Alla vigilia di tre scontri diretti, affrontiamo i temi caldi tra pronostici e valutazioni sui granata, su un singolo e sulla Nazionale

Screenshot_20260401_084146_Gallery

Inaccettabile, imbarazzante, gravissimo (VIDEO)

Quattro domande, tre pareri e un dibattito sulle ultime in casa granata. Torna "Parola ai Club", il format pensato da Toro News per dare voce ai Club granata sulla prima e più importante testata giornalistica online dedicata al Torino FC. Tre diversi membri di tre Toro Club sparsi in giro per l'Italia sono i protagonisti di questo format. Per questa puntata abbiamo intervistato Lauro Corrado (consigliere Toro Club di Saluzzo), Luca Neve (vicepresidente Toro Club San Maurizio d'Opaglio "Neve Teofilo") e Marco Camerano (presidente Toro Club Leinì). Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande.

Genoa CFC v Torino FC - Serie A

Quanti punti servono per la salvezza? Quanti ne farà il Toro in queste tre gare (Pisa, Verona e Cremonese)?

Corrado: "Credo che non arriveranno più di 4 o 5 punti, però potrebbero essere sufficienti. Secondo me la quota salvezza sarà appena al di sotto dei canonici 40 punti e potremmo raggiungerla in questa triade di partite. Intravedo delle difficoltà, perché non siamo una squadra forte. Siamo una squadra assemblata male e allenata peggio fino a qualche settimana fa. La posizione in cui siamo è meritata, non è frutto del caso. Il testimone raccolto da D’Aversa era molto semplice, perché per fare meglio di Baroni ci voleva davvero poco. Ha dato maggiore razionalità e un filo di entusiasmo in più alla squadra, e i risultati comunque si vedono. Domenica sarà un po’ il banco di prova, perché in casa, col Pisa, avevamo rischiato il tracollo. Se invece a Pisa faremo una bella prestazione, vorrà dire che c’è stata davvero una svolta".

Neve: "Secondo me la soglia salvezza sarà a 37/38 punti. In queste tre partite almeno 4 o 5 punti li faremo, ci salviamo senza problemi. Almeno, la speranza è quella. Sono partite alla portata, soprattutto con il potenziale offensivo che abbiamo. Dietro le prime 7/8 squadre un attacco così non ce l’ha nessuno. Ci sono altre problematiche in rosa, sì, ma a livello di attacco siamo interessanti".

Camerano: "Mancano 8 giornate, abbiamo Verona e Sassuolo in casa e dovrebbero essere 6 punti, anche a Pisa dobbiamo andare a fare i 3 punti. Nelle prossime tre prevedo almeno 7 punti, quindi a 40 punti. Ma anche con 6 saremmo salvi. Se mai perdessimo a Pisa, con il Verona sarebbe decisiva, poiché con una sconfitta o un pareggio lì rischi di essere risucchiato. Dipende anche da quelle dietro, ma non credo che a Pisa non porteremo a casa punti".

Filotto di tre scontri diretti per il Toro: a chi affidarsi?

Corrado: "Vlasic è in grande spolvero, ho rivisto bene Zapata, Simeone è una garanzia. Ma ho anche una particolare predisposizione sia per Casadei sia per Ché Adams. Non possono giocare tutti e cinque, però l’alternanza può dare spazio a ognuno di loro. Sono la nostra forza. Certo, non lo è la difesa…".

Neve: "Ovviamente, viste le ultime prestazioni, Simeone è senza dubbio il più importante che abbiamo: dà carica e gioca sempre al massimo delle proprie possibilità. Poi anche Zapata, nonostante non abbia ancora recuperato appieno, potrebbe essere decisivo in queste partite. Anche Vlasic. Io ci ho sempre creduto perché è molto tecnico. Lo seguivo anche durante i riscaldamenti prepartita e su 9/10 tiri, 6 o 7 andavano in porta. È tecnicamente valido, ora ha trovato continuità. È importante".

Camerano: "D'Aversa dovrebbe affidarsi ai giocatori con cui ha disputato le ultime partite. Certamente Casadei lo farei sempre giocare, perché è un patrimonio, ha fatto 4 gol e io lo metterei sempre nell'undici titolare".

Come valutate il gesto di Coco di tornare a Torino, nonostante la fascia da capitano con la sua Guinea Equatoriale, dopo metà ritiro?

