L’analisi / Non legge bene il traversone dell'1 a 1, non sale al momento giusto nel gol del 2 a 1, perde un pallone sanguinoso nell'azione del 3 a 1

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MARTINEZ

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A rendere ancor più catastrofica la partita di Izzo ci pensa il terzo gol subito dal Torino. Si tratta di una classica ripartenza. Il difensore nato a Scampia si intestardisce e porta il pallone. Tre le possibili soluzioni per liberarsene prima: scarico a Nkoulou, passaggio in orizzontale per Meité o verticalizzazione verso De Silvestri. Il pressing di Sanchez rovina i piani di Izzo, che perde una sanguinosa sfera e in pochi secondi il fronte del gioco viene ribaltato.

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Sanchez porta la sfera fino ai 35 metri con Izzo alle sue spalle, poi il cileno allarga per Martinez. Segue l'azione sulla sinistra Gagliardini, osservato a vista da Meité (De Silvestri era comprensibilmente in ritardo, essendo in proiezione offensiva, proprio come Ola Aina sulla sinistra). Proprio dalla parte del nigeriano corre D'Ambrosio che si sovrappone a Martinez per portargli via l'uomo.

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Aina è alle spalle di D'Ambrosio, Bremer rincula e resta a tre metri da Martinez, che carica il destro. La conclusione non sembra irresistibile ma la deviazione batte Sirigu. Bremer si trova posizionato con il corpo e con le gambe in quella maniera perché comunque sa che Martinez può calciare oppure favorire la sovrapposizione di D'Ambrosio.

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Nel dettaglio il momento nel quale Bremer comprende che Martinez andrà verso la porta e non allargherà verso l'ex D'Ambrosio. Il brasiliano prova a contrastare l'argentino ma l'impatto del pallone con il suo piede sinistro risulta fatale per Sirigu. Il pallone finisce alle spalle del portiere sardo, è 3 a 1 Inter, è notte fonda granata.

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