Giornata speciale per uno dei simboli del Toro degli Anni Novanta

Nato a Carmagnola il 27 marzo 1969, Gianluigi Lentini oggi compie 57 anni ed è stato uno dei giocatori più puri, tecnici e imprevedibili mai passati dal Torino FC. Ala veloce, dribbling ubriacante e personalità fuori dal comune, Lentini rappresentava l’essenza del calcio istintivo, quello capace di accendere una partita con una giocata.

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Grande talento, destino beffardo

Cresciuto nel vivaio granata, esordì giovanissimo in Serie A e, sotto la guida di Mondonico, diventò uno dei simboli del Torino dei primi anni ’90. Indimenticabile la cavalcata in Coppa UEFA, conclusa con l’amarezza della finale persa ma vissuta da protagonista assoluto. In quegli anni, Lentini sembrava destinato a diventare uno dei migliori giocatori europei. Poi, nell’estate del 1992, il passaggio al Milan: una trattativa clamorosa, che si trascinò dietro aspettative enormi. Ma quello che doveva essere il salto definitivo si trasformò in una parabola spezzata. La notte del 2 agosto 1993, un grave incidente stradale cambiò tutto. Lentini restò lontano dai campi per quasi un anno e, al ritorno, non fu più lo stesso. Dopo esperienze altalenanti, tra cui quella con l’Atalanta, il destino lo riportò a casa. Nel 1997 tornò al Torino, ritrovando Mondonico e contribuendo alla promozione. Non era più il fenomeno devastante degli inizi, ma restava un simbolo, un uomo legato visceralmente alla maglia. La sua carriera non ha mantenuto fino in fondo le promesse iniziali, ma il ricordo di quel talento resta vivido. Lentini è stato, e continua a essere, uno di quei giocatori che non si dimenticano: perché certi numeri, certe accelerazioni e certe emozioni appartengono più al cuore che alle statistiche.

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