Noi viviamo nella legge di Murphy: se le cose possono andare male andranno male. Voglio sperare che Verona ci porti bene, visto che l’ultima vittoria su quel campo era stata l’ultima volta che ci siamo trovati in vetta in solitaria. D’altra parte, quello che mi sento di dire è che è possibile. D’Aversa non mi entusiasmava però evidentemente serviva un personaggio del genere, forse anche prima. Si vede il cambio. Alcuni giocatori non erano più con Baroni. E spiace per acquisti che sono arrivati in inverno, mi viene in mente Marianucci… Ma il mister penso che abbia voluto rendersi conto del materiale umano che ha in mano. Ora i risultati stanno arrivando, si poteva fare di più ma il minimo sindacale è arrivato".
Sindici: "Il Verona è una squadra tosta, nonostante la classifica non sia veritiera, perché ho visto bellissime partite del Verona perse poi 1-0. Sarà una battaglia secondo me. Non so se riusciremo a superare i 44 punti dello scorso anno, sarà dura. Ultimamente abbiamo visto la squadra molto più quadrata in campo, rispetto alle precedenti uscite con Baroni, quando si giocava senza grinta. D'Aversa ha sistemato la squadra e i risultati ci sono stati. Non possiamo pretendere delle partite spettacolari. A Pisa abbiamo giocato male e portato a casa i tre punti, tante volte siamo stati "belli" però poi abbiamo perso".
In vista del Toro che verrà, come valutate il rendimento di Prati? Dovrà fare di più per guadagnarsi il riscatto?
Patrignani: "Per quello che ho visto, Prati è un giocatore molto mediocre. Ilkhan è un centrocampista: è un trottolino, corre di continuo, si inserisce, tira. Noi abbiamo bisogno di un centrocampista alla Gattuso, che copra il centrocampo e stia vicino al regista che crea. Il Patrizio Sala, il Ferrini, non c’è. Il direttore sportivo non ha fatto niente per questo: è un reparto inesistente. Casadei è molto molto bravo, ma è un incursore che può giocare dietro la punta. Se lo metti a centrocampo, non è il suo ruolo".
Destefanis: "È un personaggio di cui forse avremmo avuto bisogno già a partire dalla scorsa estate. Fa legna, ha inventiva: è da tenerselo stretto. Vorrei anche capire quanto ci tiene a stare qua. Purtroppo, abbiamo troppi centrocampisti, cosa che non ci capitava da un secolo. Io spero sempre che ci possa essere una combinazione tra Prati, Gineitis e Casadei. Quella è la base da cui partire. Prati se trova la sua dimensione può essere un altro Peppe Vives".
Sindici: "Bisogna sempre vedere in che contesto si gioca. Uno diventa forte se attorno ha compagni all'altezza della situazione. Abbiamo visto anche Vlasic, che nonostante sia un giocatore forte, ogni tanto si perde perché non c'è tanto supporto. Sappiamo che la qualità attualmente è questa".
Petrachi ha parlato della volontà di costruire un blocco italiano per creare un forte senso di appartenenza: cosa ne pensate?
Patrignani: "Il blocco italiano può servire per la Nazionale. È ridicolo vedere 10-11 giocatori stranieri in quasi tutte le squadre di Serie A. Cosa vuoi mettere, i giocatori di Serie C in Nazionale? Per quanto riguarda il Toro, io vorrei giocatori che abbiano spirito di appartenenza, che sappiano di essere quasi unti dal Signore a indossare quella maglia mitica. Però, se in 21 anni li porti al museo una sola volta, questo spirito di appartenenza non ci sarà mai, per colpa di una società che di granata non ha niente. Poi, che siano italiani o stranieri non importa. L’unico che in questi anni ha avuto spirito di appartenenza è stato Juric, che sentiva quasi la missione di riportarci in alto; poi, quando ha capito che con quella presidenza non c’era niente da fare, gli sono calate le braccia e si è rassegnato anche lui. Se non è la società, chi dovrebbe trasmettere lo spirito di appartenenza? Questi giocatori arrivano e non sanno nemmeno dove sono, vengono per rilanciarsi o per andare in una big. Non c’è spirito di appartenenza per colpa di chi non gliel’ha insegnato. È un peccato mortale, esistenziale. Io per questo porto avanti una contestazione pacifica e, ovviamente, condanno chi compie azioni eccessive. Però siamo arrivati a un punto quasi di provocazione".
Destefanis: "Sono d’accordissimo. E non è per un impeto nazionalista. È che giovani in gamba ne abbiamo. Quello che si ripete è che in Italia non c’è il coraggio di buttare giovani in campo. A volte non sono pronti però diamo loro il diritto di sbagliare senza bruciarli al primo errore. In Champions ci sono tanti giovani, si vedono errori, ma sono normali. Un Dellavalle riportato alla causa, un Cacciamani, io poi ero fissato con Ciammaglichella... Ragazzi che nelle giovanili hanno fatto sfracelli. Permettiamo a tutti di sbagliare e a questi ragazzi no? Un anno di questa esperienza la proverei. Inutile andare a cercare tanti giocatori in giro per il mondo, quando poi i risultati sono gli stessi. Un bel blocco italiano ce l’abbiamo in casa e varrebbe la pena provarli. Mi viene in mente anche Buongiorno, all’inizio ci si chiedeva se fosse all’altezza… e cavolo se lo è stato".
Sindici: "Io sono d'accordo su questo aspetto, non dimentichiamo che noi avevamo le giovanili più forti d'Europa. Solo l'Ajax ci contrastava. Il nostro parco giovani era qualcosa di eccezionale, ricordiamoci che nel '75 avevamo circa 50 giocatori del settore giovanile che giravano tra Serie A e Serie B. Tutto ciò è stato distrutto. Ultimamente è andato anche via Benedetti, un ottimo dirigente. Adesso non vedo futuro, a meno che non si progetti una ricerca, come una volta, quando c'erano tutti i vari personaggi che ti indicavano i giocatori da portare nel vivaio. Questo è un lavoro di squadra che bisogna fare e portare avanti nel tempo e che automaticamente darà i suoi frutti. Guardiamo l'Atalanta dove è arrivata, partendo dal nulla e copiando un modello simile a quello che aveva il Torino tanti anni fa".
Interviste ai Toro Club a cura di Matteo Curreri, Davide Bonsignore e Andrea Novello
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