Il 28 aprile 1996 decise allo stadio "Delle Alpi" la sfida tra Torino e Cremonese con un gol al 40' del primo tempo. Oggi torna a parlare in esclusiva su Toro News

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Il 28 aprile 1996 Luca Mezzano decise allo stadio "Delle Alpi" la sfida tra Torino e Cremonese con un gol al 40' del primo tempo. Era il Torino di Lido Vieri destinato alla retrocessione in Serie B. Domenica alle 12.30 allo stadio "Zini" sarà la Cremonese di Marco Giampaolo a vivere l'ultima spiaggia per evitare il ritorno in cadetteria. Il Torino con Roberto D'Aversa si è risollevato e punta a raggiungere e superare quota 40. In esclusiva su Toro News torna a parlare l'ex laterale granata Mezzano, oggi vice allenatore in Serie D al Chisola.

Luca Mezzano of Torino and Enrico Chiesa of Lazio in action

Buongiorno Luca. Si ricorda che decise una partita contro la Cremonese al "Delle Alpi" nell'aprile 1996? "Sì, la ricordo benissimo, così come il gol. Ho anche la foto: cross teso dalla destra, io anticipai Fantini e la misi in porta d'esterno sinistro. Non era un gran momento, eravamo in difficoltà e prossimi a retrocedere. Per me era l'inizio della carriera, di un sogno che si era avverato: vestire la maglia granata. Fu il secondo gol in Serie A in 11 presenze all'età di 18 anni: tanta roba direi".

Come arriva il Torino all'appuntamento dello "Zini"? "Arriva sicuramente meglio di un paio di mesi fa. La salvezza è stata raggiunta grazie alle 4 vittorie in 6 partite con la nuova guida tecnica. D'Aversa ha effettuato un grandissimo lavoro. Non ci sono state soltanto le 4 vittorie perché anche contro Milan e Napoli potevano arrivare punti con un pizzico di fortuna in più. La svolta è avvenuta, spero di finire il campionato un po' meglio del resto della stagione. Credo si stiano facendo le doverose valutazioni sul futuro. Spero che D'Aversa possa continuare insieme al Torino perché ha fin qui svolto un grandissimo lavoro".

E ci sarà anche Gianluca Petrachi dall'inizio in cabina di regia... "Essendo già in società potrà impostare il mercato come preferisce. Starà già lavorando perché il lavoro va pianificato. Credo si stia muovendo per tempo in attesa della scelta del mister".

Cosa non ha funzionato nei sei mesi di Marco Baroni? "I numeri difensivi negativi erano il grande problema del Torino di Baroni. Era una squadra che subiva troppo. D'Aversa ha sistemato questi numeri e le cose sono migliorate. Il Torino per lungo tempo ha avuto l'ultima difesa del campionato di Serie A. Credo ci fossero delle fragilità mentali e molto spesso sono emerse. Con D'Aversa la media gol incassati è notevolmente migliorata, c'è stata una crescita con gli stessi giocatori che aveva a disposizione Baroni. La quadra difensiva è stata trovata ed era il primo tassello da sistemare".

I principali meriti di Roberto D'Aversa? "D'Aversa è stato bravo a adattarsi. Ama maggiormente il 4-3-3 ma è ripartito dalla difesa a tre perché non voleva stravolgere le cose. Ha gestito bene la situazione, ha reso un po' più offensivo il 3-5-2 di Baroni liberando maggiormente Vlasic e avanzandolo un po' nello scacchiere".

Tra l'altro, anche il suo Chisola sta ben figurando nel girone A di Serie D... "Sì, stiamo facendo un percorso importante. Siamo giovani e non abbiamo un budget da prima fascia. A tre giornate dalla fine siamo dentro ai play-off e abbiamo qualche rammarico per i punti persi per strada. La nostra è un'ottima stagione. Entrare nei play-off sarebbe davvero eccellente per obiettivi e rosa. I play-off in Serie D valgono poco, però sono comunque motivo di soddisfazione".

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