In esclusiva le parole dell’ex portiere granata che analizza il momento del Torino prima del rush finale post-sosta per le Nazionali

Lys Gomis torna a parlare in esclusiva su Toro News e analizza il momento granata prima del rush finale post-sosta per le Nazionali. Nella sua analisi non mancano interessanti riflessioni sulla contestazione in essere contro il presidente Urbano Cairo.

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Buongiorno Lys. Da tifoso del Torino cosa aspettarsi dalla squadra nel rush finale post-sosta per le Nazionali? (Ride) “Mi vuoi mettere spalle al muro... Comunque rispondo con un po’ di serenità, quella che ha portato il nuovo allenatore per poter sprigionare quello che sta facendo. Spero che la gara contro il Parma non sia stata un’illusione ma non credo conoscendo D’Aversa e anche il direttore Petrachi. Non credo sia stato casuale la vittoria con 4 gol all’attivo contro il Parma. Spero si possa dare continuità con quanto visto”.

L’ha delusa la gestione Marco Baroni? “Deluso non riesco a utilizzarla come parola, però mi aspettavo di più per il suo passato. Pensavo di vedere un Torino con un altro spirito. D’Aversa si è presentato con un altro passo: ci mette la faccia, prende le decisioni, affronta le situazioni, ha espresso la sua personalità. Baroni è stato cancellato dall’ambiente granata e dalle contestazioni di questi mesi. Ha pagato a caro prezzo tutto questo”.

Cosa ne pensa della contestazione? “Ogni tifoso è libero di contestare ed è giusto che contesti se ritiene giusto farlo. Però, ogni contestazione non deve distogliere dall’obiettivo principale che è quello di supportare il proprio credo. La contestazione può essere produttiva per una squadra con un nuovo allenatore? Per me no. Però, se un tifoso vuole contestare è giusto che contesti. Io metto sempre al primo posto il Toro. La nostra squadra non è la società, non è il presidente. Le contestazioni non possono essere la diserzione dello stadio e l’abbandono della squadra perché a quel punto stai errando tu. Con lo stadio vuoto chi ne perde è la squadra e il danno è ben peggiore che contestare il presidente. Allo stadio bisogna esserci, secondo me questo non può mancare”.

Andrebbe avanti con Paleari titolare nella prossima stagione? “È chiaro che serve qualcos’altro, però oggi come oggi Paleari ti ha offerto delle importanti garanzie. Ha risposto presente quando hai avuto bisogno e ha sfornato grandi prestazioni. Ti ha garantito ottime gare, non invaliderei quanto ha fatto. Per rispetto e meritocrazia andrei avanti con lui”.

Cosa non è funzionato nella stagione di Israel? “La gente sottovaluta le esigenze che ha il tifoso del Torino. O sei preparato a vivere sotto pressione oppure sei demolito se sbagli una partita. Pensiamo a Milinkovic-Savic: quanto tempo ha impiegato per imporsi? Israel deve lavorare mentalmente perché non ha retto la pressione psicologica. Se non sei saldo mentalmente, patisci. I tifosi del Toro ti stressano 24 ore su 24 perché è talmente appassionato che entra nella tua intimità. E se non sei forte, crolli e ti prendi gli aspetti negativi dell’ambiente in cui sei inserito”.

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