Dzeko sfida l'Italia: "Hanno paura. Dimarco mi ha scritto..."
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Alla vigilia di Bosnia-Italia, gara decisiva per la qualificazione ai prossimi Mondiali, Edin Dzeko si è presentato in conferenza stampa. In vista del match che si giocherà a Zenica (fischio d’inizio alle ore 20:45), il capitano dei padroni di casa è tornato su alcuni temi che stanno accompagnando le ore di avvicinamento: “L’esultanza degli azzurri a Bergamo, quando hanno saputo che avrebbero giocato contro di noi? Si vede che hanno paura, vi faremo soffrire”, ha annunciato Dzeko. “Abbiamo tutti le nostre preferenze. Io preferivo non giocare contro l’Italia. L’Italia non voleva giocare con il Galles. Non so, noi in Galles abbiamo vinto. Evidentemente, se hanno paura di giocare in Galles, qualcosa non funziona. Evidentemente hanno paura anche di noi. Ma per fortuna ora il focus si è spostato sulla partita, meglio così. Ho anche parlato con Dimarco, non c’è nessun problema. Con molti italiani ho giocato, alla Roma, all’Inter e alla Fiorentina”.
Dzeko mostra comunque grande riconoscenza: “L’Italia va rispettata perché è stato il primo Paese ad aiutarci dopo la guerra dei Balcani. Ricordo l’amichevole del 1996. Saremo sempre grati agli italiani, domani durante l’inno dobbiamo alzarci tutti e applaudire”. Ma il messaggio è chiaro: “Prima e dopo la partita siamo amici, durante i 90 minuti sarà una guerra”. Dzeko, dopo una lunga militanza in Serie A, si è anche soffermato sullo stile di gioco della Nazionale e del nostro campionato: “L’intensità è ciò che manca al calcio italiano, forse è per questo che non fanno più risultati. Mancano Totti e Del Piero. C’è qualità anche oggi, ma i giocatori di una volta erano un’altra cosa”.
Al fianco di Dzeko era presente anche il CT della Bosnia, Sergej Barbarez: “Gli italiani, con un po’ di presunzione, hanno detto che il nostro gioco è lento. Possiamo dirlo anche noi di loro. Conta come giochiamo noi, non ci interessa cosa pensano di noi. Qualsiasi cosa accada, giochiamocela fino in fondo. Per l’Italia è una partita importantissima, ma per noi lo è ancora di più”. Barbarez ha tracciato quelle che saranno le linee guida della serata di domani: “La chiave sarà non farsi prendere dal panico, conterà il coraggio. Abbiamo il sostegno del pubblico: peserà. E poi noi abbiamo un piano: se segniamo un gol, mettiamo il bus davanti alla porta. È una battuta. Ma fino a un certo punto”.
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