Fattore campo: Torino, nel girone di ritorno in casa 19 punti come la Juventus

Fattore campo: Torino, nel girone di ritorno in casa 19 punti come la Juventus

Approfondimento / Nella seconda parte di stagione granata e bianconeri hanno conquistato lo stesso numero di punti tra le mura di casa, con gli uomini di Allegri che però hanno giocato una partita in meno

di Luca Sardo

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Torino FC v Genoa CFC - Serie A

Osservando invece i punti raccolti in casa durante tutto il campionato, i granata si trovano alla sesta posizione con 32 punti raccolti in 17 partite (1,88 punti di media) a pari punti con l’Inter. Prima è sempre la Juventus a quota 47. Il Toro ha vinto 10 partite, pareggiate 2 e perse 5. In ogni caso è un piazzamento da Europa League. Il fattore campo a Torino si sente eccome ed è una delle chiavi che hanno costruito i successi del Torino.

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  1. Oni - 5 mesi fa

    E pensate che se avessimo anche noi uno stadio tutto nostro all’inglese ne avremmo 6in più di punti sicuri speriamo che il pres si accorga quanto sia importante aver lo stadio tutto nostro

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  2. LeoJunior - 5 mesi fa

    Una considerazione generale sul lavoro di WM. Premetto che ero molto scettico e ancora adesso qualche riserva mi resta. Ma dobbiamo forse fare un bagno di sano realismo e analizzare l’approccio che ha avuto. Alla luce dei risultati viene più facile capire alcune scelte. E credo vada messa in discussione il concetto di calcio moderno.
    WM: secondo me è un conoscitore del calcio e degli uomini. Per lui la priorità è creare un gruppo di uomini e calciatori coeso. Il suo credo è quello di far crescere lo spessore dell’uomo e le convizioni che stanno alla base del successo. Se ci pensiamo bene i calciatori di un certo livello, alto ma non fuoriclasse, si equivalgono come mezzi tecnici. Ovviamente rispetto al ruolo. Faccio qualche esempio: vedete grandi differenze tra Izzo e Nkoulou e Skrinar, De Vrij, Romagnosi, etc.? E soprattutto ci rendiamo conto che le valutazioni tecniche dei giocatori spesso sono disattese da una stagione all’altra e da una squadra all’altra? Fenomeni tipo Shick, Kluivert, giocatori dell’Atalanta passati ad altre squadre, etc.
    Questo vuol dire che molto dipende dalla testa, dal gruppo, dall’aiutarsi in campo, etc.
    E in questo WM è stato stupendo. Quando la squadra è compatta è una bellezza. Aiuti preventivi, attenzione ai particolari, proposizione del passaggio.
    E per fare questo aveva bisogno di pochi giocatori scelti per caratteristiche umane. Ecco a mio avviso il perchè della rosa corta e le uscite di Lijaic, Soriano, etc. ecco il perchè del mercato di gennaio senza entrate di incognite in corsa.
    Non poteva fare questo lavoro se non si fidava. A costo di perdere in numero e qualità.
    Adesso abbiamo una base di uomini con convinzione dei propri mezzi sulla quale creare e aggiungere le pedine giuste.
    Purtroppo il lavoro non si è completato proprio nella parte di consapevolezza e determinazione nelle partite “facili” e da vincere a tutti i costi. Su quello deve lavorare.
    Su cosa sia il calcio oggi, forse dovremo fermarci a riflettere. Sono anni che penso a una cosa: che risultati otterrebbe una squadra “vecchio stile” che sa difendere. Sono anni che vedo difensori che non sanno le nozioni base della marcatura.
    E allora mi chiedo: tornare al passato, pur se rivisitato? Le squadre che stanno emergendo (Ajax, Borussia Dortmund, Atalanta) stanno passando all’ “uomo contro uomo”. E anche noi con il Milan l’abbiamo fatto.
    E lo si è sempre fatto. Anche ci ha giocato semplicemente in squadre dilettantistiche o giovanili fino a 20 anni fa, sa quanto conti lo scontro uno contro uno. Aumenta l’attenzione, la cattiveria, la concentrazione, l’aiuto tra compagni.
    E WM su questo lavora. Ovvio che poi si devono costruire le fasi di gioco ma perchè no un calcio “vecchio” 4.0?

