Le dichiarazioni del tecnico granata dopo il successo sugli scaligeri
In seguito al 2-1 sull'Hellas Verona il tecnico granata Roberto D'Aversa è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le risposte dell'allenatore alle domande dei giornalisti presenti nella sala stampa presso lo stadio Olimpico Grande Torino.
17.15 Si attende l'arrivo di D'Aversa
17.25 Arrivato D'Aversa, via alle domande
Si può tirare un sospiro di sollievo. Ci si può rilassare?
“No, rilassare no”
E’ la partita che volevi?
“La squadra nel primo tempo era un po’ contratta forse perché l’ho caricata fin troppo. Nel secondo tempo sono scesi con la giusta determinazione, soffrendo un po’ nel finale. Laddove hanno annullato il gol di Adams il contraccolpo l’abbiamo subito. Matematicamente non abbiamo ancora raggiunto la salvezza e come ho detto ieri è solo merito dei ragazzi se sono usciti da quella situazione non semplice. Ci godiamo questa vittoria, che ci permetterà di lavorare con più entusiasmo. Non possiamo però pensare di buttare partite nei duelli personali. Dobbiamo essere determinati quando la palla ce l’hanno gli avversari”
Come valuta la partita di Pedersen?
“Io credo che abbia fatto una buona partita, come Obrador. Non è semplice subentrare e dare il loro contributo. Sta cercando di sfruttare le proprie caratteristiche e dovrebbe crossare di più di quanto sta facendo. Adesso dobbiamo lavorare per cercare di migliore, anche nella gestione palla. Le qualità questi giocatori le hanno e dobbiamo migliorare”.
Casadei?
"Per Cesare non era semplice. Nel secondo tempo era un po’ contratto. Normale dopo che da due mesi non parti dall’inizio. Lui per le caratteristiche che ha ti permette di uscire dalla pressione dell’avversario e poi ha una qualità fondamentale: il gol. Ma deve arrabbiarsi, solo il talento non basta. Ha tempo per consacrarsi come giocatore".
Cosa lo ha portato a declinare l’offerta di Sogliano? “Quando c’è stato un incontro il Verona ha fatto risultati. Mi dispiace per il club e mi auguro che possa tornare in Serie A”
Pensando ai 2 punti di media a partita, cosa c’è dentro?
“Sicuramente non bisogna fare voli pindarici. Ragionare sulla media Champions non ci deve far sentire appagati, basta poco per rovinare tutto il bello che stiamo facendo. Io stamattina ai ragazzi ho ricordato la settimana in cui sono arrivato: erano un po’ sotto un treno tutti. I valori escono quando uno si allena al massimo, se cerca di migliore ogni aspetto. Serve l’ambizione. Tutti hanno l’ambizione di riportare questo club dove è giusto che sia. Abbiamo la fortuna di fare uno sport per lavoro. Dobbiamo ritenerci fortunati. Dedico la vittoria alla famiglia di Ismael: oggi avevano un motivo in più per vincere”
Quale è stata la chiave per questi risultati?
“Dove ci potevano essere difficoltà il pubblico del Toro dava sempre una spinta in più. L’obiettivo era fare il meglio possibile per rendere orgogliosi questi tifosi. Più che cercare di onorare la maglia non possiamo fare. L’importanza dei nostri tifosi la conosciamo tutti. Posso garantire che c’’è un seguito numeroso. Quando rientro a Pescara incontro sempre tifosi del Torino. Il nostro obiettivo è riportare la gente allo stadio, poi non entro nel merito”.
Pensa che nelle prossime partite ci possa essere la possibilità di creare motivazioni in chi non vuole rimanere?
“Sul mio contratto ho risposto che all’epoca ho accettato ma è normale che voglia far cambiare idea con il lavoro. Non guardo nè i giocatori in prestito, né quelli in scadenza: valuto come lavorano i ragazzi. Maripan per come si allena, Biraghi: non ho retropensieri sui giocatori, valuto gli atteggiamenti. E devo dire che ad oggi non faccio distinzioni. Il proprio obiettivo va messo al servizio della squadra. Ma tutti stanno lavorando da squadra, ve lo posso assicurare”.
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