Torna "RisorgimenToro", la rubrica di Massimiliano Romiti: "Sono circa 30 anni che il martedì sera vado, con gli amici..."
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Sono circa 30 anni che il martedì sera vado, con gli amici di sempre, a giocare, alternativamente, a calcio a 5 e calcio a 8. Un vero e proprio rito. Il settimanale esercizio pallonaro, a netta prevalenza granata a livello di giocatori in campo, non ha praticamente mai conosciuto soste negli anni. Le rare ragioni di rinvio sono normalmente state metereologiche, sanitarie (pure il COVID abbiamo attraversato) o talora calcistiche ma in chiave televisiva. Nel senso che, al pari di una nevicata siberiana o di una tempesta tropicale, solo un importante match di calcio alla TV ha potuto, in pochi casi, ottenere uno spostamento del match settimanale. Martedì 31 marzo è quindi fissato, alle ore 21, l'inizio delle ostilità tra le due squadre, i "gialli" e gli "azzurri", che si fronteggeranno nell'undicesima giornata del nostro Torneo "baraonda" di calcio a 8. Casualmente però questo martedì il nostro match sarà concomitante con un altro evento di calcio minore. Bosnia-Italia. Finale playoff che potrebbe riaprire a quegli altri "azzurri" (ma come osano chiamarsi così?) le porte del mondiale, dove mancano, penosamente, da 12 anni.
L'età media dei giocatori del nostro match supera i 45 anni, una generazione X che comunque è stata dominata da una sana, italica e sfrenata passione per il calcio. Pertanto io, spinto da un impulso istintivo dettato dal patrimonio genetico dell'italiano medio, questo venerdì ho chiesto nella chat WhatsApp se, magari, non fosse il caso di anticipare la nostra partita o rinviarla. Il tutto per assistere, insieme davanti a una birra, la tenzone pedatoria in quel di Bosnia. Penso che vent'anni fa il comitato organizzatore del Torneo baraonda avrebbe senza dubbio concesso una sospensione del torneo, per poter vedere quei meno dotati atleti chiamati a difendere l'onore nazionale in terra straniera. E quindi avrebbe dato il via libera a partita e birrozza, anch'esse di rito, tutti insieme davanti alla TV, secondo il consolidato costume italico. Oggi invece il comitato risponde in chat così:
"Restiamo a martedì alle 21. Se no troppo casino anche col campo."
E i giocatori, ubbidienti, nulla hanno replicato, me compreso. Ci prepariamo tutti, quindi, alla consueta "nostra" partita ignorando la Nazionale. Certo i tifosi granata non sono mai stati proprio legatissimi alla maglia azzurra ma...
Crack! Ho sentito rompersi qualcosa. Allora è vero che del calcio cartonato, tutto business e TV, ce ne frega sempre meno. Ce l'hanno fatta davvero. Sono riusciti a fare disamorare davvero persone cresciute a pane e football. Brava Figc e brava Lega Serie A. Tutte impegnate a contare i soldi (in Italia sempre di meno) non si accorgono che il giocattolo gli si sta rompendo tra le mani. Crack! Non si accorgono di stare distruggendo la passione dei tifosi sulla quale si fonda ogni guadagno legato al calcio. Crack! Perché una volta era stato Boskov a definire la passione per il calcio (per l'universo maschile) nel più divertente dei modi. Ricordate? "Se uomo preferisce uscire con propria donna a finale di Champions con birra e amici, forse vero amore, ma non vero uomo". E tutta questa passione il moderno governo del calcio in Italia è riuscita a spazzarla via... Si preferisce non guardare le partite per fare altro, le partite della Nazionale come quelle del Torino. Perfavore, ridateci Il Calcio Di Vujadin! Ne abbiamo proprio bisogno.
MASSIMILIANO ROMITI
"Avvocato e mediatore civile e commerciale. Socio Fondatore dei Giuristi Granata - Toro Club Marco Filippi, dell'Associazione Curva Primavera per la Fondazione Stadio Filadelfia e dell'Associazione ToroMio. Attuale presidente del Comitato NOIF "Nelle origini il futuro" che unisce a ToroMio associazioni di varie tifoserie italiane nella promozione di una proposta di legge che introduca la partecipazione popolare nel mondo del calcio e dello sport".
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