Conosciamo tutti i segreti dei prossimi avversari del Torino grazie al collega che segue sempre da vicino le ultime novità del Pisa
Si può ragionare sul 4-3-1-2? (VIDEO)
Si chiude la sosta del campionato e tornano in questo fine settimana le partite di Serie A con il Toro che fa visita al Pisa nel giorno di Pasqua. Si tratta del terzo confronto stagionale tra i granata e i nerazzurri, dato che la formazione toscana è già stata ospite per due volte - tra settembre e novembre - presso l'Olimpico Grande Torino. Si sono già infatti giocate sia la partita d'andata di campionato che il match valido per i sedicesimi di finale di Coppa Italia e, in entrambe le gare, Vlasic e compagni non hanno trovato un avversario agevole. Per conoscere tutti i segreti della squadra allenata da Oscar Hiljemark, abbiamo fatto alcune domande a chi la conosce molto bene. Si tratta di Gabriele Bianchi, giornalista sempre vicino alle vicende di casa Pisa per conto di Punto Radio, che noi ringraziamo per essersi concesso ai nostri microfoni e per averci presentato i prossimi avversari del Torino.
Buongiorno Gabriele, come arriva il Pisa a questa sfida contro il Torino? La squadra e la piazza credono ancora nella salvezza? "Contro il Cagliari era arrivata una bella vittoria con la doppietta del capitano Caracciolo che ha trovato a 36 anni il suo primo gol in Serie A. Tutto bello, però c'è stato un brusco risveglio a Como. Il Pisa è sembrato lo sparring partner del Como, non è mai stato in partita e non è sceso in campo con un divario troppo ampio. Questo ha fatto buttare giù la testa, rispetto alla domenica precedente in cui era stato chiesto orgoglio e dignità per la maglia. Sulla salvezza ci sono due scuole di pensiero: c'è chi non ci crede più e si accontenta di finire bene per buttare qualche base in vista della prossima stagione e poi c'è chi gioca invece a fare le tabelle puntando sul fatto che in calendario ci sono molte squadre della parte destra della classifica. Penso sia un po' utopistico perché dovrebbe vincere almeno sei partite su otto restanti e finora ne ha vinte due su trenta".
Che allenatore è Hiljemark? Quale impronta di gioco sta dando alla squadra? "L'esonero di Gilardino aveva sollevato alcuni dubbi, fin da inizio anno sembrava essere il collante di una rosa modesta e non adatta alla categoria. La squadra non è stata potenziata in modo giusto né nel mercato estivo né in quello invernale. Nessuno conosceva questa ragazzo quando è stato annunciato, ha dovuto mettere in campo la squadra subito tre giorni dopo il suo arrivo in una sfida decisiva come quella col Verona. A livello tattico siamo lì col predecessore, si era presentato col 3-4-3 puro e poi ha ripiegato sul 3-5-2 ma non c'è stata una rivoluzione. C'è scetticismo, lui si gioca tanto in questo finale di campionato. Ripartire da lui, se dovessero arrivarci altre partite come quelle di Como, potrebbe essere un azzardo. Hiljemark è un ragazzo che sa bene l'italiano e ci tiene ma non so se era proprio l'uomo giusto per provare a invertire la tendenza, credo sia più un ragazzo da progetto lungo e senza pressioni. Allenava solo da due stagioni, ha appena 33 anni e ha smesso presto per un problema fisico. Non ha la bacchetta magica, come non l'aveva Gilardino, il problema è dovuto al mercato".
I tifosi granata devono quindi attendersi un Pisa differente rispetto alle due partite giocate a Torino in questa stagione quando ancora c'era Gilardino? "A livello tattico siamo lì col predecessore, si era presentato col 3-4-3 puro e poi ha ripiegato sul 3-5-2 ma non c'è stata una rivoluzione. Il campionato ti presenta il conto, servono i punti ma il materiale umano è quello che è. Serviva più tempo per questo allenatore ma dubito che anche altri allenatori con maggior curriculum avrebbero potuto fare meglio".
Quali sono i principali punti di forza dei nerazzurri che il Torino dovrebbe temere in questa gara? "Il Pisa è una squadra che finché la partita rimane in equilibrio riesce con corsa e blocco basso a complicare la gara all'avversario. Il Torino non deve fare come il Cagliari e venire qui in ciabatte. Anche contro avversari quotati abbiamo visto come il Pisa riesca a far giocare male gli altri. L'unica che sia all'andata che al ritorno ha fatto saltare il banco è stato il Como. Anche le grandi come Inter, Milan e Juventus hanno fatto fatica. L'Inter era sotto 0-2 a San Siro mentre la Juventus ha vinto 4-0 ma fino al 55' era ancora 0-0 e il Pisa aveva avuto occasione. L'arma principale sono le ripartenze se la linea difensiva è troppo alta".
Su cosa dovrebbe puntare invece il Toro per far male a questo Pisa? Quali sono le principali lacune della squadra? "Le lacune sono tecniche e si vede nei singoli. La squadra fa le cose alla metà della velocità e con molta meno tecnica, a volte si sbagliano passaggi semplici o si impiega troppo a stoppare il pallone. Non c'è mai un tiro da fuori, manca proprio la qualità per restare in Serie A. L'anno scorso pressava tutta la squadra in modo feroce mentre adesso ci sono avversari che saltano il pressing e poi ci sono anche evidenti problemi difensivi. La partita d'andata è un esempio con il Torino che nonostante le difficoltà ha fatto due gol semplici e poteva farne altri".
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