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    1. Mimmo75 - 5 mesi fa

      Che il gruppo sia alla base del lavoro di Mazzarri è fuori discussione. Lo ha detto lui stesso, spiegando il perchè della rosa corta. E lo testimonia la sua carriera, durante la quale ha sempre ottenuto più del 100% dalle sue squadre (il tempo è stato galantuomo sulla sua esperienza all’Inter e lo stesso Watford non mi pare abbia fatto nulla di più dopo l’era Mazzarri), proprio perchè in grado di formare un gruppo che fa da vero e proprio dodicesimo uomo in campo. Proprio ieri ho scritto una considerazione sul perchè questa squadra ha “rigettato” Ljiajic, Niang e Soriano, tutti senz’anima anche se ricchi di talento. O forse loro hanno deciso di abbandonarla dopo aver toccato con mano la filosofia di Mazzarri, dove nessuno ha il posto garantito per grazia ricevuta. Mi trovo, quindi d’accordo anche su questo punto che hai toccato. Sul giocare uomo contro uomo credo, invece, che sia un qualcosa che puoi azzardare solo se dietro hai gente di assoluto spessore e comunque non senza prendere i dovuti accorgimenti (Mazzarri nel post gara l’ha chiamata “valvola di sicurezza”) tattici, perchè come esistono i difensori forti esistono anche gli attaccanti forti e allora è giusto non affidarsi completamente a questa tattica, come faceva Sinisa, senza peraltro avere difensori all’altezza.

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  3. ninjiagranata2 - 5 mesi fa

    Ciao GlennGould tutte le squadre sbagliano partite il Bologna ha vinto a Milano con l Inter 1-0 il Chievo a Roma con la Lazio 2-1 l Atalanta con l Empoli ha fatto un punto in due partite e via discorrendo per tutti. , il calcio è affascinante anche per questo, testa concentrata ed alla fine si conteranno i punti

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  4. Mimmo75 - 5 mesi fa

    In realtà la crescita della squadra è stata complessiva. Nel girone d’andata abbiamo tenuto una media di 1.42 punti a partita, chiudendo a quota 27. Nel girone di ritorno, avendo conquistato 29 punti in 15 gare, la punti è salita a 1.93 (+36%) e ci proietta, se mantenuta, a 63/64 punti finali. Nel girone d’andata realizzammo 24 reti (media di 1.26 a partita) subendone 19 (media di 1 a partita), in quello di ritorno ne abbiamo realizzate 20, per una media di 1.33 a partita (+6%), subendone 10 per una media di 0.67 a partita (-33%). Sono aumentate anche le vittorie: nel girone d’andata ne conquistavamo una ogni 3.17 gare (6 su 19), in quello di ritorno stiamo vincendo una partita ogni 1.87 giocate (8 su 15). Calano le sconfitte: nel girone d’andata 4 su 19 gare, cioè una partita persa ogni 4.75 giocate, in quello di ritorno 2 su 15 incontri, cioè perdiamo una gara ogni 7.5 partite giocate. Infine, calano i pareggi: 9 su 19 incontri nel girone d’andata, cioè 1 ogni 2.11 gare, 5 su 15 in quello di ritorno, cioè 1 ogni 3 incontri.
    Sono numeri, magari noiosi più del gioco che abbiamo spesso visto in campo, ma che rispecchiano la concretezza e la bontà del lavoro di Mazzarri e l’applicazione e l’impegno dei ragazzi, anche queste caratteristiche che si rispecchiano sul terreno di gioco. Sono indicatori che analizzai già tra la fine del girone d’andata e l’inizio di quello di ritorno, trovando diversi segnali di crescita che però a quel tempo andavano presi con le pinze, mancando ancora molte gare, ma che facevano ragionevolmente pensare che le prospettive erano ottime. Tali prospettive si sono concretizzate, per fortuna, e la squadra ha iniziato a volare. Ora manca lo sprint finale: ci arriviamo in condizioni psicofisiche eccellenti e con un ambiente carico a mille: confermiamo questi numeri nelle ultime 4 gare e l’Europa (vedremo quale) non ci sfuggirà. Dateje

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    1. Mimmo75 - 5 mesi fa

      … la media punti è salita a 1.93…

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  5. GlennGould - 5 mesi fa

    A pensare di avere lasciato 5 punti su 6 al Bologna, c’è davvero da rimpiangerli. Al Bologna!!!

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  6. user-14171750 - 5 mesi fa

    Grazie anche a noi

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