Focus on / L'esterno uruguaiano ha scalato le gerarchie ma Mazzarri si aspetta più spinta in fase offensiva

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Un Laxalt che in pochi si sarebbero aspettati: preciso e puntuale in fase difensiva, poco incisivo quando c'è da attaccare. Rendimento atipico il suo, considerando le sue caratteristiche e le ragioni per cui il Torino lo ha acquistato in estate. Contro Napoli e Udinese, l'uruguaiano è stato tra i migliori dei suoi ma ora Mazzarri vuole più spinta quando c'è da ribaltare il fronte.

Torino FC v SSC Napoli - Serie A

TITOLARITÀ - Nonostante sia tornato solo venerdì dagli impegni con l'Uruguay, Mazzarri l'ha preferito a De Silvestri e Aina: un segnale chiaro che vuol dire fiducia e titolarità. Al momento Laxalt ha ribaltato le gerarchie sugli esterni, gerarchie molto mutevoli a dir la verità. Ciò che manca al momento è proprio la spinta in fase offensiva: sotto questo aspetto ci si aspetta di più da un giocatore talentuoso come lui.

INTRAPRENDENZA - Il Toro basa molto della propria fase offensiva proprio sul lavoro degli esterni e a Udine c'è stata poca spinta propulsiva. Anche quando Ansaldi è stato spostato a sinistra, i due 'crossatori' granata sono arrivati una sola volta sul fondo. Laxalt ha tutte le potenzialità per essere pericoloso e l'ha dimostrato nel primo tempo della Dacia Arena, quando si è procurato un rigore sacrosanto non segnalato da Abisso. Manca un po' di continuità nella doppia fase, ma per ora Laxalt ha risposto presente e Mazzarri lo sta tenendo in considerazione.

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