Prima che sia troppo Tardy / La fase di crisi del sistema calcio impone decisioni intelligenti compiute da persone competenti, non da gente senza arte né parte

Il Torello torna da Pisa con tre punti quasi decisivi per la permanenza in serie a dopo una gara tecnicamente molto scadente e noiosa. Brutto spettacolo, ma punti preziosi in cascina. Il risultato ci pone con 9 punti di vantaggio sulla terzultima a sette gare dalla conclusione del campionato: non un tripudio, ma ad un certo momento della stagione l'aria si era fatta pesante, dunque accontentiamoci.
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Giocavamo contro l'ultima in classifica e pur facendo poco per meritare la vittoria torniamo a casa felici. Gli strafalcioni di Coco, i controlli approssimativi eseguiti da molti calciatori, i passaggi un po' troppo lunghi o un po' troppo corti, sono stati il condimento di una gara triste. Ho davanti i numerosi cross di Pedersen: mai uno preciso, solo palloni calciati verso l'area senza logica e il cross di Adams nel secondo tempo sprecato da Casadei, per fare capire la differenza di qualità.
Ad inizio campionato scrissi che questa rosa era in un range che andava tra i 38 e 42 punti, vedremo se e di quanto mi sono sbagliato. In questi casi, dopo una stagione così si parla di rifondazione, sinceramente molto dipenderà dalla permanenza o meno di questo presidente. Se rimane Cairo, avremo un ulteriore riduzione delle ambizioni attraverso il ridimensionamento del monte ingaggi e la delega a Petrachi a scovare qualche calciatore in grado di giocare in serie a poco prezzo (mi auguro migliore di Kulenovic...). Nel caso avvenisse l'anelato passaggio di proprietà, ad oggi solo fantasticato, ovviamente il panorama sarebbe differente ed ad oggi imperscrutabile. L'augurio è che oltre delle disponibilità finanziarie un ipotetico compratore abbia delle idee, un grande rispetto verso i tifosi e la storia del Toro e conosca il mondo del calcio.
La fase di crisi del sistema calcio impone decisioni intelligenti compiute da persone competenti, non da gente senza arte né parte incapace di portare i cambiamenti necessari. Con Cairo abbiamo sperimentato un lungo periodo di programmazione insufficiente, di attenzione contabile, di nessuna empatia con il mondo dei tifosi. Non ripetere gli errori del "ventennio" di Cairo sarà la base dalla quale ripartire.

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