Corrado: "Ho sempre detto che Coco è un professionista serio. Mentre su Maripan si sono raccolte voci di dissidi nello spogliatoio e difficoltà per il rinnovo del contratto a una cifra più sostenibile per le casse della società, Coco mi sembra una persona più affidabile proprio dal punto di vista professionale, e questo viene confermato dalla sua autoconvocazione anticipata. Certamente ha dei limiti, ma da quando gioca con Ismajli ed Ebosse lo abbiamo visto più orientato e preciso. Sia Baroni sia D’Aversa devono aver avuto la stessa sensazione, almeno dal punto di vista della professionalità e dell’abnegazione, perché, cambiando la guida tecnica, non è cambiato l’impiego di questo giocatore".

Neve: "È un gesto da apprezzare. Il giocatore non si discute sotto quell’aspetto, non molla mai. Poi non è il top player difensivo, ma è anche un piacere averlo in squadra perché gioca per la maglia. Giocatore da Toro? Per quello che dà, senza dubbio. Vedendo la carriera che ha fatto mi aspettavo di meno. Qualche limite ce l’ha ma ha superato le mie aspettative".

Camerano: "Non saprei dire, non so che rapporti abbia con la Guinea Equatoriale. I giocatori devono rimanere in Nazionale, se è concordato con la federazione molto bene il suo ritorno. Ma non è quel fenomeno che fa svoltare la squadra".

Come si può risolvere il problema della mancanza di granata nella nazionale italiana?

Corrado: "La mancanza di granata in Nazionale ha la stessa radice dell’assenza della Nazionale ai Mondiali: la carenza di un settore giovanile e di spazio per i giovani italiani. Nulla da obiettare sui giocatori stranieri, molti dei quali sono grandi professionisti, ma se vogliamo un buon Torino deve esserci spazio per i giocatori del vivaio torinese o, quantomeno, italiani, che creino un gruppo e uno zoccolo duro per le stagioni successive. Lo stesso vale per la Nazionale: ogni squadra dovrebbe avere un gruppo di giocatori italiani su cui il commissario tecnico possa lavorare. Cito un Genoa-Udinese in cui venti dei ventidue in campo erano stranieri: c’era un italiano per parte. Il Como non ha un titolare italiano. Su queste basi non costruisci una Nazionale forte. Allo stesso modo, con un Torino che ha pochi giocatori italiani e nessuno proveniente dal vivaio, non puoi costruire una squadra forte. Spiegatemi perché fatichiamo in difesa e abbiamo Dellavalle a Modena. Perché abbiamo provato Ngonge, liquidandolo dopo quattro mesi, e insistito su Aboukhlal, senza sapere ancora cosa sia? Mentre abbiamo Cacciamani che fa cose egregie in Serie B alla Juve Stabia. In questo Toro avrebbe sicuramente trovato spazio. Abbiamo ruoli che potevano essere coperti da giovani italiani, ma che sono stati affidati a stranieri che non ci hanno portato nulla, se non ingaggi più elevati e procuratori più soddisfatti…".

Neve: "Al di là della mancanza granata, quando hai in squadra l’85% di giocatori stranieri non ti puoi aspettare giocatori in Nazionale italiana. Vero è che se Ricci non fosse andato al Milan magari avrebbe giocato di più e sarebbe stato convocato. Oltre al Torino anche le altre squadre utilizzano tanti stranieri e il risultato è questo. Nelle giovanili se non hai disponibilità economiche per iscrivere il figlio sei tagliato fuori. Lavorare sui giovani, sugli istruttori e sugli educatori è il punto di partenza. Manca parecchio. Ma non soltanto tra i professionisti, anche nelle categorie inferiori bisogna lavorare. Ci sono dei talenti che non vengono valorizzati e non emergono perché non ce n’è la possibilità…".

Camerano: "Diciamo che non ci sono mai stati poi così tanti granata in Italia negli ultimi anni. In generale, poi mancano giocatori italiani nelle squadre. Noi abbiamo Paleari, che non arriverà mai in Nazionale vista anche l'età; Casadei che se giocasse di più potrebbe anche essere convocato; Biraghi che è ormai a fine carriera e Marianucci che non mi sembra da Nazionale. In passato quali sono stati i giocatori del Toro che hanno contribuito al successo della Nazionale? Abbiamo avuto qualche giocatore tra il '78 e l'82 con Bearzot, che nonostante fosse figlio del Filadelfia fece giocare il blocco Juve. Anche se portò in Argentina nel 78' diversi granata come Pulici e Sala, giocarono poco, Graziani fu quello che gioco di più, mentre Zaccarelli spezzoni di gara e segnò anche nella prima partita contro la Francia. Dossena vinse il Mondiale dell'82' ma non scese mai in campo".

Interviste a cura di Matteo Curreri, Davide Bonsignore e Andrea Novello

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta Continua la lettura

Commenti

Tutti

Leggi altri commenti